Ho conosciuto, per motivi di lavoro, il comandante della polizia postale delle Marche, Maurizio Pierlorenzi. Tra le (molte) cose interessanti che ha detto, mi piace riportarne una in particolare: l’importanza dell’open source nel delicato momento dell’acquisizione della prova informatica (computer forensic). In sostanza, all’inizio di questa attività, gli avvocati difensori obiettavano a proposito della correttezza del procedimento perché il programma che ne svolgeva gran parte era basato su un sistema proprietario. In questo modo, sostenevano le difese, era impossibile verificare la correttezza di quello che era stato raccolto. Da qui la necessità di rivolgersi alla comunità open source per realizzare un software aperto con risultati – a detta di Pierlorenzi – elevatissimi e inoppugnabili in dibattimento. L’open source alla base della trasparenza giuridica. Davvero, non male.
Monthly Archives: ottobre 2006
Senza contratto
Per chi non lo sapesse i giornalisti sono in sciopero perché attendono il rinnovo del contratto di lavoro da 586 giorni. Per chi ne volesse sapere di più c’è il sito del sindacato (dal quale peraltro mi sono dimesso da tre mesi).
L’Ulivo in affitto

Vista questa mattina a Ravenna in piazza Caduti per la Libertà. L’Ulivo vuoto e in affitto: caduti di sicuro, per la libertà ho i miei dubbi. E’ l’emblema del mio attuale momento politico che è anche la risposta alla mail sui coglioni che va tanto per la maggiore. Quella, per chi non l’avesse vista, che termina dicendo…qualcuno ve l’aveva detto. Resto convinto della giustezza del mio voto anche se sono uno di quelli che pagherà – 80 euro tra tutto se il Corriere ci acchiappa – di più. Mi dispiace solo che serviranno a pagare i danni provocati da quelli che c’erano prima soprattutto perché sono danni avvilenti. Pagherò per quello diventato direttore delle poste, cognato del senatore, che il padre ovviamente non ha voluto nell’azienda di famiglia per timore dei danni che poteva combinare. E ancora per quell’altro diventato amministratore delegato che, da architetto, aveva un solo ruolo: portare la Lancia Thema frutto di una mazzetta da San Ginesio ad Ancona al potente segretario di turno. E ancora per il presidente dell’istituto di credito famoso solo per aver fatto la cagnotta a nome del partito quando era consulente della Regione. E questo solo per stare in ambito locale. Se poi vogliamo guardare più in là, il panorama è davvero desolante. Ma tant’è. Il male più grosso del centrosinistra che vedo è quello già paventato: la mancanza di ricambio generazionale. Si riprongono così gli stessi ambienti e i risultati non cambiano. Aspetto quindi con serenità che i trentenni si rompano i coglioni molto più di me e facciano piazza pulita.
Papa e lottizzazioni
La storiellina è carina. Il consiglio comunale di Loreto non discute la solidarietà al papa dopo le minacce seguite al discorso di Ratisbona e si becca dal capogruppo di Forza Italia la definizione di “Stalingrado d’Italia”. Lo stesso consiglio approva uno sbrego urbanistico richiesto dalla Delegazione pontificia e incassa l’applauso del vescovo. Ennesima dimostrazione che religione e politica sono tasti che suonano una musica diversa e che quando vengono in contatto producono note stonate.
Como è Trieste Venezia?
Di ritorno da Venezia. Due giorni con Biennale dell’Architettura e, per culo, della Musica. La riflessione sulle città m’è piaciuta molto e m’ha definitivamente convinto sulla impossibilità di modernizzare il nostro territorio. Non ci sono volontà e capacità nè della classe dirigente nè dei principali attori coinvolti. M’è sfuggito invece il senso sulla responsabilità degli architetti: perché, finora, sono stati degli irresponsabili? Forse sì, ma siccome è detto da uno che, da grande voleva fare l’architetto o meglio l’urbanista, non vale. M’ha colpito anche che uno dei paesi più moderni e giovani abbia scelto la stele funeraria in video (che come dice Patrizia è un’ottima idea per i cimiteri) per il proprio padiglione. Tra l’altro tutto femminile e conseguentemente con il messaggio della regina e non del re. Da segnalare come Google Earth sia ormai un’estetica da cui non si può prescindere ma è l’unico sistema per volare alto. Della Musica ho visto una prova generale: e siccome delle prove non si parla sono esente da ogni commento.
Infine, Mestre è molto più triste di Venezia.