Ho tradito questo blog. Accade. In realtà sto cercando di aggregare dei feed rss su un altro blog, direi con risultati alterni. Anzi se qualcuno mi vuole dare qualche idea. Ho provato feedwordpress ma mi pubblica tutto l’articolo quando io vorrei solo il titolo. Sto provando wp-rssimport ma non mi funziona. Altre proposte?
Monthly Archives: aprile 2007
25 aprile
Stamattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
stamattina mi sono alzato
e ci ho trovato l’invasor.
O partigiano, portami via
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
o partigiano, portami via
che mi sento di morir.
E se muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e se muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.
Seppellire lassù in montagna
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
seppellire lassù in montagna
sotto l’ombra di un bel fior.
E le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
e diranno: o che bel fior!.
E” questo il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao
bella ciao ciao ciao
è questo il fiore del partigiano
morto per la libertà
L’onorevole e la polizia stradale
L’onorevole Massimo Vannucci ha ieri diffuso un ampio comunicato per dire che grazie ai suoi uffici un serial tv dedicato alla polizia stradale sarà girato nelle Marche. Ora io capisco che la sindrome da abbandono dopo Firenze possa aver provocato qualche problema, ma l’enfasi m’è parsa quanto meno eccessiva. Specie se confrontata ai silenzi dopo l’allarme dei vigili del fuoco ormai costretti a chiudere distaccamenti in provincia a causa della carenza di personale e l’incontro tra il Siulp e il questore di Ancona in cui il sindacato di polizia ha chiesto di non destinare gli agenti delle Volanti a rilevare incidenti stradali. E’ una previsione di legge, invero delirante. A quando l’annuncio di Vannucci che arriveranno i rinforzi nelle Marche? Ma quelli veri, non quelli televisivi.
Una chiave per liberare Rahmatullah Hanefi
Conversazionidalbasso Pesaro 3
Tre, passo e chiudo.
Ho apprezzato molto l’aggregazione spontanea dell’incontro di Pesaro dettata non solo dagli interessi ma anche da motivi generazionali. Così sono finito a fare gruppo con due informatici, io che non è che proprio della materia mastichi molto. Punti di vista comunque originali e notevoli in una giornata tutta dedicata ai contenuti. Tra l’altro ho scoperto che a Torino non c’è più la nebbia e che, sempre nella ex capitale, la musica brasiliana sta soppiantando la musica cubana e che la bonifica di Mirafiori la pagheremo tutti.
Direi che ognuno ha apprezzato molto quello che è venuto a sentire. Almeno al mattino, perché di pomeriggio sono tornato a fare il babbo, perdendo con rammarico interventi a cui pure tenevo, specie quello di Luca Conti. Va da sè che l’intervento di Massimo Russo m’ha aperto il cuore. Struggente passione per una professione necessaria in democrazia e efficace competenza nel configurare un futuro di condivisione dei media che abbia al centro dell’agenda informativa il racconto della realtà. Ho trovato molte (moltissime) cose, sentite, pensate, dette, ma con una sistematicità straordinaria e per me del tutta nuova. Bravo davvero. Poi se la prossima volta l’intervento dura 10 minuti di meno è meglio. E vabbè un po’ di critica andrà pure fatta, se non mi riduco come quegli sciagurati che si stanno a rifare il pantheon. Fabio Giglietto ha promesso di condividere la presentazione, spero che lo faccia al più presto.
Live blogging. C’ho provato, giuro. Non fa per me. Forse è una questione di formazione/deformazione. Non andrei mai a una conferenza stampa con il notebook così come non farei mai a meno di penna e taccuino. Non lo so, personalmente trovo difficile da digerire il colpo d’occhio di un relatore che parla a una distesa di notebook aperti. Si perde di concentrazione, non si colgono le sfumature, si ritiene solo una piccola parte di quello che viene comunicato. Sono molto meno che 1.0. Poi il wifi che funziona è comunque una figata. In conclusione c’è un’idea di proseguire conversazionidalbasso che ho proposto agli organizzatori che forse andrà avanti. Non perdiamoci di vista.
Conversazionidalbasso Pesaro 2
Il tema di Granieri è stimolante specie laddove declina le necessità della credibilità. Quello che non è chiaro è che non è, non può essere, il media a garantire la credibilità. Il problema del falso è sempre esistito, eppure la gente non ha smesso di abboccare a messaggi fuorvianti, anche quando distinguere poteva essere facilissimo. Nota personale: la storia delle generazioni e dei media è da riprendere. Granieri ha citato una slide di de Kerckhove.
Conversazionidalbasso Pesaro 1
Quel vibratore è una bomba
Un pacco sospetto che ha fatto scattare un allarme bomba e l’evacuazione del centro di smistamento postale presso l’aeroporto di Auckland, in Nuova Zelanda, era solo un giocattolo sessuale, un vibratore. Una macchina a raggi X dell’aeroporto, riferisce oggi il New Zealand Herald, aveva rivelato la presenza di cavi elettrici sospetti nel pacchetto proveniente dalla Cina, martedì scorso. Il personale aveva deciso, contrariamente alle norme di sicurezza, di riporre il pacchetto in una cassaforte anti-esplosivi, anzichè notificare immediatamente i servizi di emergenza. I servizi stessi, avvertiti solo la mattina dopo, hanno fatto evacuare il centro postale ma infine la bomba è stata identificata come un innocuo vibratore. Il servizio dogane ha avviato un’indagine per accertare come mai i servizi di emergenza non siano stati avvertiti subito, e una possibile bomba sia stata lasciata in aeroporto per più di 24 ore. “E’ inutile dire che le procedure operative esistono per una buona ragione, e che in questo caso non sono state seguite”, ha dichiarato di locale direttore delle dogane, Simon Williamson. “Dobbiamo essere sicuri che un incidente del genere non si ripeta in futuro”, ha aggiunto.
