Lo sguardo

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Giorni di assi e di otto. Mani in cui non sai se giocare o andare via. Il motivetto della settimana è “le colline sono in fiore”… Tanto per dire l’umore. Giorni di giaguari in agguato, nascosti dietro allettanti declivi mascherati. Scopro che andare avanti è però più facile e divertente specie per il clima che si respira e che induce alla costruzione. Vorrei persino smettere di fumare.

Level 45

Anni verranno
Quando ero giovane, più giovane di adesso, cercavo di immaginarmi a 45 anni. E devo dire che c’è una forte disparità tra il pensiero di un giovane e la realtà di un adulto. Pensavo di trovarmi più grigio – non solo per i capelli: i capelli grigi sono un mio straordinario desiderio e quando trovo qualche pelo bianco tra la barba sono felice – e più stanco, forse anche più arrivato, non nel senso di carriera, ma di formazione. Faccio più fatica fisica a recuperare qualsivoglia sforzo e alla esuberanza s’è ormai sostituita la tecnica ma la generosità è inalterata. La compartimentazione resta un antidoto ma lo sforzo maggiore è quello di non farsi condizionare dal passato. Un condizionamento che genera mostri.
pelosi come i gatti.
Non proverò perciò a immaginarmi a 80 anni, il prossimo traguardo. Vorrei, se possibile, non fermarmi e liberare qualche energia ora trattenuta – da mille motivi, pratici soprattutto ma anche dettati dalla pigrizia – nell’andare a scoprire che cosa mi circonda. Potendo cambierei ancora città e questo suona un po’ sinistro anche se non sono uno di quelli che parla male di Ancona. Però è certo che la pinguedine aumenta l’ipocondria: soprattutto il male del momento è quello che definirei dello “sfavamento” e non trovando sempre stimoli quotidiani penso che andarsene possa essere il modo per ricominciare. Fortuna che poi alle 7 mi alzo per portare i bambocci a scuola e tutto ricomincia da sè.
Dovrò disfarmi di questa infinita fanciullezza.
Fortuna, che anche qui, ci pensa la natura. La fanciullezza che rivive nei tuoi discendenti è il modo migliore per disfarsi della propria. Anche per questo mi dispiace quando Giovannino è troppo serio e s’atteggia a grande. Avrai tempo per esserlo e non per farlo. Devo dire che non c’è alcun rimpianto: non cambierei questa età, così come a vent’anni non avrei mai voluto essere più grande. La fanciullezza non è poi sempre sinonimo di bellezza; sicuramente di energia; ma non può esserci sempre e solo il contenuto – come mi bollava l’inflessibile signorina Tarsetti nei compiti in classe di italiano al ginnasio – a dispetto della forma.
La ricorderò.
Fino a quando – come dicevo – non c’è un condizionamento del passato, il ricordo non può che essere l’unica unità di misura per costruire il futuro. Il ricordo è un tappeto elastico: certo, ci si può cadere e farsi male, specie se diventa una mitica arcadia da mitizzare. Ma senza sapere come e perché sei arrivato fin qui, difficilmente riesci a tracciare una rotta al di fuori del porto del quotidiano.
Poco o nulla ci capirò.
Grazie a dio. Così avrò sempre qualcosa da fare.
Buon compleanno
“Anni verranno pelosi come i gatti. Dovrò disfarmi di questa infinita fanciullezza. La ricorderò. Poco o nulla ci capirò” è una citazione di Andrea Pazienza

