Per non dimenticare

Il tribunale militare della  Spezia ha condannato all’ergastolo dieci dei 17 imputati (tutti  contumaci) per la strage nazista di Marzabotto. Gli altri sette  sono stati assolti per non aver commesso il fatto. La camera di  consiglio è durata quattro ore e 45 minuti.

Ipse dixit

“Le operazioni di combattimento importanti sono finite in  Iraq. Nella battaglia dell’Iraq, gli Stati Uniti e i suoi  alleati hanno prevalso”. (1 Maggio 2003, dal ponte della  portaerei Lincoln, davanti allo striscione Missione Compiuta)
“La gente non può aspettarsi violenza zero dall’Iraq. Non  accadrà mai” (14 Giugno 2006, Casa Bianca)
“Manterremo la rotta. Aiuteremo la giovane democrazia  irachena a trionfare. Sarà un importante trionfo ideologico nella grande lotta del vetunesimo Secolo” (30 Agosto 2006, Salt Lake  City)
“E’ mia responsabilità dare agli americani una valutazione  sincera di quanto sta accadendo in Iraq. Stiamo vincendo” (25  Ottobre 2006, Casa Bianca)
“Non stiamo vincendo, non stiamo perdendo” (19 Dicembre  2006, Casa Bianca)

Notizia di servizio 2

Posta di nuovo funzionante. Potenza del blog. Visto che funziona: è possibile riuscire a sapere quali sono le ricerche effettuate sulla rete? Date cinque parole (nella fattispecie patologie generiche) ci sono strumenti per sapere quali sono quelle che richiamano maggiore attenzione?

Senza titolo

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Talmente precari da non poter nemmeno finire una scritta sul muro. Lo scatto è di Luigi Matteo Carretta (e gode quindi di un solenne copyright). L’autore della scritta, in via Sacripanti, è stato beccato in flagrante e denunciato. La non compiutezza rende comunque immortale – almeno per i prossimi sette-otto giorni, il tempo massimo per l’immortalità in questo tempo precario – lo scatto. C’è tutta l’oscenità della discontinuità: che se nell’informatica è un valore nella relazione con la realtà diventa una schiavitù. Solo bianco e nero, solo zero e uno. Senza più nessuna storia.

Succedono cose belle

Il più vecchio pastore  protestante della Nigeria, il reverendo Samuale Akinbode Sadela,  di 107 anni, si è sposato la settimana scorsa, in terze nozze,  con Christiana, di 30 anni. Lo si è appreso oggi da alcuni  parrocchiani.   Secondo i fedeli, il pastore ha dichiarato in occasione del  lieto evento che deve il suo vigore a Dio in persona. “Dio è  la mia forza. Sono pieno di forza e di energia”, avrebbe detto  il reverendo dopo la cerimonia svoltasi a Lagos.  Il pastore, fondatore della Gospel apostolic church, officia  da 75 anni. Si era sposato per la prima volta nel 1934 e in 21  anni di matrimonio aveva avuto dalla prima moglie sette figli,  tutti morti in giovane età. Dalla seconda moglie, sposata nel  1965 e morta nel 2001, aveva avuto quattro figli, di cui solo  due sono sopravvissuti.

Fin qui la notizia. La domanda: ai figli della coppia anzichè il battesimo magari non sarebbe meglio fargli un esorcismo?

Dal subcomandante Marcos

CITTA’ DEL MESSICO – Il subcomandante Marcos  ha assicurato oggi che, a 13 anni dalla insurrezione armata  dell’Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln), il  movimento “ha preso coscienza” che “ora la sua lotta è di  carattere collettivo” e punta alla rivendicazione dei diritti  delle etnie indigene e dei settori poveri del Messico. Marcos lo ha sostenuto oggi nel corso di un raduno degli  zapatisti, svoltosi nella comunità di Oventic, non lontano da  San Cristobal de la Casas, capoluogo del Chiapas, indetto per  celebrare un nuovo anniversario della ribellione. Il subcomandate inoltre ha sottolineato che “persistono  ancora molte delle condizioni che ci hanno spinto alla lotta 13  anni or sono” e che, se “i cattivi governi” di quel tempo  minacciarono di incarcerarlo o farlo scomparire, “oggi tornano  a farlo, ma non ci fermeranno”, “Continueremo la nostra lotta – ha assicurato Marcos -  poichè non abbiamo paura di morire lottando e proseguiremo con  i nostri programmi sia internamente che internazionalmente”. Ieri, in un raduno svoltosi nella piazza principale di San  Cristobal de la Casas, sia lui che gli altri dirigenti dell’Ezln  hanno annunciato che intraprenderanno anche nel 2007 L’altra  campagna, una serie di comizi ed eventi in tutto il Paese, come  quella svolta l’anno scorso durante la campagna elettorale per le presidenziali. In proposito gli zapatisti hanno rivolto ai  settori indigeni e agli operai di sommarsi alla loro lotta  “anticapitalista”.