E’ una notizia triste che mi ha molto colpito. Racconta di un anziano detenuto che non vuole uscire dal carcere per quanto il tribunale di sorveglianza ne abbia deciso la scarcerazione. Non so perchè – forse manco di riguardi nei suoi confronti – ma ho provato una sincera ammirazione per Dessì – il nome del detenuto – al punto di pensare di ricordarlo con questo post. Ha ragione lui: molto meglio restare dentro che vedere fuori questo mondo.
Ecco il testo tratto dal notiziario dell’Ansa
Antonio Dessì, 82 anni, probabilmente il più vecchio detenuto d’Italia, non intende lasciare la casa circondariale di Lanusei, in Ogliastra, nonostante abbia la possibilità di usufruire di una sistemazione alternativa. “Una vicenda assurda e paradossale”, commenta la presidente dell’associazione Socialismo diritti e riforme, Maria Grazia Caligaris, che sta seguendo il caso. “L’uomo, attualmente piantonato in cella per le precarie condizioni di salute, è soltanto disposto a tornare nella sua abitazione, benchè sia fatiscente e pericolante”, sottolinea Caligaris. Inutilmente il magistrato, gli operatori sociali del Provveditorato regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e un nipote hanno tentato di convincerlo, ma Dessì – che finirà di scontare la pena a marzo del prossimo anno – è irremovibile. “L’incompatibilità con il carcere – sottolinea Caligaris - è evidente ed è riconosciuta, tuttavia la volontà dell’interessato è prevalente al punto da impedire qualsiasi provvedimento da parte del magistrato di sorveglianza. La determinazione del detenuto appare incredibile anche perchè la casa circondariale di Lanusei, dove sono ristretti i detenuti responsabili di reati sessuali, è sovraffollata”. I diversi sopralluoghi effettuati dai tecnici nella catapecchia dove Dessì viveva prima dell’arresto, hanno inoltre confermato che non può essere abitata, andrà invece demolita.
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