Giorni di piombo. Dalle 7 a mezzanotte, con in mezzo molto lavoro. Niente pensieri molesti, però, e questo aiuta. Quando finisce, finisce per davvero. Frase che si fa fatica a comprendere, specie nel turbine delle giornate, e che invece quando fai tua, diventa un mantra di incalcolabile valore. E’ finita l’età di mezzo, il differire l’azione dal pensiero, la dipendenza dalle frustrazioni, specie quelle imposte. Anche il tono intimista e diarista del post – alla Liala, per carità – lo dimostra. Oggi non so quante mila battute ho già scritto ed aspetto l’orario di chiusura – la seconda in settimana – scrivendo ancora. Quando ero giovane, molto giovane, mi piaceva scrivere. Adesso aver tolto il piacere dallo scrivere lo rende meno necessario e più divertente. Meno sofferente. E anche meno intuitivo. Però è vero che ci sono volte che le mani vanno sulla tastiera da sole. Anche sul lavoro, il che è un rischio ovviamente. C’è un collegamento diretto tra cervello e tastiera, che diventa un terminale nervoso autonomo. Vabbè, forse è solo che piove e non c’ero più abituato.