Diario senza link
Non sono in sciopero come i colleghi di Repubblica ai quali vanno solidarietà e invidia. Io non so se potrei permettermi sette giorni di sciopero. Credo che, al di là della rivendicazione editoriale, ci sia anche un’importante presa di posizione per la vertenza nazionale. In questo senso, con le dovute eccezioni, le redazioni stanno soppiantando il sindacato impantanato a difendere non si sa che cosa in vista delle elezioni. Ma il tema del sindacato merita un post a sè.
Scrivo poco sul blog e molto sul giornale. Poi un po’ di altra attività (riviste, associazioni e presentazioni nonchè moglie e famiglia che, notoriamente,sono due cose differenti), così il blog resta bianco. Che fa il paio con alcune riflessioni, mie ma soprattutto di altri, su questo media, dalla natura benigna, ma difficilmente collocabile. Complice o avversario della società dello spettacolo? Complice, ovviamente, il che non vuol dire che non sia una strada straordinaria da percorrere. Sono curioso di sentire domani a Pesaro.
Di cronaca, vorrei ricordare la tragedia di Adjmal Nashkbandi, l’interprete afgano di Daniele Mastrogiacomo. Anche la vicenda di Rahmatullah Hanefi è ormai caduta nel silenzio. Mi sento una merda a vivere in un mondo così. Così come sono da merda, ma sincerità impone di riferirle,le considerazioni sulla strage di Virginia Tech. I morti sono tutti uguali, e un morto è sempre una tragedia, intima e sociale. Ma i massacri di civili in altre parti del mondo, non hanno la stessa visibilità di quanto accaduto negli States. Eppure, la strage nella Norris Hall è la logica conseguenza di un sistema che tutti gli americani, dopo il massacro, hanno difeso.
Non riesco ad appassionarmi alla vicenda Telecom, eppure so che dovrei, non fosse altro per difendere la neutralità dei miei bit. Direi che ne esce a pezzi il sistema Paese, nel suo complesso. Politici e imprenditori che baruffano e che andrebbero resettati del tutto. Con ciò sapendo che ci sono ottimi politici e ottimi imprenditori. Probabilmente non si occupano della vicenda Telecom. Oppure è vera la tesi (di Travaglio?) che per avere responsabilità in questo Paese bisogna essere ricattabili.
Il Bologna sta andando maluccio e questo mi dispiace. Per coerenza, anche qui,s’impone un reset, che va al di là dell’esonero di Ulivieri. Persona straordinaria ma troppo vecchio. Largo ai giovani. Una cattiveria, in tema calcistico: Europei in Polonia e Ucraina? Benissimo, gli inviati hanno festeggiato. Le mignotte costano molto meno.
Marche. In tre giorni abbiamo scoperto che siamo la regione meno produttiva (fonte Sole 24 ore), il modello economico virtuoso a livello nazionale (Censis), e che l’evasione fiscale è quadruplicata in un anno. Non ho problemi a dire che siano vere tutte e tre, ma mescolando il tutto viene fuori un quadro disarmante.
Ancona. Si parla di prg. Intenzioni apprezzabili, temo che i risultati partoriranno un topolino, visto che alla prima assemblea la richiesta dei commercianti è quelladi far acquistare al Comune i banchi del mercato ambulante altrimenti li comprano i cinesi (che intanto si stanno comprando il porto ma al commerciante non far sapere…). Certo anche per un amministratore non deve essere facile avere interlocutori del genere. O forse la connessione è più diretta e l’uno è la conseguenza dell’altra.
Et de hoc satis.
Luxluna, sulle ali di Anomolo
Giovedì 19 marzo al Thermos di Ancona, con inizio alle ore 22,00, concerto dei Luxluna, band marchigiana prodotta dalla ormai popolare etichetta discografica copy-free Anomolo. Con il recente “Borgoapocalisse”, loro terza pubblicazione ufficiale, sono riusciti a superare i limiti dovuti alla mancanza di un supporto fisico in distribuzione (Anomolo diffonde le proprie produzioni esclusivamente sul web). E’ bastata infatti la rete in questo caso a regalare loro quasi 1000 album scaricati in pochi mesi e recensioni entusiastiche dalle maggiori testate nazionali. Segnale evidente di cambiamento ma anche della qualità indiscussa della formazione che dal vivo raddoppia le dosi con un live travolgente e coinvolgente. In attesa del tour ufficiale che partirà a settembre ecco un’anteprima
della loro performance. Tutti gli album dei Luxluna sono scaricabili gratuitamente dal sito dell’etichetta all’indirizzo www.anomolo.com.

