Auguri

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“Raggiunse il palco e iniziò a suonare, benché lo spartito non prevedesse in quel momento la sua entrata. Suonò così tutta la notte, senza staccare mai. Si sarebbe detto che volesse lui stesso scoppiare nel suono del suo sax. I compagni non tentarono di calmarlo. Quello era anche il suono di vendetta di tutti i musicisti condannati a suonare per accompagnare il chiacchiericcio della gente, per servire come sottofondo agli intrighi delle troie da balera. Lo lasciarono andare per i fatti suoi finché, esausto, non cadde a terra”.

Pier Vittorio Tondelli, Rimini, 1985

e l’arte di Mauro Cicarè

AUGURI DI BUON 2006

Auguri

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Ulisse da Classici Illustrati di Mauro Cicarè

 

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,

fa voti che ti sia lunga la via,

e colma di vicende e conoscenze.

E siano tanti i mattini d’estate

che ti vedano entrare (e con che gioia

allegra!) in porti sconosciuti prima.

Itaca tieni sempre nella mente.

La tua sorte ti segna quell’approdo.

Ma non precipitare il tuo viaggio.

Meglio che duri molti anni, che vecchio

tu finalmente attracchi all’isoletta,

ricco di quanto guadagnasti in via,

senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca t’ha donato il bel viaggio.

Senza di lei non ti mettevi in via.

Nulla ha da darti più.

E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.

Reduce così saggio, così esperto,

avrai capito che vuol dire un’Itaca

Con Costantinos Kavafis, gli auguri a quelli che ci vogliono bene; a tutti gli altri un cordiale vaffanculo.

L’identità concessa

Decretato lo stato di marchigianità permanente

A far data dal 10 dicembre, tra il Foglia e il Tronto, è fatto obbligo

Ad ogni margherita che spunta su un prato di avere il marchio Indesit

Ad ogni fiume che restituisce furbetta l’immagine della valle di portare anche i veleni griffati della produzione di calzature

Ad ogni montagna di avere le pale rotanti

Ad ogni tratto di litorale di avere un paradiso turistico di almeno sei piani e un piccolo ormeggio

Ad ogni fondovalle di realizzare quadrilateri di centri commerciali e capannoni

Ad ogni collina di avere la sua discarica

Ad ogni strada di essere incompiuta

Ad ogni binario ferroviario di essere a rischio

Ad ogni autobus di essere tagliato

Ad ogni centro città di essere avvelenato dai gas di scarico del traffico

Ad ogni università di laureare operai specializzati da 800 euro al mese

Ad ogni teatro avere in cartellone un musical, Panariello, o comunque un personaggio televisivo di cui Solari è autore

Ad ogni cittadino di avere un parente emigrato

Ad ogni cittadino di realizzare, nel tempo libero, cestelli di lavatrici, fondi per calzature, impiallacciati per cucine. L’unica ulteriore aspirazione consentita è quella delle cappe. Ma non della spada.

Esiste la sfiga?

Ma esiste la sfiga? O siamo comunque autori di quello che ci succede anche quando stiamo nell’angolo a guardare senza muovere ciglio? O, in altre parole, quando tutto crolla addosso nonostante la buona volontà, con chi prendersela? Dubbi di stagione? Forse, certo che rispetto allo sforzo, il risultato non è sempre incoraggiante. Anzi, quasi mai. Allora, tanto vale non prendersela con nessuno, nemmeno con la sfiga. Quello che viviamo fa sempre e comunque parte di quello che abbiamo creato con i nostri pensieri e le nostre azioni. Non va nemmeno presa in considerazione la compensazione: non è che se prima siamo stati cattivi e adesso buoni, è giusto che qualche incidente ci ricordi quello che siamo stati. Questo percorso resta comunque a ostacoli e niente e nessuno potrà mai pensare che ci sarà una discesa. Ok, faccio voti che la salita sia lunga.

Scusate il ritardo

"Il resto, cioè la rabbia ce la metti tu. Se non ce l’hai, peggio per te, sei nato sfigato. Se per caso non sapessi disfarti di tutti quegli ingombranti compromessi che passano sotto il nome di buona educazione, cultura, stile, correttezza e tante altre balle, vuol dire che sei qui soltanto per rompere i coglioni, il posto il tram non te lo cede nessuno, tanto meno quello sul carrozzone inteso come mezzo ambulante riservato ai dritti. Se mi permetti un consiglio, cerca di incazzarti più che puoi. E non venirmi a dire che ti mancano le occasioni. Dài un’occhiata in giro e ti accorgi subito quale miniera di cuori sia il mondo. La mattina ti alzi presto e già siamo a buon punto. Se poi devi accompagnare i bambini a scuola, hai già materia per tirare avanti tutta la settimana".

Un omaggio a Beppe Viola ("Quelli che", Baldini&Castoldi). Scusate il ritardo.