La triade

Una bella riflessione di Alberto Rocchi su finanza, tecnologia e criminalità, la triade del nostro quotidiano. Poi non è tutto è condivisibile ma di sicuro è il testo più interessante degli ultimi quindici giorni. Sul sito dello Straniero trovate anche come abbonarvi. Ne vale la pena.

Nessuno tocchi Saddam

“Nessuno tocchi Caino”,  l’associazione bipartisan che da anni si batte contro la pena di  morte, si mobilità perchè venga risparmiata la testa dell’ex  dittatore iracheno e lancia un appello significativamente  intitolato “Nessuno tocchi Saddam”. L’iniziativa è stata  presentata oggi in una conferenza stampa alla quale erano  presenti tutti i nuovi vertici radicali, compreso Marco  Pannella, primo sostenitore della richiesta di commutazione  della pena capitale. Il leader radicale ha detto che bisogna  salvare la vita di Saddam Hussein non solo per ragioni  umanitarie, ma anche per motivi politici: “Ho l’impressione che  a Saddam possa capitare una disgrazia peggiore della morte: che  grazie alla sua esecuzione un poderoso cretino come Bush si  salvi dalla sconfitta elettorale”.   Alla conferenza stampa avrebbe dovuto partecipare anche  Francesco Cossiga, primo firmatario dell’appello. Non ha potuto  presenziare perchè indisposto, ma ha inviato il testo di una  interpellanza a Prodi e a D’Alema nella quale si chiede di  intercedere presso il consiglio di sicurezza dell’Onu, presso il  governo iracheno e presso quello Usa affinchè “venga  risparmiata la pena di morte irrogata a Saddam Hussein da un  tribunale di dubbia legittimità e di certa non imparzialità”.   Il manifesto è stato sottoscritto da una sessantina di  deputati e senatori di entrambi gli schieramenti politici e da  altrettanti parlamentari europei. E’ rivolto alle massime  autorità di governo e istituzionali italiane ed irachene ed  anche al presidente della commissione europea Barroso. Nel  documento si chiede una moratoria per tutte le pene di morte in  Iraq come “esempio più evidente di un cambiamento di fondo  rispetto ai metodi del vecchio regime e segnale forte per il  rispetto della dignità umana”. Particolarmente apprezzato è  stato l’intervento del regista Pasquale Squitieri che ha  definito provocatoriamente Saddam Hussein “patrimonio  dell’umanità da conservare e non distruggere”.   Secondo Squitieri, è stato infatti un errore ad uccidere  Goering e Mussolini “facendoli tacere per sempre come la mafia  fa con i suoi testimoni”. A suo avviso sarebbero stati invece  preziose fonti di notizie su come si è arrivati alla  degenerazione del potere.   Sergio D’Elia, tra i fondatori dell’associazione “Nessuno  tocchi Caino”, ha detto che nel caso di Saddam Hussein “non  c’è neppure una giustizia dei vincitori sui vinti come è  accaduto a Norimberga. In realtà si tratterebbe di una vendetta  delle vittime sul loro carnefice”. Per D’Elia la comunità  europea si è “ricoperta di vergogna” per aver rinunciato  all’approvazione di un documento contro la pena capitale per  l’ex dittatore iracheno. Hanno partecipato all’incontro con i  giornalisti, fra gli altri, anche Andrea Ronchi, portavoce di  An, Cinzia Dato della Margherita, Ramon Mantovani del Prc,  Leoluca Orlando dell’IDV, Cesare Salvi dei Ds e Paolo Naccarato,  sottosegretario al ministero per i rapporti per il Parlamento.