Di ritorno da Venezia. Due giorni con Biennale dell’Architettura e, per culo, della Musica. La riflessione sulle città m’è piaciuta molto e m’ha definitivamente convinto sulla impossibilità di modernizzare il nostro territorio. Non ci sono volontà e capacità nè della classe dirigente nè dei principali attori coinvolti. M’è sfuggito invece il senso sulla responsabilità degli architetti: perché, finora, sono stati degli irresponsabili? Forse sì, ma siccome è detto da uno che, da grande voleva fare l’architetto o meglio l’urbanista, non vale. M’ha colpito anche che uno dei paesi più moderni e giovani abbia scelto la stele funeraria in video (che come dice Patrizia è un’ottima idea per i cimiteri) per il proprio padiglione. Tra l’altro tutto femminile e conseguentemente con il messaggio della regina e non del re. Da segnalare come Google Earth sia ormai un’estetica da cui non si può prescindere ma è l’unico sistema per volare alto. Della Musica ho visto una prova generale: e siccome delle prove non si parla sono esente da ogni commento.
Infine, Mestre è molto più triste di Venezia.