I soldati che vanno alla guerra
mangiano poco, dormono in terra
quando spara col cannon
se la fanno nei bragon.
I soldati che vanno alla guerra
mangiano poco, dormono in terra
quando spara col cannon
se la fanno nei bragon.
La madonna dei conigli di Vinicio Capossela è la canzone italiana più bella dai tempi di Creuza de ma e prima ancora di Una notte in Italia.
CORREZIONE
La madonna di Capossela è, ovviamente, delle conchiglie. Dell’errore, ascrivibile alla novità del brano e alla mia passione per Tiziano, mi scuso con gli interessati e i lettori.
Pensare che la fedeltà non sia un handicap
La generosità nel non fare l’amore
Royal Water
Vedere i figli sbagliare
La spinta al cambiamento è sempre più individuale e meno collettiva
Seguire il navigatore
Il touch screen
Leggere
Godere la cena in un ristorante di lusso
Ostriche e Chablis
Il blues
Tubino nero e un filo di perle
Non sopportare il calcio il Tv a qualsiasi ora
Alzarsi a mezzogiorno e non sentirsi affatto riposato
Dormire nudo
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Capisco che non è il massimo dell’eleganza come titolo ma siccome si tende a parlare sempre delle cose che non vanno talvolta è carino mettere in evidenza anche gli aspetti più simpatici del lavoro.
Dunque, tradizionale riunione del mattino, dove si comincia altrettanto tradizionalmente con il confronto con gli altri giornali.
Sulla Gazzetta dello sport di oggi non è passata inosservata la foto di tutte le mogli dei giocatori del Napoli riunite dal presidente della società di calcio.
Commento del collega Guido Montanari: quoziente di figa elevatissimo.
Lettera arrivata uora uora in redazione.
POSSIBILE CHE FATE IN FRETTA A PUBBLICARE LE PIU’ BANALI CAZZATE E IGNORATE DEL TUTTO LA PUBBLICAZIONE DI NOTIZIE IMPORTANTI, COME L’AVVENUTA PUBBLICAZIONE DELLA MIA XXX, UN’OPERA CHE NEPPURE SETTE CERVELLI DI LEONARDO SAREBBERO STATI CAPACI DI CREARE??? ECCO COME SI E’ RIDOTTA LA NOSTRA ITALIA!
Un maestro elementare in pensione, XXX XXX, di 68 anni, di XXX (XXX), che ha insegnato a XXX per 36 anni, ha pubblicato (Edizioni XXX) la grammatica della sua “Le XXX”, cioe’ “La Lingua Universale”, che è stata creata dal nulla in trent’anni di ricerche e di studio. La XXX è una lingua artificiale, cioè che non deriva da nessun’altra lingua esistente. La qual cosa ha permesso d’idearla molto semplice, sia per quanto riguarda la fonetica sia per quanto attiene alla morfologia e alla sintassi; mentre, dal punto di vista dell’espressione, è più ricca e più efficiente di qualunque altra lingua parlata.
Cioè, Zapatero è andato, ha fatto e se ne va. Noi abbiamo ancora
Capita raramente in questo lavoro di ricevere telefonate di colleghi entusiasti per un pezzo che non hanno scritto loro. Questa volta è successo e mi chiedo dove ho sbagliato. In un impeto di orgoglio allora ecco il pdf dell’intervista a Pier Luigi Celli. E grazie a chi ha chiamato.
“Per essere onesto, mi piacerebbe passare il resto della vita a ricostruire il mio paese”. Wikipedia inizia con questa affermazione la pagina italiana dedicata a Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panshir, nato il 9 gennaio del 1953 e morto il 9 settembre 2001 alla vigilia dell’attentato alle Torri Gemelle. Devo a un giornalista, Ettore Mo, la conoscenza, e per certi versi l’ammirazione, nei confronti di Massoud. Che poi questo ricordo torni fuori nel giorno della sua nascita è un’altra coincidenza che mi sorprende. Da qualche giorno, infatti, de relato alle questioni del Tricolore e dell’Unità di Italia, mi scopro ad essere nazionalista o patriota, due termini largamente antitetici alla mia formazione e militanza. Poi, arriva il presidente Napolitano e spiega che “non siamo riusciti a farci capire”. Ecco, sì. forse è questo.
