77 2.0, le comunanze

Piacevolissima serata a Grottammare e interessantissimo progetto quello sulle comunanze picene. Tre cose da fissare. L’esordio infelice. Smettetela di chiamarmi se l’invito è direttamente proporzionale alle aspettative di spazio sul giornale. Farò un disclaimer ufficiale in questo senso. Due: il pessimismo. Deriva dal fatto che anzichè fare i progetti (l’azione così cara a Carlo) siamo ancora in giro a spiegare che cosa si possa fare sulla rete. C’è un ritardo incredibile, anche nei decisori più sensibili. Tre, la cena simpaticissima dove ho conosciuto Gianfranco e Mario, due persone davvero notevoli. Ciascuno per il suo verso.

P-chan, il bravo pappagallo

TOKYO – Avventura metropolitana a lieto fine  per un piccolo pappagallo giapponese che, volato incautamente  dalla gabbia e subito smarritosi, è riuscito a ritrovare la via  di casa grazie alle proprie capacità comunicative, con le quali  ha potuto riferire a un passante il proprio indirizzo ed essere  tratto in salvo. Il curioso episodio, accaduto alcuni giorni fa in una  cittadina nell’isola centrale di Shikoku, è stato riferito oggi con dovizia di particolari dalla stampa nipponica.

Il volatile, battezzato P-chan, aveva approfittato di un  attimo di distrazione della padrona, una pensionata ottantunenne  con la passione per gli animali, fuggendo dalla gabbia e  librandosi in volo senza una meta precisa. Raccolto da un  signore di 54 anni in un parco a un chilometro di distanza da  casa, P-chan aveva iniziato a emettere suoni non solo simili a  parole umane, ma addirittura riconducibili a un vero e proprio  indirizzo, con tanto di quartiere e numero civico.

Il salvatore del volatile, che ha impiegato una decina di  giorni per decifrarne la parlata, ha creduto senza scomporsi  nell’intelligenza dell’animale e si è recato all’indirizzo in  questione: tra lo stupore di tutti gli umani presenti si è  così conclusa felicemente l’avventura extra gabbia di P-chan,  il pappagallo eloquente con il pallino della topografia.

I titolisti di Repubblica

C’è stato un gran dibattito sui titoli dei giornali on line e sulla necessità che siano scritti in modo da essere catturati dai motori di ricerca (dal motore di ricerca?). Qui e qui ce ne sono tracce. C’è anche il fenomeno inverso: i titoli dei giornali che richiamano al web. L’ultimo è di questa mattina sulla Repubblica, pagina 45. “Di anomolo ci siamo solo noi” dice Lele Oriali. Invece no, l’ anomolo originale è sulla rete.