Un appello che è bene conoscere ed è meglio sottoscrivere e rilanciare. Per quanto mi riguarda l’ho inviato anche al blog del senatore Casoli. Non per particolare simpatia ma perché è l’unico che ho trovato di un parlamentare marchigiano che funzioni. Quello per esempio dell’onorevole Galeazzi è fermo da tempo.
Monthly Archives: marzo 2007
Giornalisti ancora senza contratto
“Il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti non è una questione che ha solo valore sindacale ma riguarda il tasso di civiltà di un Paese e riguarda la stessa possibilità di fare buona informazione”. Lo ha detto il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, intervenendo questo pomeriggio a Bari all’inaugurazione della nuova sede dell’Ordine regionale dei giornalisti e dell’Assostampa. Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri,il presidente nazionale dell’Ordine, Lorenzo Del Boca, e il presidente della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi. “La precarietà – ha detto ancora – è una delle malattie sociali più diffuse oggi e rimuoverla rappresenta una delle sfide più alte per la politica”. “La precarietà è particolarmente insidiosa – ha proseguito – quando interviene su professioni che fanno dell’esercizio critico un fattore costitutivo”. Secondo Bertinotti, “il contratto di lavoro dei giornalisti è un fatto che riguarda non solo la categoria, ma è un fatto pubblico, e la questione della precarietà è una questione più generale che riguarda il destino dei lavoratori del nostro Paese”. “Prima – ha concluso – era un fatto acclarato che quando scadeva un contratto si rinnovava; ora questa certezza non vale più e questo rappresenta un terreno di impegno per la politica e per le istituzioni, ferma restando l’autonomia delle parti sociali”. Peccato che proprio ieri i giornalisti abbiano deciso di continuare questa trattativa dando un altro mese di tempo agli editori prima di proclamare gli scioperi. Decisione che mi porta a dire che, probabilmente, a molti giornalisti preme di non rinnovare il contratto perché, probabilmente, sarà molto più brutto di quello attuale
Inchiesta sull’assenteismo all’Assam, alla Regione Marche nessun danno
Vi riporto di seguito un articolo di un collega, Lorenzo Sconocchini, uscito un po’ di tempo fa.
Le loro sorti di imputati per truffa e falso saranno decise nell’udienza del 31 ottobre, ma intanto i 25 dipendenti della Regione Marche accusati di assenteismo incassano un primo verdetto favorevole emesso dal datore di lavoro: la loro condotta, è il risultato di un’indagine interna, non avrebbe provocato alcun danno per l’ente pubblico. Poco importa se (stando a un’indagine della procura e della guardia di finanza) all’Assam e al Servizio Agricoltura della Regione vigesse la comoda prassi di farsi timbrare il badge smarcatempo dai colleghi, come sarebbe documentato anche dalle riprese di una telecamera nascosta. La Regione, uscita la notizia della mancata partecipazione all’udienza preliminare, in una nota ha chiarito “che l’Avvocatura regionale non ha ritenuto di patrocinare la costituzione di parte civile dell’ente perché non vi erano i presupposti”. Prima ancora che decidano i giudici, a Palazzo Raffaello evidentemente bastano e avanzano i risultati “di una preliminare indagine amministrativa interna”, disposta da Assam e Regione “per verificare la sussistenza di un danno provocato dai soggetti indagati. Le relazioni dei dirigenti incaricati hanno concluso per l’insussistenza di un danno per l’Ente”. Sarà interessante vedere se la pensa allo stesso modo la procura della Corte dei conti, che ha già acquisto gli atti dell’inchiesta nei confronti dei 25 dipendenti, venti dell’Assam, quattro del servizio decentrato Agricoltura e un addetto alla Promozione Internazionalizzazione. “La Regione comunque – si legge nella nota – per i profili attinenti il rapporto di lavoro dei dipendenti coinvolti, ha la possibilità di intraprendere l’azione disciplinare, in applicazione del contratto collettivo di lavoro, dopo l’emanazione della sentenza definitiva del processo penale”.
La questione è tornata d’attualità perché anche ieri, in occasione dell’udienza preliminare, la Regione non s’è costituita parte civile. E’ ovvio che nessuno è colpevole fino alla condanna definitiva ma un minimo di tutela, se non altro per un possibile danno d’immagine, sarebbe stato gradito. Specie a chi, come me, paga perché questi signori lavorino. Un’altra occasione persa per essere dalla parte dei cittadini
Intervallo
Photogallery? No grazie
Alcuni miei cari amici hanno sottolineato negativamente che nel nuovo template del blog, è scomparsa la mia foto. Personalizzava, era un segno grafico distintivo, ecc. ecc. Ne è nato, via mail, un dibattito. Critiche condivisibili, anche perché venute da persone distanti e qualificate, finito con una serie di consigli. Dai non ricevibili (“fai una photogallery) a quello accettato: inserire una foto nella pagina “Eccomi”. Ma siccome il cliente ha sempre ragione, Paolo Pieralisi ha pensato bene di gelarmi con una didascalia meravigliosa che merita, non solo una citazione, ma anche un forte abbraccio, tanto è centrata. “Un mix tra spy story, paparazzi e un indostano a N.Y.”. Complimenti.
