L’economia della felicità

In anteprima per i miei quindici lettori, la recensione del bel libro di Luca De Biase, che tra l’altro oggi è ad Ascoli, che uscirà domani sul giornale.

Libro da maneggiare con cura. Perchè, con semplicità e senza tanti giri di parole, prende per mano e introduce al cambiamento. Necessario, sociale, ma  in primo luogo individuale. De Biase, cuore di blogger e testa d’economista, declina infatti la complessità della società dell’informazione osservando la stretta relazione che esiste tra la trasformazione in atto nel mondo dei media, in particolare con la socialità che erompe dal Web 2.0, e le modifiche che sta assumendo la struttura interpretativa dell’economia, con il declino, o per lo meno la messa in discussione, dell’economicismo, che ha guidato (a occhi chiusi?) la fine del secolo scorso.

La prima parte  del libro attraversa i luoghi in cui la rete Internet è passata dalla bolla del 2000, scoppiata per non averne compreso appieno la portata e la capacità, alla socialità della condivisione e della gratuità dell’intelligenza collettiva.

La parte centrale è invece dedicata all’esame, parallelo, della trasformazione di modelli economici che si sono dovuti arrendere all’imperativo della crescita inarrestabile per piegare verso la sostenibilità.

L’intreccio finale porta alle quaranta pagine conclusive – da introdurre nei libri di educazione civica, se esiste ancora – in cui De Biase enuncia quindici idee guida del nuovo paradigma dell’ecologia culturale.

 Rimarchevole la bibliografia che, ovviamente, alla fine di un percorso del genere non può che chiamarsi “Link”. Libro da maneggiare con cura, dunque, per il cambiamento di visione che impone. E da consigliare a tutti.

Pace fatta al sindacato dei giornalisti

Giovanni Rossi, capolista di Marche  2010, è il legittimo segretario del Sigim (Sindacato  giornalisti marchigiani). Le elezioni per il rinnovo del  direttivo si svolgeranno entro il 30 aprile 2009, in anticipo  rispetto alla scadenza naturale del mandato (ottobre 2010). E’  questa la soluzione della contrapposizione tra le diverse  componenti dell’associazione regionale della stampa, insorta  dopo le elezioni del 27-28 ottobre scorsi e giunta fino davanti  alla magistratura.  

L’accordo – riferisce un comunicato – è stato raggiunto oggi  ad Ancona da tutte le parti in causa che hanno partecipato  all’udienza civile in tribunale, firmando una conciliazione  innanzi al giudice Daniela Marconi.   Gli otto colleghi pubblicisti della corrente Autonomia e  Solidarietà Giornalisti uniti delle Marche, che avevano  richiesto la sospensione cautelare dell’efficacia dello  scrutinio collaboratori nelle elezioni del 27-28 ottobre 2007,  hanno infatti ritirato il ricorso.   L’elezione dei consiglieri collaboratori Anuska Pambianchi  (Marche 2010 Nord) e Aldo Spadari (Marche 2010 Sud) risulta  pertanto “pienamente valida, come aveva già stabilito il 7  novembre la commissione elettorale, bocciando un primo ricorso  della lista sconfitta”.  

Giovanni Giacomini – informa ancora il comunicato – ha poi  legittimato tutti gli atti compiuti da Giovanni Rossi quale  nuovo segretario, sin dall’insediamento del 10 dicembre 2007. Da  parte sua Giovanni Rossi, di comune intesa con il suo  predecessore, convocherà un direttivo entro il 31 gennaio 2008  nel quale completare l’assegnazione delle cariche sociali con  l’elezione del vicesegretario professionali, alla quale è  candidato lo stesso Giacomini.

Le elezioni per il rinnovo del  direttivo Sigim si svolgeranno nella primavera 2009 (esattamente  entro il 30 aprile) in anticipo rispetto alla scadenza naturale  del mandato (ottobre 2010). I vertici della Fnsi hanno espresso  “piena soddisfazione per la soluzione della vicenda”.

L’enigma di Mauro

Un giorno, forse, saremo in pace con tutti. Nell’attesa, il quotidiano si presenta come un’enigma di cui non si riesce ad afferrare la soluzione. Se non nella dimensione onirica dell’arte. In questo viaggio di emozioni, ci conduce la matita di Mauro Cicarè. Pittore, illustratore e autore di fumetti che, a sei anni di distanza da “Quasi”, realizzato con la complicità della moglie Simona Palmini, torna con un’opera a fumetti di cui è totalmente autore. A cominciare dall’ispirazione, contigua a quella di pittore, tanto che sono proprio alcune sue tele a far da prologo alle tre scene de “L’enigma del condominio”. Scene dal titolo evanescente ma terribilmente concreto: “Krash”, “Clik” e “Plic”. Ci sono l’urto, lo schianto, il fragore di quelle auto in corsa nella notte, segno surreale di un viaggio a cui non diamo più significato. Ma anche le immagini che spuntano dalle finestre dell’esistenza che filtrano eros e conflitti che impediscono al sogno di esaurire la sua funzione vitale. C’è, infine, il salvifico sciogliersi nell’altro, come una goccia nella pozzanghera, per sentire tutti i sapori. Le tavole finiscono, resta un senso di vuoto che ora andrà riempito. Cicarè mette a disposizione le sue tavole, in rigoroso bianco e nero, frutto di matita, carboncino e fusaggine. Ma frutto soprattutto di una vitalità sorprendente che ci ricorda, sempre e comunque, che la vita è un sogno. E, nel sogno, siamo in pace con tutti.