Aguzzate la vista. Di maltempo, Alemanno, Marche e campagne mediatiche

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è in questi giorni al centro di attenzioni mediatiche. Non solo la vicenda della neve a Roma, sulla rete si è parlato del fake su Twitter con la I maiuscola al posto della l minuscola e dei followers farlocchi ma a sua insaputa.

Una battaglia mediatica che giunge anche nella periferia dell’impero. Di seguito, i comunicati che hanno inviato ieri in redazione il consigliere regionale del Pdl Giovanni Zinni e il sindaco di Ostra Vetere Massimo Bello, ugualmente del Pdl. Del primo è disponibile un link (http://www.giovannizinni.it/comunicatiattivita_dett.asp?AttId=576), il secondo non l’ho trovato nel sito del Comune, ma è comunque disponibile l’originale a chi ne faccia richiesta.

Aguzzate la vista era (forse è) una fortunata rubrica della Settimana Enigmistica dove occorre trovare le differenze tra due vignette. Scoprite le differenze tra i due comunicati.

Ecco il testo di Bello.

“In questi giorni di emergenza nazionale – afferma il Sindaco Bello – sono stati i Comuni, e solo loro, insieme a tanti volontari, personale dipendente, amministratori a risolvere i problemi. Dalle sale operative l’unica cosa che abbiamo ricevuto sono state le tante telefonate per chiederci quale fosse lo stato dell’arte della situazione, parole di conforto e niente di più.”

“A questo punto, credo sia necessaria una riflessione. In Italia la capacità di far fronte alle disgrazie metereologiche è scarsa. Tutta la Nazione è paralizzata dalla neve. Ci dicono di non polemizzare, ma adesso la misura è colma! E’ ora di denunciare tutte le criticità invece di turarsi il naso. L’Italia fa parte del G8 e non è in grado di fronteggiare la neve? Cosa dovrebbero dire gli svedesi allora? Il sistema di Protezione Civile è insufficiente, ma non certo per le migliaia di bravi operatori che di fatto sopperiscono alla mancanza dei fondi nazionali. Nelle Marche, ad esempio, abbiamo buoni dirigenti, operatori e volontari, ma non credo che ci si possa sentire soddisfatti.”

 “Il Governo Monti farebbe bene a fare il punto della situazione sull’argomento insieme ai partiti che lo sostengono, all’ANCI e alla conferenza delle Regioni. Le Marche sono seppellite dalla neve ed i danni resteranno, dalle strade spaccate dal ghiaccio fino ai danni per l’agricoltura. Alemanno ha fatto bene a fare outing: il sistema italiano per le emergenze meteo è inadeguato. Spero che l’Anci faccia sentire la voce dei Comuni italiani in proposito. Sono convinto che anche il Dirigente della Protezione Civile Roberto Oreficini gradirebbe più strumenti e più risorse.”

Ed ecco il testo di Zinni.

“Io credo che la polemica Alemanno-Gabrielli ci debba far riflettere: in Italia – dice il Consigliere Regionale PDL Giovanni Zinni – la capacità di far fronte alle disgrazie metereologiche è scarsa. Tutta la nazione è paralizzata dalla neve, con ospedali in crisi, trasporti pubblici bloccati, morti per assideramento, ecc. Il Ministro Cancellieri dice di stare in silenzio? Non sono d’accordo, è ora di denunciare tutte le criticità invece di turarsi il naso. L’Italia fa parte del G8 e non è in grado di fronteggiare la neve? Cosa dovrebbero dire gli svedesi allora??? Il sistema di Protezione Civile è insufficente, no di certo per le migliaia di bravi operatori che di fatto sopperiscono alla mancanza dei fondi nazionali. Nelle Marche ad esempio abbiamo buoni dirigenti, operatori e volontari ma non credo che ci si possa sentire soddisfatti: mancano le risorse ed il coordinamento. Il Governo Monti farebbe bene a fare il punto della situazione sull’argomento insieme ai partiti che lo sostengono, all’ANCI e alla conferenza delle Regioni. Le Marche sono seppellite dalla neve ed i danni resteranno, dalle strade spaccate dal ghiaccio fino ai danni per l’agricoltura. Alemanno ha fatto bene a fare outing: il sistema italiano per le emergenze meteo è inadeguato. Spero di poterne parlare quanto prima nel Consiglio Regionale delle Marche. Sono convinto che anche il Dirigente Oreficini gradirebbe più strumenti.”

