C’è chi ritiene che l’informazione sarebbe più libera senza l’ordine dei giornalisti. Di Mussolini, come viene presentato, sebbene la legge istituitva dell’ordine sia del 1963. Vabbè. Se non ci fosse l’ordine, sarebbe in vigore il codice civile. Che recita, in particolare
Art. 2104 Diligenza del prestatore di lavoro
Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall’interesse dell’impresa e da quello superiore della produzione nazionale (1176).
Deve inoltre osservare le disposizioni per l’esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall’imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende.
Art. 2105 Obbligo di fedeltà
Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio.
Art. 2106 Sanzioni disciplinari
L’inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti può dar luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell’infrazione (e in conformità delle norme corporative) (att. 97).
Ecco forse pensarci un po’ potrebbe aiutare tutti
l’Ordine dei Giornalisti non costa nulla allo stato perchè è integralmente finanziato da noi giornalisti attraverso le quote annuali. Per altro aggiungo che ne vediamo già abbastanza di porcherie e di porchette anche con l’Ordine: figuriamoci senza!
Non costa nulla l’organismo dell’ordine….e meno male! perchè già sosteniamo l’editoria con quasi un miliardo di euro l’anno (700mln nel 2007). Le porcherie si vedono proprio perchè c’è un filtro, l’Ordine stesso, tra il potere e la verità, tra la verità e i cittadini. Questo filtro decreta chi è ‘degno’ di informare la plebe.
Senza, tutti potrebbero fare informazione.
Si potrebbe pensare che così si scatenerebbe una giungla inestricabile di informazioni. una filosofia tipo ‘Wikipedia’ (cioè il modo di creare l’enciclopedia tramite partecipazione dirtetta) sarebbe efficace a sbugiardare i falsi che ovviamente spunterebbero come funghi!
Ognuno potrebbe cosnultare l’archivio (che ogni giornalista dovrebbe avere) per impugnare i fatti e smascherare i giornalisti faziosi che ovviamente continueranno ad imperversare.
Il vero problema è che sono spariti i FATTI e sono rimaste le OPINIONI. L’ordine non ha fatto nulla, non ha detto nulla…e quindi non serve a nulla.
Se poi si affianca all’abolizione dell’ordine anche l’abolizione del sostentamento ai giornali, si creerebbero le condizioni di un vero mercato nel quale se sei bravo ed informi bene, vendi.