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“Calma non siamo a Dallas”. E’ una delle battute conclusive di Nashville di Robert Altman. Chiara allusione all’attentato al presidente che stona con un festival country. Risuona forte in mente vedendo lo schieramento di forze a Melpignano in occasione della Notte. Davvero eccessivo. Ho contestato gli artificieri dei carabinieri e mio figlio tredicenne m’ha spiegato perché era giusto che ci fossero. D’accordo gli artificieri, allora, ma la polizia provinciale che c’entrava? Bravi e collaborativi invece – almeno quelli con cui ho avuto a che fare – i volontari della protezione civile e delle varie associazioni.

Francamente non capisco come ci possano essere delle polemiche legate ai contenuti del festival e della Notte in particolare. Non ho seguito l’intero concerto ma quello che ho sentito era piacevole e gradevole né il canto popolare è uscito così ridimensionato. Bastava comunque guardare la facce felici di chi c’era per rendersi conto che ogni polemica è inutile e che la Notte è davvero importante.

M’è sfuggito il senso di ospitare la stampa e credo anche i Vip nostrani in un’area in cui era impossibile vedere il palco e si seguiva il concerto su uno schermo tv. Mah misteri del presenzialismo. Inutile per chi doveva lavorare – che stavano tutti al gazebo del TVB – e per chi doveva farsi vedere. Ma forse il Vip è tale in quanto sta là. Qualunque cosa faccia poi.

TVB tarantavideoblog: io mi sono divertito e ho imparato un sacco di cose. Sulla pizzica e sulla rete. Ho visto alcune foto di Giovanni: certo che quegli omini che si parlavano dietro la tastiera del notebook erano un po’ inquietanti. Ma come dice Carlo non bisogna stancarsi di rompere i coglioni. Un omaggio a Suor Dentona per chiudere:  la prossima volta lo rifaccio.

La notte della taranta

Due o tre cose prima del concertone. La prima: parlerò di Salento nuovo, diverso o moderno o qualsivoglia aggettivo ho sentito in questo periodo solo quando troverò le spiagge libere pulite. Tenere pulito l’arenile privato – che qui è davvero privato (ma si può?) – e basta è troppo facile. Specie a questi prezzi. Secondo: gli incontri organizzati da Carlo Infante sono sempre piacevoli. Per quello che si sente e per le persone che si conoscono. Questa volta è il turno di Paolo, Nicole e Zeno: un trio davvero formidabile e simpatico. Chissà rivederci… Mi piacerebbe. Non si offendano gli altri: che nell’esiguità dei tempi non era possibile approfondire ragionamenti con tutti. Una scusa per poter tornare l’anno prossimo. Ribadisco, infine, la conclusione di ieri sera: c’è poco da stare allegri. Sì è vero, la società e il mondo cambiano e noi stiamo lì al palo. Si parla – e alcuni interventi di ieri sera erano veramente di valore – nel deserto. Con una politica, un’economia e una società sorde mentre la tecnologie corre e non fa prigionieri. Resta ineludibile la necessità di dialogare: e in questa direzione l’esperienza della notte della taranta – nella sua varietà e molteplicità di linguaggi – è un segno di confine da cui non si potrà più prescindere.

Grazie, Principe

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non vengano mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore. Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un po’ perchè essi non sanno, un po’ per amor Tuo, e un po’ perchè hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.

Antonio de Curtis, principe di Bisanzio, in arte Totò

Post numero cento

Agosto, blog mio non ti conosco… Vabbè, non mantengo molto le promesse dal momento che avevo scritto che non mi sarei più allontanato da qui a lungo e invece… e invece non mi sono allontanato ma non ho scritto piu’ nulla sul blog. Cose da scrivere ce ne sarebbero. La guerra tra Israele e Libano, tanto per incominciare che lascia peraltro con poche parole. Tutti i cazzi di casa nostra di cui faccio sempre più fatica ad appassionarmi. E’ che, a occhio e croce, questo dovrebbe essere il post numero cento… Potrei quindi tentare di fare un bilancio che potrebbe però sembrare una sorta di chiusura di un’esperienza che vorrei invece tarare su un’altra distanza. Voglio dire c’è un certo livello di insoddisfazione nei confronti del blog. Potrei qui evidenziare la preveggenza inutile nel parlare a dicembre di margherite e cappe e ritrovarceli in parlamento entrambi qualche mese dopo. Oppure più avanti prendere in giro le intercettazioni citando il commissario Pomponi e scoprire qualche mese dopo che il responsabile della disinformazione dei servizi segreti italiani di chiama Pompa. Pio Pompa, per la cronaca. Ma forse è un nome che ha inventato Andrea Pazienza. No. non è certo preveggenza: è che la realtà sta assumendo un tono paradossale a cui l’invenzione e la fantasia non riescono a stare dietro. Potrei pavoneggiarmi, dicevo, ma non me ne va e nemmeno ci riesco. Nè il semplice racconto del quotidiano è poi così notiziabile, checchè ne dicano gli amici blogger. Al racconto preferisco vivere. Comunque ne parleremo al momento opportuno. La cosa che più mi piace ricordare di questo periodo è che Patrizia ha condotto un paio di tg regionali. Anche questo arriva straordinariamente in ritardo ma è servito almeno a far vedere quanto è brava. Se lo meritava. Di vita quotidiana, non posso tacere ancora una battuta di Nicola che mi sembra il modo migliore per chiudere anche se dissonante rispetto a un mese fa. Oggi siamo andati a prenderlo a Sassoferrato dove per una settimana ha fatto il campo scout. Ci siamo fermati a mangiare alla Pianella di Serra San Quirico che a me piace sempre checchè ne dica il gourmet Sconocchini. Tra il primo e l’antipasto – cambiando l’ordine degli addendi la somma non cambia – ha poggiato la forchetta sul piatto, ha guardato la madre e poi me e ha sentenziato: “Senza che nessuno si offenda, non mi siete mancati”…