Il tribunale militare della Spezia ha condannato all’ergastolo dieci dei 17 imputati (tutti contumaci) per la strage nazista di Marzabotto. Gli altri sette sono stati assolti per non aver commesso il fatto. La camera di consiglio è durata quattro ore e 45 minuti.
Monthly Archives: gennaio 2007
Ipse dixit
“Le operazioni di combattimento importanti sono finite in Iraq. Nella battaglia dell’Iraq, gli Stati Uniti e i suoi alleati hanno prevalso”. (1 Maggio 2003, dal ponte della portaerei Lincoln, davanti allo striscione Missione Compiuta)
“La gente non può aspettarsi violenza zero dall’Iraq. Non accadrà mai” (14 Giugno 2006, Casa Bianca)
“Manterremo la rotta. Aiuteremo la giovane democrazia irachena a trionfare. Sarà un importante trionfo ideologico nella grande lotta del vetunesimo Secolo” (30 Agosto 2006, Salt Lake City)
“E’ mia responsabilità dare agli americani una valutazione sincera di quanto sta accadendo in Iraq. Stiamo vincendo” (25 Ottobre 2006, Casa Bianca)
“Non stiamo vincendo, non stiamo perdendo” (19 Dicembre 2006, Casa Bianca)
Notizia di servizio 2
Posta di nuovo funzionante. Potenza del blog. Visto che funziona: è possibile riuscire a sapere quali sono le ricerche effettuate sulla rete? Date cinque parole (nella fattispecie patologie generiche) ci sono strumenti per sapere quali sono quelle che richiamano maggiore attenzione?
Notizia di servizio
Sono da una settimana senza posta. La mancata risposta ai vostri eventuali messaggi non dipende da maleducazione. Scusate e grazie
Senza titolo

Talmente precari da non poter nemmeno finire una scritta sul muro. Lo scatto è di Luigi Matteo Carretta (e gode quindi di un solenne copyright). L’autore della scritta, in via Sacripanti, è stato beccato in flagrante e denunciato. La non compiutezza rende comunque immortale – almeno per i prossimi sette-otto giorni, il tempo massimo per l’immortalità in questo tempo precario – lo scatto. C’è tutta l’oscenità della discontinuità: che se nell’informatica è un valore nella relazione con la realtà diventa una schiavitù. Solo bianco e nero, solo zero e uno. Senza più nessuna storia.
Succedono cose belle
Il più vecchio pastore protestante della Nigeria, il reverendo Samuale Akinbode Sadela, di 107 anni, si è sposato la settimana scorsa, in terze nozze, con Christiana, di 30 anni. Lo si è appreso oggi da alcuni parrocchiani. Secondo i fedeli, il pastore ha dichiarato in occasione del lieto evento che deve il suo vigore a Dio in persona. “Dio è la mia forza. Sono pieno di forza e di energia”, avrebbe detto il reverendo dopo la cerimonia svoltasi a Lagos. Il pastore, fondatore della Gospel apostolic church, officia da 75 anni. Si era sposato per la prima volta nel 1934 e in 21 anni di matrimonio aveva avuto dalla prima moglie sette figli, tutti morti in giovane età. Dalla seconda moglie, sposata nel 1965 e morta nel 2001, aveva avuto quattro figli, di cui solo due sono sopravvissuti.
Fin qui la notizia. La domanda: ai figli della coppia anzichè il battesimo magari non sarebbe meglio fargli un esorcismo?
Cinque cose che non sai di me
Cinque cose che non sai di me
Ho due tatuaggi
Ho rischiato di morire due volte
Ho un sacco di matite con cui mi piace scrivere
Sono un viaggiatore pentito
Sono egoista
(è il gioco del momento, non mi sottraggo, io l’ho visto sul blog di Luca Conti, ma è davvero ovunque)
Dal subcomandante Marcos
CITTA’ DEL MESSICO – Il subcomandante Marcos ha assicurato oggi che, a 13 anni dalla insurrezione armata dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), il movimento “ha preso coscienza” che “ora la sua lotta è di carattere collettivo” e punta alla rivendicazione dei diritti delle etnie indigene e dei settori poveri del Messico. Marcos lo ha sostenuto oggi nel corso di un raduno degli zapatisti, svoltosi nella comunità di Oventic, non lontano da San Cristobal de la Casas, capoluogo del Chiapas, indetto per celebrare un nuovo anniversario della ribellione. Il subcomandate inoltre ha sottolineato che “persistono ancora molte delle condizioni che ci hanno spinto alla lotta 13 anni or sono” e che, se “i cattivi governi” di quel tempo minacciarono di incarcerarlo o farlo scomparire, “oggi tornano a farlo, ma non ci fermeranno”, “Continueremo la nostra lotta – ha assicurato Marcos - poichè non abbiamo paura di morire lottando e proseguiremo con i nostri programmi sia internamente che internazionalmente”. Ieri, in un raduno svoltosi nella piazza principale di San Cristobal de la Casas, sia lui che gli altri dirigenti dell’Ezln hanno annunciato che intraprenderanno anche nel 2007 L’altra campagna, una serie di comizi ed eventi in tutto il Paese, come quella svolta l’anno scorso durante la campagna elettorale per le presidenziali. In proposito gli zapatisti hanno rivolto ai settori indigeni e agli operai di sommarsi alla loro lotta “anticapitalista”.