Rieccomi

Vabbè, avevo promesso che avrei installato un plugin di Wp nel pomeriggio ma sono bastati pochi secondi per desistere… peccato… ma non mi arrendo.
Due o tre cose che mi sono rimaste in canna in questi giorni di assenza.
Alcune divertenti dichiarazioni di Eva Robin’s in una intervista alla Repubblica di ieri. “In attesa dell’uomo giusto mi diverto con quelli sbagliati” e più avanti “Non vedo la fila di uomini alla mia porta ma sono ancora corteggiata, sì. Purtroppo come fanno gli uomini cercandoti la notte. E io ho l’età in cui la notte il compagno di una donna è il sonno”. Sempre su uomo e donna, alcune riflessioni di Jonathan Carroll in “Mele bianche”, libro delle vacanze in Croazia, probabilmente l’aspetto più bello del libro che, di trovata in trovata, un po’ si crogiola e si perde nella volontà di stupire. Tra l’altro la cosmogonia di Carroll non è sempre così credibile. Riuscita invece la capacità di creare personaggi verissimi e credibili in un contesto così sgangherato. Grazie a Michele per la segnalazione. Della Croazia, ricordo invece le case ancora serrate con le spranghe di legno, specie al confine con Bihac (dove peraltro c’è Plitivica che è un posto stupendo), segno della pulizia etnica. Ci sono ancora i sigilli con le bandiere europee: davvero senza vergogna. Sulla strada per Dubrovnik invece campeggia una scritta “Mostar ultras”. A Mostar sono stato nel 1996 con il Gus (anzi se non sapete a chi destinare il 5 per mille, potete ricordarvene, il codice fiscale è 92004380439), il ponte turco non c’era più. Questa volta non ci sono voluto tornare. La Croazia comunque è bella anche se ormai carissima: tra l’altro meglio la carne del pesce, che è una delusione soprattutto per come viene cotto. Un commentino volante sulla partita del Milan: pare che Berlusconi abbia chiesto di ricontare i gol. E’ una cazzata, lo ammetto, che ho mandato ieri sera per sms a qualche rossonero forzaitaliota. In realtà il Milan non meritava di perdere.

A Nicolino

Torniamo alla cosa più importante di oggi: il compleanno di Nicola. Nicola ha un forte senso della famiglia e oggi che ha potuto festeggiare in casa, m’è parso molto contento. Festeggiare è una parola grossa: abbiamo mangiato in casa mentre lui, di solito, mangia a scuola. E festeggia dai parenti. Il lunedì poi ha il rientro e quindi non ci saremmo mai visti dati i miei orari. Invece è stato a casa, ha aperto i regalini e dopo pranzo, quasi sotto la pioggia, è tornato a scuola, accompagnato dal fratello. La cosa più importante, dicevo, perché, come sempre, tutto si sta trasformando in una immensa lotta generazionale. Con un radicale cambiamento: l’invecchiamento della popolazione sta generando un fermo delle politiche per il domani. C’è una sostanziale differenza tra i vecchi: quelli che mi ricordo io erano ieratici, saggi, soprattutto consci della necessità di consegnare un possibilità di futuro alle prossime generazioni. L’individualismo e la società dei consumi  ora li hanno contagiati: li trovo rancorosi, gelosi, ostinatamente chiusi a consumare un oggi che gli sfugge, molto egoisti. Non c’è più il trasmettere di saperi, tradizioni, competenze. Basta sentirli in piazza Roma parlare dei “coglioni” che li circondano. C’è un difendere posizioni che immagino ritengano di benessere, precludendone l’ingresso a tutti gli altri. Caro Nicolino, quando mi vedrai così dimmelo e, con metodi acconci e non violenti, ti prego, mettimi da parte. Non so perché coincida questo giorno di elezioni con il tuo compleanno, so – per averlo letto – che “questa vita non può continuare così, non può”. Il difficile comincia adesso.

