RidAteci il mAltolto

I tifosi del Bologna chiedono i  danni ai responsabili del calcio truccato. Il Codacons e il  coordinamento dei club del Bologna calcio hanno infatti  costituito un collegio legale invitando i tifosi ad aderire alla  richiesta di risarcimento.   L’azione partirà in una prima fase con la raccolta di un  mandato generale alle liti da parte dei tifosi agli avvocati del  collegio legale che studierà le modalità più opportune per  agire ed ottenere il risarcimento e l’individuazione delle  controparti a cui chiedere i danni anche in virtù degli esiti  del giudizio sportivo. La raccolta delle firme in calce a tali  mandati comincerà venerdì alla sede del centro di  coordinamento dei tifosi allo stadio Dall’Ara e alle sedi del  Codacons. Il costo dell’adesione all’azione legale è di 15 euro e  darà diritto, a chi lo vorrà, di avere una iscrizione gratuita  semestrale al Codacons. A settembre, individuata definitivamente  l’azione da promuovere e contro chi, i firmatari del mandato  verranno richiamati per sottoscrivere le procure vere e proprie  in calce agli atti diretti all’autorità giudiziaria per  ottenere il richiesto risarcimento danni. In quella sede verranno raccolti anche i documenti  comprovanti la fede calcistica, ma anche copia degli abbonamenti  e dei biglietti al campionato di calcio e dei contratti alle tv  satellitari. La fede sportiva potrà essere testimoniata anche  da parenti e conoscenti. “Il danno di cui si chiederà il risarcimento – spiegano al  Codacons – è sia patrimoniale, legato al fatto che chi ha in  qualità di tifoso assistito ad un evento sportivo falsato e  dall’atro il danno da stress o pathos dovuto al dispiacere di  vedere scendere la propria squadra del cuore in seria cadetta,  sia dal danno provocato nel proprio circuito di istruzione ai  propri figli o nipoti là dove si è fatto credere ai valori del  rispetto delle regole sportive e lo si è visto infrangere dai  massimi dirigenti del Calcio”.   L’associazione che tutela i consumatori sta prendendo anche  i contatti con le altre tifoserie “Il Codacons – spiegano i  responsabili – resta a disposizione di aziende, giocatori  commercianti, imprenditori, azionisti di qualsiasi delle squadre  coinvolte attivamente o passivamente nelle vicende di calciopoli e che tali eventi hanno subito un danno economico e  che vogliono ottenere al pari dei tifosi la condanna dei responsabili”.

Giorno di riposo

Oggi è il mio giorno di riposo. Dunque, mattina prima dal direttore editoriale e poi in tipografia per chiudere il numero delle Cento Città, se faccio in tempo agenzia di viaggio per partire, pomeriggio all’abbazia di Fiastra per vedere Koinè e serata a Portonovo per la festa del Rosso. Fortuna che è riposo.

A proposito di zen

Ed egli fu illuminato. Torno a casa, tardi e scoglionato, come mai, dopo una giornata al giornale discretamente del cazzo. Consueto giro di baci e abbracci. Nicolino mi guarda. “Tutto bene?”, gli faccio. E lui: “Certo”. Ecco, dopo ti passa tutto.

Confini

Un mondo senza frontiere è un deserto, un mondo con le frontiere chiuse è un carcere; la libertà si trova in un mondo con le frontiere aperte. Con questo motto Ralf Dahrendorf, uno dei più grandi scienziati sociali del nostro tempo, ha introdotto oggi la relazione conclusiva del Festival dell’Economia di Trento. Interessante anche per me che sostengo la necessità di non avere frontiere

Da Ciacci

Da Ciacci, in località Gallo, sulla strada che da Urbino porta a Pesaro, è un posto che mi sento proprio di consigliare. Ci sono stato ieri sera di ritorno dalla mostra di Urbino, sicuramente interessante ma dall’impatto spettacolare decisamente bassino, ed è stata una felicissima esperienza. Citato da Max Mossi e da lui trasferito a Patrizia in occasione di una trasferta, è il classico posto dove si mangia bene e si spende poco. Molto lo si deve alla qualità dei prodotti (formaggi, salumi e carne) ma anche l’ospitalità è davvero singolare. Ciacci, il capostipite, sta al tavolo accanto a te con le belle bretelle e le gote rosse. Le tre figlie si dividono tra sala e cucina. Arrivi e sul tavolo t’aspetta l’antipasto: dolce il prosciutto, molto significativo il pecorino (che preferisco alla tradizionale casciotta), straordinari i carciofini sottolio. Poi ci sono lonza, lonzino, cacio con il tartufo, un altro formaggio più stagionato. Pane bello ciccio, arrivi al primo stremato. Noi lo abbiamo saltato, a parte una porzione di gnocchi per Nicola. Gran grigliata di secondo, e qui se volete una pecca: la salsiccia maceratese è molto più buona. Ma il resto, specie l’agnello, si lascia mangiare con grande gioia. Un dolce modesto e il caffè. Totale, quattro antipasti, un primo, due secondi, un dolce, acqua e vino, per 50 euro totali.

Rassegna stampa

Oggi non lavoro. Se non nevica vorrei andare a Urbino per l’inaugurazione della mostra sui 50 anni della missione archeologicain Libia. Intanto sfoglio il giornale, quello vero. Due le cose che mi hanno colpito: l’impossibilità di un errore così macroscopico degli exit poll (riferito alle elezioni americane) che fanno tornare in auge i dubbi su quello che è accaduto davvero il giorno dello spoglio delle politiche nel perverso rapporto Berlusconi-Pisanu e gli ottimi risultati che la medicalizzazione dell’eroina sta ottenendo in Svizzera. La prima volta che ne sentii parlare, convincendomi della bontà del progetto, fu quasi venti anni fa da Enrico Brizioli durante un notturno di Radio Nuova Macerata. Vabbè sì ho fatto pure questo. Tanti anni fa….