ANCONA – Un utile di impresa di circa mille euro, un caso record nella storia produttiva dell’ amministrazione penitenziaria: lo ha conseguito la Fattoria Pitinum della Casa mandamentale di Macerata Feltria, dove cinque detenuti ammessi al lavoro esterno curano un laboratorio per la lavorazione dei prodotti delle api (e 27 arnie), una serra per il florovivaismo, e si occupano di manutenzione delle aree verdi. Il bilancio complessivo della fattoria ha superato i 20 mila euro, che a fine 2006 potrebbero salire a 60 mila euro. Altri 11 detenuti seguono percorsi formativi nelle aule didattiche della struttura e nelle aree verdi demaniali. (ANSA). Ecco, non so perché, ma questa notizia, in un giorno così pieno di elezioni, m’è sembrata la notizia più significativa. Non so, forse un suggerimento per quelli che si sono candidati e che stanno riflettendo sui risultati. Coraggio, una speranza di guadagno onesto, c’è.
Monthly Archives: maggio 2006
RidAteci il mAltolto
I siti per stamattina
http://www.pubbliaccesso.it/biblioteca/quaderni/unione_europea/capitolo_24.htm
http://www.antidigitaldivide.org/
http://www.antidigitaldivide.org/allegati/denunciatelecom.pdf
http://www.w3.org/People/Berners-Lee/
http://dig.csail.mit.edu/breadcrumbs/blog/4
http://www.bicocca.net/web/index.php?name=News&file=article&sid=373
Mie tracce / Ascoli
Mi sorprendo sempre più, in occasione di interventi pubblici, a dire le stesse cose. O è arteriosclerosi o è coerenza o, sinergicamente, è la via arteriosclerotica alla coerenza. Accade così andando a caccia di qualche link in vista dell’appuntamento di domani ad Ascoli. Già il titolo spaventa per la sua immensità e complessità. Lo aggredisco ribadendo che se internet ha un valore è quello di aver saputo (im)porre un modello che ha vinto, finora, ogni battaglia. Un modello basato sulla condivisione e sull’uguaglianza di chi vi partecipa. Ora, c’è la sfida più importante, nel momento in cui le grandi corporation partono, utilizzando gli stessi sistemi della rete visto che con le tecniche da monopolisti hanno perso, alla conquista di una comunità che si ostina a non voler essere mercato. I problemi sono immensi. Di diritti, di infrastrutture, di contenuti. Che cosa sarà internet tra cinque anni? chiedeva Luca Conti in chiusura di scriptavolant/1. Sarà quello che noi ci metteremo dentro. A domani.
Carne di blog
Ho trovato molto piacevole e divertente la serata di venerdì a Senigallia di Scripta Volant. Non tanto per i contenuti, quanto proprio per la qualità dell’ambiente. Sulla carenza di contenuti: non suoni come una critica, ma la trasposizione dalla rete alla vita dei personaggi invitati non ha riservato sorprese. Il che è un pregio, significa che c’è coerenza: sulla rete non si finge, quel che si scrive si è. La piacevolezza della serata è riassunta nel titolo del post: deriva dal fatto che iniziative come quella di Luca Conti servono sicuramente a un primo approccio per chi voglia conoscere questo genere di contenuti ma soprattutto a dare un calcio a chi ritiene che l’era del digitale debba far scomparire la gioia della convivialità. Anzi, ne diviene stimolo. Bravi tutti, davvero.
La domenica sportiva
Si parla molto di questa vicenda di “piedi puliti”. Come tifoso del Bologna, la squadra che s’è scoperto è andata in serie B per le pastette della cupola, dovrei sentirmi coinvolto. Non ci riesco. Forse ha ragione D’Avanzo sulla Repubblica di oggi: era tutto troppo trasparente per gridare oggi allo scandalo. C’è un tasso di complicità assoluto da cui nessuno esce pulito. Avevo smesso di indignarmi per gli errori – ora sappiamo che non erano errori – dicendo che l’indignazione sarebbe stata giusta se avessi pensato che c’era qualcosa di pulito e credibile. Fatta ammenda, non posso che citare mia moglie quando si tratta di trovare una risposta al dramma che molti stanno vivendo: che fare, adesso? Per due anni niente calcio, e se volete giocare a pallone andate al campetto jò da lu prete.
I siti per stasera
A proposito di tag
Visto Baricco, questa mattina, su Repubblica? Al di là di un testo che scivola via senza dare quello che promette,trovo significativo l’approdo dei tag sulla carta stampata. Sotto la dicitura “Si parla di” in una bella nuvoletta grigia (di quel grigio che fa tanto Repubblica) ecco “Apocalisse”, “Televisione” e via andare. Ancora una dimostrazione di come i nuovi mezzi di comunicazione nascano da un incontro e da una contaminazione piuttosto che da uno scontro che non giova a nessuno.
Appuntamenti
Un po’ di appuntamenti (e scusate il ritardo) ma sono giorni difficili.
Tra poco Carlo Infante all’Accademia di Macerata; se proprio non ci potete stare si può scaricare mondiattivi e vedere di nascosto l’effetto che fa.
Un po’ più in tempo la mostra di Mauro Cicarè a Roma: apre il 18. Mauro, si sa, è una mia passione. Nessun link perché i siti non sono aggiornati: comunque l’appuntamento è alla galleria Tricromia di Roma, via di Panico 76, Roma. Inuagurazione il 18 maggio alle 18, poi mostra visitabile fino al 6 giugno. C’è un numero di telefono per informazioni: 06689670.
Bè, poi stasera, scripta volant. Ma è ancora un po’ lontana.
Moriremo democristiani / 2
D’accordo, non c’ho (parzialmente) acchiappato. Il bersaglio grosso dell’inciucio per portare D’Alema al Quirinale non erano solo televisione e giustizia, bensì la Costituzione. Un’altra occasione per ribadire che la riforma approvata nella scorsa legislatura va abrogata con il referendum. E che i principi fondamentali della Costituzione non vanno toccati.