Google-mania

Sto diventando googleomane. Chissà se si dice così. Comunque i servizi di Big G mi divertono e mi piacciono. Ora spero di usarli anche. Ma qualcuno mi sa spiegare perché se personalizzo la home page di Google sul sito italiano non c’è la possibilità di avere le previsioni del tempo di Ancona e invece se lo faccio sul sito .com sì? Mistero 2.0

Ritalia

Rilancio con convinzione, dal sito di Luca Conti, il progetto Ritalia. Mi sembra un modo utile e vorrei anche, tempi permettendo, partecipare. Tra l’altro, Giovi ha già del bel materiale per quanto riguarda le Marche. Quello che mi chiedo ma Gentiloni, sodale di Rutelli, non ha niente da dire?

La condanna per Srebrenica

La Serbia ha commesso genocidio in  Bosnia con l’operazione di Srebrenica che ha provocato circa  8.000 vittime. Questa la sentenza emessa oggi dalla Corte  internazionale di giustizia dell’Aja, il principale organo  giurisdizionale dell’Onu, letta dal presidente, l’inglese  Rosalyn Higgins.

I giudici si sono pronunciati su una  denuncia presentata da Sarajevo che ha accusato il regime di  Belgrado di “uccisioni, saccheggi, violenze, torture,  sequestri, detenzione illegale e sterminio” di cittadini non  serbi della Bosnia, la maggior parte dei quali civili. All’epoca della presentazione della denuncia, non era ancora  avvenuto l’eccidio di Srebrenica del luglio 1995, quando più di  ottomila tra uomini e ragazzi musulmani furono massacrati  dall’esercito serbo-bosniaco, ma il paese era sotto assedio e le  immagini delle condizioni dei detenuti nei campi di  concentramento serbi erano già tristemente note all’opinione  pubblica internazionale.

I giudici dell’Aja hanno, evidentemente, ampliato il periodo  preso in esame per emettere il loro verdetto e non escludere  quello che è considerato il più grave massacro dopo la seconda  guerra mondiale. Per evitare una sentenza di condanna la Serbia, nel maggio  scorso, aveva chiesto alla Corte di respingere la causa  intentata dalla Bosnia, dopo che in più occasioni politici serbo bosniaci avevano contestato anche la legalità e la legittimità della denuncia, poi invece confermata dalla stessa Corte dell’Aja.

Fin qui la notizia. Quello che la notizia non dice è dov’erano l’Onu e l’Europa e che cosa hanno fatto per evitare i massacri. Fino al finale indegno – o secondo alcuni conseguente – accettando e facendo accettare una divisione etnica come base degli stati che sono nati.

MarCamp the final cut

Diciamo che il primo aspetto da sottolineare è che il Marcamp si sia svolto nelle Marche (Ancona è un caso ma non l’ha capito solo Curzio Maltese). E’ importante perché, per quanto si parli di un altro luogo da vivere e, mi pare d’aver capito, soprattutto in cui vendere, contare delle teste che nascono, vivono e lavorano qui è sempre molto rassicurante. E’ la speranza che qualcosa possa cambiare.

Il secondo aspetto è, paradossalmente, l’esatto opposto: nell’altrove che esiste, e solo noi “provinciali” non ce ne siamo ancora del tutto accorti, la vita scorre veloce alla ricerca di contenuti di valore. Vuoi contribuire a creare questi contenuti? Avanti, c’è posto.

Terzo punto, appunto, il valore, che è quello che produce ogni forma di ricchezza (solo un cretino può pensare che gratis sia senza valore ma questo è un altro discorso). C’è una frase di Tombolini, bella da ricordare. I soldi? “O rubi o vendi”. Ma a differenza di prima, c’è la possibilità di vendere senza intermediari il prodotto del lavoro mentale, producendo direttamente per sè la ricchezza. Dopo millenni di alienazione di braccia e di menti, arriva il momento in cui è possibile usare braccia e menti per sè stessi. Una rivoluzione – questa sì 2.0 – dalle implicazioni splendide specie perché trenta anni dopo la rivoluzione 1.0. Quella che ci ha tatuato per sempre nell’orrore per la scomparsa dell’uomo che pensa.

Dopo il MarCamp: l’intervista 2.0

Ho un debito con molti di voi probabilmente anche se non lo sapete. Dunque, rimandando ancora una volta il commento ufficiale al MarCamp, m’è venuto in mente un modo per sdebitarmi. In pratica, voglio unire il barcamp alla z-list e pubblicare il tutto in un articolo sull’inserto domenicale del Corriere Adriatico.La lista la posso fare io ma non sarebbe nello spirito giusto (troppo 1.0). Dunque, la proposta è questa: qualche riga di commento sul Marcamp, magari in fondo a questo post, o come meglio vi aggrada, per entrare nella lista. Troppo facile? Non lo so. E’ un tentativo, vediamo come va a finire. Buon lavoro.

AGGIORNAMENTO: 15 e 30 del 28 febbraio. Pezzo chiuso, chi c’è, chi non c’è non c’è. PS mi sto divertendo

MarCamp

Ho trascorso qualche piacevolissima ora al MarCamp. Facce e idee che sono state una vera iniezione di entusiasmo. Prometto che pago l’upgrade del mio hosting per poterne scrivere di più. Intanto grazie a chi ha organizzato e a chi ha partecipato

MarCamp

Ci vediamo al MarCamp. Grande curiosità, mi pare di cogliere in giro, soprattutto per la fisicità dell’evento. Anch’io vado più per (ri)vedere persone che per ascoltare qualcosa. Anche perché tutto il programma manco l’ho capito. Se lo convinco – ma mi pare interessato – vorrei portarci mio figlio Giovannino ad annusare l’aria.Poi -ma qui mi riferisco al mio blog che ho scoperto essere “supercitatissimo” – non appena Saturno esce dal segno, parlerò di questo sovrumano silenzio…Baci a tutti