Alle Ninfe

Io, poiché la natura mi ha creato irsuto, non imparerò mai ad adattare smeraldi alle mie rozze dita, ad arricciare la mia chioma, a tingere il mio volto di un roseo colore, ad adornare il mio capo di profumati giacinti, ad atteggiarmi mollemente, a danzare dolcemente, a falsare la mia voce, quasi uscisse da una gola tenerella, per non comportarmi da ragazzo, uomo come sono, e per non divenire, da maschio, femmina. Se così sono fatto, grazie agli Dèi, mi conserverò qual sono, severo, virilmente forte nelle membra, intrepido, indomito e con voce maschile dirò ai Narcisi: le Ninfe hanno molto amato anche me.

De Immenso – Giordano Bruno

Lontananze

Quando ti guardo mi sorprendo a pensare che il vuoto sembra essere lo stato dominante del nostro universo. Facendo un rapido calcolo mi rendo conto che la galassia più vicina a noi si trova a circa due milioni di anni luce di distanza, minuto più, minuto meno. Per di più, secondo una teoria cosmologica molto accreditata, lo spazio sarebbe in continua espansione. Dobbiamo renderci conto che viviamo in un universo in cui le galassie si allontanano una dall’altra a velocità vertiginosa. (…) Non possiamo continuare a ignorare che a ogni istante intorno a noi si aprono sterminati baratri di vuoto, illimitate voragini di nulla. Dobbiamo farcene una ragione. Adeguiamoci. Visto che abbiamo tutto questo spazio a disposizione, vorresti gentilmente spostarti più in là, dato che, centimetro più, centimetro meno, mi stai abbastanza sui coglioni?

(da “Giù al nord”, di Antonio Albanese, Einaudi tascabili, Stile libero)

Dell’insostenibile perfezione della tecnologia rispetto alla finitezza della persona

Ci sono due momenti precisi in cui misuro la mia imperfezione davanti alla tecnologia.

Il primo è nei bagni delle stazioni di servizio sull’autostrada, quegli spazi che ispirarono il grande Sandro Penna, facendogli scrivere nel fresco orinatoio della stazione. Ora invece c’è lo sciacquone elettronico. In sostanza quando ti metti in posizione e sfoderi l’usbergo, l’acqua comincia a dilavare la fredda pietra. Orbene, non è infrequente che il meccanismo non dia segni di vita mettendo seriamente in dubbio la mia virilità che sarà forse modesta, come sostiene la macchina, ma che qualche soddisfazione pure me l’ha regalata.

Il secondo, vero motivo del post, si può condensare in una domanda: ma che padiglioni auricolari bisogna avere per indossare gli auricolari dell’iPhone? Non so, a me non mi stanno su in alcun modo, a meno che non adotti una posizione semisdraiata con il capino reclinato all’indietro.

Di Delrio, doveri e civismo

Da sinistra Talarico, Danieli, Delrio, Andrenacci e Scaramucci

Devo un ringraziamento all’Anci Giovani Marche che venerdì mi ha invitato a moderare l’incontro con Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente nazionale dell’Anci. Innanzitutto perché Delrio è veramente piacevole da ascoltare, in secondo luogo perché ha dettato un’agenda che sarebbe bello riuscire a proseguire, al di là degli incontri che l’Anci Giovani Marche continua a proporre per i giovani amministratori.

Una brevissima e quindi arbitraria sintesi per chi non c’era. Delrio ai giovani amministratori ha parlato del sindaco come “facilitatore” della comunicazione dei propri cittadini. Ascoltare la comunità e capire come si muove sono gli strumenti che precedono l’agire inspirato – ha aggiunto – da tre criteri: efficienza economica che significa essenzialmente rigore; giustizia sociale che vuol dire amore per la persona; tutela delle libertà individuali senza le quali è impossibile affrontare nuove sfide, dare “chance al talento”.

Il fascino affabultario di Delrio è elevato e il senso di credibilità e fiducia che trasmette davvero forte. E’ rimasto in ombra, per mancanza di tempo, un tema a me caro: il rapporto tra sindaco e partiti che lo sorreggono specie alla luce della mancanza di democraticità degli attuali partiti che traggono origine dalla Costituzione ma ne hanno dimenticato il senso.

Di una sensazione immediata, che rimane a distanza di tempo, ho parlato al termine dell’intervento, sottolineando come Delrio avesse parlato prevalentemente di “doveri” del sindaco. L’altro aspetto rilevante è come abbia evidenziato l’importanza delle nuove tecnologie nell’azione di un amministratore. E’ una bella proposta, d’altronde il modello del facilitatore ben si attanaglia a quello dei nodi della rete. L’auspicio è che il suggerimento possa essere raccolto – tra l’altro il dottor Talarico ha anche spiegato bene dove è possibile attingere le risorse economiche – per consentire la nascita di un nuovo civismo che abbia proprio i doveri alla base.