Vediamo di mettere in ordine questi pensieri sparsi e confusi. Vedo una disgregazione – non a parole, proprio fisica – del nostro Paese e non posso che paragonarla a quello che è accaduto nella Jugoslavia. Due paesi strategici in periodo di Guerra fredda; due paesi inutili dopo il crollo del Muro di Berlino; due smembramenti diversi solo per indole e storia dei protagonisti. Là sangue e orrore – di cui tutte le etnie sono state vittime – e una fine che nemmeno il più crudele dei nazisti avrebbe mai pensato: la nascita di Stati secondo le etnie. Solo che non l’ha deciso un nazista, bensì l’Europa e gli Stati Uniti. Qua una lenta disgregazione creata su nemici artatamente creati alla bisogna, una classe politica del tutto distaccata dalle reali esigenze dei cittadini che, nel corso del tempo, ha messo in fuga, esiliato o cooptato nel silenzio ogni pensiero o azione dissonante. Infine, una parola d’ordine – federalismo – che a furia di essere ripetuta ha perso ogni significato rimanendo semplice significante salvifico.
La fine è nota. Un Nord “del fare”; un Centro “rosso e sociale”; un Sud “criminale”; uno Stato confessionale all’interno. Croazia e Slovenia come la Padania; Serbia come il Centro Italia; Macedonia, Montenegro e Kosovo come Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, pronte a produrre reddito grazie ai vari proibizionismi; Vaticano come la Bosnia, dove – come è noto – ci sono i campi d’istruzione della Jihad. Di qua non si spara, ma si mandano gli emissari a salvare i peccatori in cambio di prebende molto terrene e poco spirituali.
Contro questa fine, non resta che un sano nazionalismo. Forse meglio centralismo, non so. Decentramento? Ma mi pare che sia un po’ tutto scritto nella Costituzione, che forse andrebbe solo applicata e resa concreta. Davvero se uno nasce a Rovigo o a Ferrara deve avere un sistema sanitario differente? E come si fa a studiare ai confini tra Marche e Abruzzo? Per non parlare della difesa del paesaggio, bene pure costituzionale. Si possono fare un pensiero e un’azione di sinistra che abbia l’Unità d’Italia come punto fondamentale?
Allora Massoud, che combattè con la stessa tenacia sovietici e talebani. Ma solo per voler ricostruire il proprio paese. Unico e intero. Come nel 1861, come nel 1943. Quello che so di Massud viene in gran parte da Ettore Mo, anche per difendere la categoria: i giornalisti fanno storia. Al di là dell’intervista famosa e citatissima (ma forse sarebbe il caso di rileggerla e qui non si può che ringraziare Internet e Rcs), l’appello che Massoud fece al Parlamento europeo. E siccome non c’è peggior sordo di chi è sordo per davvero come un burocrate europeo, fu un appello che rimase inascoltato. Da lì dieci anni di clash of civilization che arricchiscono i potenti e impoveriscono i popoli, di qualunque fede essi siano. Questo è il rischio, di lasciare inascoltato il messaggio dell’Unità d’Italia, e di trascorrere anni a fare guerre sante, perciò inutili, contro i mulini a vento, mentre altri si arricchiscono.
Voglio essere come Massoud? Non ne ho la stoffa nè la formazione militare. Ricordarne oggi la figura vuole solo ribadire la necessità di un impegno per il proprio Paese con un’identità fluida e molteplice. Abbastanza bene? Non è più sufficiente.
Finalmente le giornate tornano ad allungarsi