Bronzi, il parere del ministero

Il testo integrale del parere del Comitato tecnico-scientifico del Mibac sulla collocazione dei Bronzi di Pergola, trasmesso alla Direzione regionale dei Beni culturli e Paesaggistici delle Marche e alla Soprintendenza ai Beni archeologici.

Il Comitato tecnico scientifico, riunitosi in data 23 marzo scorso, a seguito del parere richiesto da questa Direzione generale in merito alla eventuale destinazione del gruppo scultoreo dei Bronzi dorati di Cartoceto, alla luce della revoca della sentenza del Consiglio di Stato n. 3066 e della pronuncia in sede giurisdizionale del 28/12/2011 n. 6162/2011, ha espresso il seguente parere: ‘Il Comitato, ritenendo non più ricontestualizzabili le statue, a suo tempo oggetto di trafugamento e considerato l’eventuale pendolarismo estremamente dannoso sotto l’aspetto conservativo, ritiene che, sia per una migliore comprensione, che per problemi di conservazione e di sicurezza, le statue vadano collocate nella collezione archeologica più importante del territoriò. La Soprintendenza archeologica per le Marche, nel comunicare la propria valutazione, con nota n. 10867 del 22/12/12011 aveva convenuto sull’opportunità di prevedere una soluzione alternativa al pendolarismo delle statue, in quanto tale soluzione avrebbe messo a rischio la conservazione delle statue e avrebbe comportato operazioni di smontaggio e montaggio complesse ed onerose. Si ritiene opportuno che codesta Direzione regionale, nell’ambito del compiti previsti dal Dpr 26 novembre 2007, n. 233, regolamento di riorganizzazione del Mibac, possa valutare, attraverso un incontro con gli enti locali interessati, i margini per un accordo che soddisfi le esigenze di conservazione delle opere contemperandole con la richiesta di partecipazione culturale degli interlocutori istituzionali del territorio, onde pervenire ad una soluzione di mediazione in merito alla collocazione del gruppo scultoreo.

Di Delrio, doveri e civismo

Da sinistra Talarico, Danieli, Delrio, Andrenacci e Scaramucci

Devo un ringraziamento all’Anci Giovani Marche che venerdì mi ha invitato a moderare l’incontro con Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente nazionale dell’Anci. Innanzitutto perché Delrio è veramente piacevole da ascoltare, in secondo luogo perché ha dettato un’agenda che sarebbe bello riuscire a proseguire, al di là degli incontri che l’Anci Giovani Marche continua a proporre per i giovani amministratori.

Una brevissima e quindi arbitraria sintesi per chi non c’era. Delrio ai giovani amministratori ha parlato del sindaco come “facilitatore” della comunicazione dei propri cittadini. Ascoltare la comunità e capire come si muove sono gli strumenti che precedono l’agire inspirato – ha aggiunto – da tre criteri: efficienza economica che significa essenzialmente rigore; giustizia sociale che vuol dire amore per la persona; tutela delle libertà individuali senza le quali è impossibile affrontare nuove sfide, dare “chance al talento”.

Il fascino affabultario di Delrio è elevato e il senso di credibilità e fiducia che trasmette davvero forte. E’ rimasto in ombra, per mancanza di tempo, un tema a me caro: il rapporto tra sindaco e partiti che lo sorreggono specie alla luce della mancanza di democraticità degli attuali partiti che traggono origine dalla Costituzione ma ne hanno dimenticato il senso.

Di una sensazione immediata, che rimane a distanza di tempo, ho parlato al termine dell’intervento, sottolineando come Delrio avesse parlato prevalentemente di “doveri” del sindaco. L’altro aspetto rilevante è come abbia evidenziato l’importanza delle nuove tecnologie nell’azione di un amministratore. E’ una bella proposta, d’altronde il modello del facilitatore ben si attanaglia a quello dei nodi della rete. L’auspicio è che il suggerimento possa essere raccolto – tra l’altro il dottor Talarico ha anche spiegato bene dove è possibile attingere le risorse economiche – per consentire la nascita di un nuovo civismo che abbia proprio i doveri alla base.

Zitelle inacidite

Stavo riflettendo tra me e me sull’affermazione “Il lusso è un diritto” per una serie di motivi che sarebbe lungo spiegare. Sono partito con la convinzione che non sia uno spot originale ma che, come è tradizione, peschi a piene mani, forse in maniera letterale, negli slogan del 77. Tanto che allora era il motivo fondante degli espropri proletari.

Non trovo nulla, anzi trovo che gran parte dei commenti sono molto contrari allo spot. In uno dei commenti, ho letto il nome di uno scrittore – che non conosco – Frédéric Beigbeder. Sono andato a cercane notizia e ho ovviamente lincato subito la pagina che gli dedica Wikiquote. Da lì ho tratto la citazione che segue.

Così aspetta il Principe Azzurro, questo stupido concept pubblicitario generatore di donne deluse e future zitelle inacidite, mentre solo un uomo imperfetto potrebbe renderla felice.

Rassegna stampa

In senso più ampio, l’obiettivo finale della tecnologia, il telos della techné, è sostituire un mondo naturale indifferente ai nostri desideri – un mondo di uragani, difficoltà e cuori infranti, in cui bisogna resistere – con un altro così sensibile ai nostri desideri da essere, di fatto, una mera estensione del nostro io.
Jonathan Franzen
(dal Corriere della Sera di oggi)