Gilberto Santini direttore dell’Amat

Gilberto Santini è il nuovo  direttore dell’Amat, l’Associazione marchigiana attività  teatrali, al posto di Raimondo Arcolai, passato da qualche  giorno al vertice del Teatro Stabile delle Marche. “L’Amat – ha detto il presidente dell’Amat Gino Troli – ha  individuato nella figura di Gilberto Santini, già consulente  dell’associazione e protagonista della progettualità culturale  degli ultimi dieci anni, un nuovo direttore artistico. Siamo  sicuri che la sua elevata professionalità e i suoi rapporti  già radicati con tutto il sistema teatrale delle Marche daranno  all’Amat il vigore necessario per avviare una fase di grande  rilievo per il teatro marchigiano”.   37 anni, Santini è direttore del Festival di Civitanova  Danza e dalla metà degli anni ’90 curatore delle politiche  teatrali del Teatro Sanzio di Urbino. Insegna Storia del Teatro  all’Università di Urbino.

Complimenti

Vorrei fare i complimenti a mia moglie che sa fare tutto. A parte stirare. Ecco l’ultimo saggio mentre legge un testo di Monica Maggi a 13h una bella iniziativa di Luca Violini.

Brava davvero. PS il fatto che non sia riuscito a mettere dritto il video non vuol dire che non mi sia impegnato

Non chiedere la luna

Giunto al momento finale, Tim si defila. Da molti giorni, molti più dei pochi promessi, il servizio per richiedere i premi del programma di fedeltà dei clienti di Tim è strafermo. In compenso, allungano il tempo di consegna dei premi. Sta a vedere che mi frega anche questa volta.

Dipendenze

56.000 ragazzi nelle Marche  “abuserebbero” dei media elettronici e 2.800 ogni anno  svilupperebbero una vera e propria dipendenza. L’allarme è  stato dato degli esperti riuniti ad Ancona per il Congresso nazionale della Società italiana di Psichiatria. Lo riferisce un comunicato, secondo cui, nelle Marche, i “tecnomaniaci”  sarebbero 9 giovani su 10, “malatì di internet, chat, blog e  cellulare”. Stando, sempre, a quanto riferito, il 90% degli under 21  userebbe in modo compulsivo le nuove tecnologie. Di questi,  oltre 2.800 ogni anno sviluppano una forma di psicodipendenza,  che è più frequente nei maschi. Internet, blog, chat e telefonini rappresenterebbero “una  vera e propria droga per circa il 5% dei 56.000 ragazzi  marchigiani di età compresa tra 17 e 21 anni, in tutto e per  tutto – ribadisce il comunicato – dipendenti dal mondo  virtuale”. Tale dipendenze farebbe sì che un giovane su cinque  fra i “tecnodipendenti” sia anche affetto da difficoltà di  relazione con sè e con gli altri o da altri problemi. “Si parla di dipendenza – si legge ancora – se il ragazzo ha  sintomi di astinenza quando è costretto a stare lontano dal  computer o dal telefonino e se ci sono segnali che indicano la  perdita del contatto con la realta”. Accade a volte che i  giovani “intossicati” dalle tecnologie si assentino da scuola  per un numero rilevante di giorni senza una reale  giustificazione o, addirittura, l’abbandonino, perdendo  contatti con il gruppo degli amici e partecipando sempre meno  alle attività familiarì.   Problemi simili anche per la dipendenza da telefonino: tutto  fa supporre che giovani e giovanissimi che non riescono a  staccarsi dal cellulare per chiamate o messaggini finiscano anch’essi con lo sviluppare una dipendenza forte e patologica, associata a disturbi emozionali.

Giornalisti licenziati

Riceviamo e pubblichiamo.

La Consulta dei Presidenti e vice Presidenti degli Ordini dei giornalisti, riunita a Jesi venerdì 13 ottobre, ha approvato un documento proposto dai Presidenti degli Ordini di Abruzzo e Marche (Stefano Pallotta e Gianni Rossetti) e dal vice Presidente dell’Ordine del Piemonte (Ezio Ercole) su alcune recenti sentenze della Corte di Cassazione che hanno avuto come effetto il licenziamento immediato di tre colleghi, una delle quali occupata nelle Marche. Questo il testo del documento:

“La Consulta dei Presidenti e vice Presidenti degli Ordini regionali, riunita a Jesi il 13 ottobre 2006, esprime la propria preoccupazione per le recenti sentenze della Corte di Cassazione, sezione lavoro, su alcune controversie in campo giornalistico.

“Tali sentenze (che nei casi più recenti hanno riguardato tre colleghi del Messaggero, due impegnati nel Lazio e una nelle Marche, che avevano avuto il riconoscimento delle loro ragioni dalla Magistratura di merito) poggiano sul principio della nullità del contratto di lavoro giornalistico stipulato con loro in quanto all’epoca non erano ancora professionisti.

“Al di là del fatto che questa giurisprudenza produca, come effetto principale, licenziamenti in serie di giornalisti che dopo anni di precariato nelle redazioni hanno chiesto di sanare le proprie posizioni di lavoro, preoccupa il riferimento ai principi che introducono novità incompatibili con l’attuale ordinamento professionale dei giornalisti. Ciò avviene, in particolare, attraverso una distinzione sempre più netta tra un “Albo dei giornalisti professionisti” e un “Albo dei giornalisti pubblicisti”. La legge professionale prevede invece un Albo unico, distinto in due elenchi.

“L’orientamento della Suprema Corte , inoltre, produce tra i suoi effetti, anche un forte ridimensionamento dei poteri dell’Ordine professionale, con riferimento all’iscrizione e alla retrodatazione del registro dei praticanti: ciò, soprattutto, in riferimento allo svolgimento “di fatto” del tirocinio giornalistico, fin qui ritenuto utilmente e validamente compiuto anche in assenza dell’iscrizione formale del praticante nel Registro.

“Alla luce di questi elementi la Consulta nazionale del Presidenti e vice Presidenti degli Ordini regionali chiede al Consiglio nazionale di avviare una iniziativa urgente in tutte le sedi competenti (Ministero di Giustizia, Parlamento e Corte costituzionale) per ottenere una interpretazione autentica delle norme contenute nella legge professionale dei giornalisti in relazione all’unicità dell’Albo”.

Un anno di blog

Un anno di blog. Si chiude oggi il primo anno di questo blog. Tutto sommato un’esperienza davvero divertente e formativa. Sia per quello che riguarda me personalmente sia per la professione dal momento che mi trovo davanti a questioni nuove e stimolanti. Qualche momento di depressione sia di fronte alla carenza di novità in cui talora mi sono imbattuto sia per il poco tempo da dedicare al blog in altri momenti. Ci sarebbero dei ringraziamenti. Intanto a chi ha commentato. Tenete duro. Poi a chi, con la presenza sula rete, mi ha convinto che comunque ne valeva la pena. Qualche traccia ne trovate sui link (anche se qualcuna m’è rimasta per strada ma, come diceva il comandante Che Guevara – o era Neruda? – anche chi è caduto ha fatto la rivoluzione). Un pensiero a Carlo, l’incontinente mentale che preferisco. Infine le tre M, Massimo, Michele e Mimmo ai quali questo blog tutto deve. Specie, non me ne vogliano gli altri due, Mimmo che da più di 15 anni mi ha contagiato con la sua passione per la rete. Grazie a tutti.