L’attesa

Non c’è un sito a cui collegarsi per sapere qualcosa. Segno che la banda è stretta, che ci sono troppi utenti, che la rete – più dei giornali – sta diventando il mezzo di informazione preferito? Non lo so, e adesso non mi interessa. La giornata è stata uggiosa e contagiato da Patrizia mi è venuta un’angoscia da risultato terrificante. L’ho sedata, al momento, con due acquisti fatti con la scusa di regalare a Nicola – che oggi compie nove anni, auguri topino, ti è piaciuta la festicciola? – un videogioco nuovo. Mi sono comprato, in svendita, a 9.90 Sim City 4, così se perdo posso gestirmi la crisi autistica che prevedo e a 7.50 Paulo Roberto Cotechino centravanti di sfondamento. A da passa’ la nuttata…

Gli osservatori

BERLINO – La copertura della campagna elettorale italiana da parte delle reti televisive di Mediaset è stata definita oggi “non equilibrata” dal capo della missione di osservazione dell’Organizzazione per la sicurezza e cooperazione in Europa (Osce), l’americano Peter Eicher, in una intervista all’agenzia tedesca Dpa. Eicher, che guida un gruppo di nove esperti internazionali per la prima volta invitati dal governo a tenere d’occhio la campagna elettorale italiana e poi le operazioni di voto in  alcuni seggi, ha detto che le multe imposte dall’Authority per le Comunicazioni italiana a Retequattro e Italia Uno indicano  violazioni delle leggi, anche se non sembrano aver ottenuto  grande effetto. “E alcune di queste reti sono state più  sbilanciate di altre”, ha sottolineato Eicher. “Oltre ai paesi in via di transizione alla democrazia dell’area Osce, da 5 anni svolgiamo missioni anche nei cosiddetti Stati a democrazia consolidata”, aveva detto Eicher al suo arrivo in Italia, dove è stato invitato dal ministero degli Esteri. “In alcuni di questi contesti (come gli Stati Uniti dopo la  prima elezione di George Bush, ndr) erano sorti problemi intorno  al voto. Per l’Italia – che non ha osservatori interni a  presenziare le operazioni di voto, all’infuori di quelli dei  partiti – pubblicheremo un rapporto finale con le nostre  raccomandazioni, come da prassi, sei settimane dopo le  elezioni”, ha spiegato.   “Analizziamo soprattutto il mezzo radiotelevisivo, poichè  in Italia la televisione ha un ruolo assolutamente centrale  rispetto agli altri mezzi d’informazione – ha detto nei giorni  scorsi Eicher, in una intervista al sito “LibertàOnline” -  L’obiettivo è monitorare l’accesso dei diversi candidati e  partiti ai mezzi d’informazione, durante la campagna elettorale.  I nostri media analyst guardano Rai e Mediaset, sei ore al  giorno, cronometro alla mano, applicando un’analisi qualitativa  e quantitativa. Inoltre, il giorno del voto saremo presenti in  seggi di 2 o 3 citta` diverse”.   Gli esperti della missione, che hanno base a Roma, si spostano di frequente per brevi viaggi lungo la penisola, incontrando candidati locali, rappresentanti di partiti, giornalisti. “Per capire il funzionamento e la validità del sistema elettorale, ci avvaliamo della consulenza di esperti di media, professori, sociologi, e dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. I nostri osservatori hanno visitato Napoli, Palermo, Milano, Perugia, e altre localita”.   “Abbiamo sentito polemiche su possibili brogli. Per quanto è nel nostro mandato, verificheremo e ne renderemo conto nel rapporto finale – ha detto Eicher a “Libertà.Online” – Oltre alla sperimentazione di nuovi sistemi di conteggio (lo scrutinio elettronico, testato in quattro regioni), ci sono rimostranze anche sull’applicazione della nuova legge elettorale introdotta a dicembre, che qualcuno ha criticato perchè varata troppo a ridosso del voto e senza un consenso ampio nel Parlamento (l’opposizione si è lamentata con noi di scarso  coinvolgimento)”.   Inoltre, ha concluso Eicher, “è stata modificata anche la  legge sul finanziamento della campagna elettorale. Per capire  come funziona questo complesso sistema, abbiamo parlato con  molti partiti. Ma voi ne avete moltissimi, davvero troppi”. (Ansa)