Defecatio matutina
Defecatio matutina bona tamquam medicina. Detto latino che sottolinea l’importanza di cominciare la giornata liberandosi di ogni scoria pregressa. Soprattutto utile, come nel mio caso, perché consente una rassegna stampa del tutto casuale, determinata dalla stratificazione degli interessi nella mia famiglia. Oggi, davanti alla tazza, c’erano tre Diabolik, un Auto Oggi, la Settimana Enigmistica e due libri: “La città delle reti” di Manuel Castells e “I pensieri oziosi di un ozioso”di Jerome K.Jerome. Da cui, aperto a caso, traggo una massima: “I bambini, strane creaturine! Sono commedianti inconsapevoli, sul grande palcoscenico della vita. Essi portano una nota allegra nel dramma troppo cupo della vita. Ciascuno di essi, è una piccola ma ben decisa opposizione all’ordine del mondo in generale, e fa continuamente le cose sbagliate al momento sbagliato, nel luogo sbagliato e in modo sbagliato”. Chissà perché mi ha così colpito.
Ambiente e informatica
Leggo, qui su Punto Informatico, dove trovate anche il link per la relazione originale, un interessante spunto su ambiente e informatica. La tesi, in soldoni, condotta da un ente ministeriale inglese, è che i sistemi Linux consentono un risparmio ambientale perché meno esosi di risorse e meno soggetti a cambiamenti. La domanda che mi viene: si possono riciclare i bit?
Diario
Un piccolo break, per fare il punto. Alla fine di un periodo abbastanza incasinato. A casa, siamo nella fase “fine dell’inverno” anche se le previsioni sono inclementi, per cui si comincia a pensare a un po’ di vacanze, anche perché i ritmi pressanti, che condizionano pure i bambini, determinano un po’ di stanchezza. A proposito, chi conosce appartamenti e bed&breakfast nella zona di Amsterdam, faccia un fischio. Stamattina, Giovannino videochattava con una sua amica e Nicolino prendeva a cazzotti un ladro sulla PS. Unzò… Al lavoro mi sto riprendendo dalla brutta botta della mancata promozione. Apprezzo il mancato trasferimento, che comunque avrebbe peggiorato una situazione tutto sommato agevole, ma il resto no. Comunque, mi sto impegnando per non rendere inutile la mia presenza qui. Sto lavorando molto con il pc, wordpress, joomla e mambo. Ho registrato un nuovo dominio (danieli.name) con cui vorrei far giocare Giovanni. Vedremo. A differenza di quando ero giovane, sto rivalutando la vita associativa con Le Cento Città e Ancona Cives a cui sto realizzando un sito. Gironzolo per la rete, oggi ho scoperto un blog che mi piace. Eccolo. Tra i lavori pure in itinere, una giornata dedicata al 77 con Carloi. Anche se avevo promesso di non parlare del 77 quest’anno. Ogni tanto, penso. Cioè voglio dire, capita anche a me. Oggi Aldo Nove ha scritto un bellissimo testo su John Belushi, di cui cito una citazione. Di Osho. “La vita è come una pozione mortale. Se l’assaggi una volta il tuo destino è segnato”. Ecco, appunto.
AGGIORNAMENTO – Ho fatto leggere a Patrizia l’articolo di Nove. Secondo lei è intriso di mediocre banalità.
L’utopia, la visione
La società dell’immagine che cancella la visione. Così scompare l’utopia. Suggestioni, più che cronaca, dell’incontro con Valeriano Trubbiani, artista celebrato ieri da una bella iniziativa delle Cento Città. E’ un po’ come la memoria che si perde con il crescere della capacità di immagazzinare dati nelle memorie magnetiche. Nell’epoca del tutto visto, solo la parola liberata dalla schiavitù del non-senso, assume il valore della liberazione. Ma, ormai, è troppo tardi.
La Cina e i cattolici
Oggi in Cina i cattolici (che nel 1949 erano meno di 4 milioni) sono, secondo “statistiche attendibili”, circa 12 milioni, tra Chiesa patriottica ufficiale e chiesa clandestina (fedele al Papa); i sacerdoti sono 2.500 e le suore 4.800, in maggioranza “giovani e operanti in comunità riconosciute”. I dati sono stati resi noti dal prof. Angelo Lazzarotto del Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime) ed esperto di cristianesimo nella Cina contemporanea, oggi a Macerata, durante il convegno “Chiesa e Cina nel Novecento”, intitolato al gesuita maceratese padre Matteo Ricci.
Secondo Lazzarotto, “ci sono 14 seminari maggiori con 640 giovani che si preparano al sacerdozio, ma varie centinaia studiano anche nei 10 seminari clandestini. Le giovani suore in formazione (nei 40 noviziati) sono circa 1.200; ma anche per le suore si parla di una ventina di noviziati clandestini”. I rapporti tra Chiesa e Cina in questo momento – ha sottolineato – sono in una fase “di pausa e di riflessione”, per cui c’è grande attesa per lo speciale messaggio che papa Benedetto XVI invierà alla Cina in occasione della Pasqua. Messaggio che fa seguito al comunicato del gennaio scorso in cui si esprimeva “la volontà della Santa Sede di proseguire il cammino di un dialogo rispettoso e costruttivo con le autorità governative (della Repubblica popolare cinese) per superare le incomprensioni del passato” e per “lavorare insieme per il bene del popolo cinese e per la pace nel mondo”.
Nella sessione odierna del convegno – a cui partecipano esperti di tutto il mondo e vari accademici cinesi – si è parlato dell’influenza del Concilio Vaticano II sulla Chiesa in Cina, delle trasformazioni politiche e ideologiche del partito comunista cinese dagli anni Ottanta ad oggi e, su un versante più strettamente storico, della storiografia delle missioni e delle chiese protestanti, dei centri di studio cinesi sul Cristianesimo.