La botta

No, tranquilli. Le elezioni non c’entrano. I due giorni di silenzio dipendono dall’influenza. O meglio da una fastidiosa bronchite che questa mattina ho convertito in tre giorni di malattia.

Programma dei 3 giorni: mettere a posto lo studio; inserire quanti più libri possibile su anobii; sistemare il software di connessione telefonica; orgia di basket e Csi in tv.

Per quanto riguarda le elezioni, non ci ho proprio azzeccato (il ballottaggio non ci sarà), ma ci sono andato vicino. Soprattutto era intercettabilissima la traccia che portava all’astensione. La cosa più drammatica è che sicuramente l’hanno sentita tutti: e allora perché non cambiare qualcosa?

Ora stanno tentando di ingarbugliare le cose, dicendo che è un voto contro il Pd. Ovviamente no, è un voto contro il modo in cui viene fatto da persone che non ne volevano sapere e che all’improvviso ne diventano i paladini.

Il sindaco lancia il partito dei sindaci: poteva non farlo? Meglio allora Chiamparino che dice un percorso federale e dal basso per il Pd. Il partito dei sindaci è invece l’ennesima riproposizione della casta e soprattutto è inutile se non sarà accompagnato da una serie ridefinizione di ambiti e di competenze tra cui appare ineludibile la soppressione delle province.

Comuni più grandi: ad Ancona ne basterebbero quattro (Ancona, Senigallia, Jesi e Fabriano); che accorpano tutte le funzioni ora sparse per enti, società e consorzi. Funzioni direttamente collegate alle risorse dell’Unione europea (che sta scegliendo le aree funzionali), del Governo e della Regione che potrà finalmente programmare. E basta.

Allerta meteo

ANCONA – Piogge, grandinate e vento forte  sono previsti fino alla serata di domani, lunedì, nelle Marche.  La Protezione civile regionale ha diffuso un avviso di  condizioni meteo avverse, dovute al transito di una saccatura  atlantica sul versante medio Adriatico. Le precipitazioni potranno interessare tutta la regione,  mentre il vento, proveniente da sud ovest, spazzerà in  particolare le zone interne, con velocità medie fra i 40 e i 50  chilometri orari. Le temperature sono in diminuzione.

Proprio nel giorno delle elezioni. Sarà un caso o è antipolitica?

Elezioni,riflessioni,pipponi

Attivi, realisti, dinamici ma anche rispettosi della legge dell’armonia profonda. Lo dice l’oroscopo del mio segno. Un oroscopo, per la cronaca di Marco Pesatori (così per una volta evito di dire che ho letto D anche oggi), che faccio fatica a capire. No, non quello di oggi. In genere, non lo capisco proprio. E comunque lo leggo. Perché è molto evocativo, letterario, talora stronzo. Proprio come piace a me.

Non so che serata è. Se Ellroy fosse qui, direbbe di assi e di otto, quelle mani che puoi passare o giocare alla pari. E’ che a differenza degli altri giorni ho più tempo a disposizione in vista della chiusura, il turno fino a mezzanotte. Il secondo della settimana. E allora ritorna un po’ la voglia di scrivere.

Potrei scrivere del doppio turno elettorale di domani. E se per l’Ordine non ho grossi problemi (la mia quaterna, già annunciata da tempo, è Patrizi-Damiani-Ciarrocchi-Pallotta), sulle Provinciali il non andare a votare sta decisamente prendendo il sopravvento. Il risultato della riflessione mi porta a una valutazione negativa di me stesso: quando c’è il rischio di perdere vado a votare; quando, come in questo caso, sono ininfluente non ci vado. Allora è vero che voti più contro che a favore. Tant’è. L’astensione è comunque il mood prevalente.

Potrei parlare di quanto mi stia divertendo e quanto stia imparando sulla rete. Qualche traccia ne vedete su questa pagina. Noto che molti commentano le proprie esperienze sulla rete; io faccio fatico a farlo. A, perché penso che comunque ci sia chi ne sa più di me e in questo caso la rete offre il vantaggio di non doversi ripetere. B, penso che quello che mi piace, lo lascio comunque in mostra, sul blog. Voglio dire, se vedete la libreria di anobii, vuol dire che la uso e che mi piace. Se tolgo, la finestrella di twitter, vuol dire che twitter m’ha triturato le palle. Se cercate le mie foto con l’asciugamano, andate direttamente su flickr. Non c’è bisogno di metterle in bella mostra. E così via. C’è bisogno di aggiungere altro?

anobii per me ha un grandissimo pregio: riconciliarmi con i libri. Ci pensavo, qualche post fa, quando ho elencato i libri che avevo acquistato (due su quattro sono andati, sto a metà del terzo). Dal pensiero dei libri a al loro rapporto con la rete, a trovare un sistema così bello di condivisione, il passo è stato breve. Trasferire parte della propria esperienza e la ricerca delle soluzioni sulla rete sta diventando un abito sempre più frequente. E’ l’aspetto che prediligo di questa fase e che ho ammirato molto, per esempio, in Antonio Tombolini, quando mi ha raccontato di iLiad. Il resoconto lo trovate domani sul giornale.

Il pezzo su Antonio m’ha anche restituito un po’ di gioia nel fare questo lavoro nel mio giornale. Come dappertutto gli spazi vanno conquistati nell’indifferenza totale. Abituarsi non è un bel segno, ma come al solito non si può gettare la spugna.

Minchia, che pippone che sta diventando questo post. Chissà se è meglio spezzarlo in più interventi. Zero voglia. Chi comunque è arrivato fin qui ha tutta la mia stima e la mia meraviglia. Grazie di cuore.

I ricordi

Due ricordi affiorati oggi. Un testo di Lucio Dalla che avevo erroneamente attribuito a Roberto Roversi.

Siamo noi, siamo in tanti
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare.

Poi, il cineocchio di Pier Vittorio Tondelli alla fine di Autobahn in Altri Libertini. Forse perché oggi ho ripreso mano il libro, alla ricerca di un codice, che ovviamente non c’era, anche perché ho scoperto di essere un fortunato possessore di una prima edizione. Questo in rete non c’è, io non ho voglia di scriverlo, quindi dovete leggere tutto il libro.

Infine, stamattina Ivano Fossati da Feltrinelli.

Avatar, amenità e identità

Leggevo qualche sera fa un post dedicato a un progetto di realizzare una beauty farm in una fabbrica al porto di Ancona che è andata a fuoco e i cui cento operai sono stati licenziati. Stamattina mi chiama un amico per raccomandarmi il consueto comunicato e, parlando, viene fuori il discorso sui blog e mi suggerisce di leggere un bell’intervento sul sito di un’associazione.

La sorpresa è che il post, firma a parte, è il medesimo. E fin qui niente di male anche se resta difficile capire perché scegliersi due nomi diversi. Qua Peggy, là Luna. A meno che lo pseudonimo non dipenda dal blog ospitante. Peggy per quello che sponsorizza il Partito democratico, Luna quello della Sinistra europea.

Conclusione: di qua e di là, sono le stesse persone, dicono le stesse cose, cambiano solo i nomi.

E non dite che è antipolitica.

PS per luna/peggy: apri un blog, con nome e cognome. E’ facilissimo, divertente e, talora, più coerente.

AGGIORNAMENTO: mi dice una collega che l’impressione del post è che io ce l’abbia con l’autrice del testo. Il che ovviamente non è. Aggiungo dunque queste righe per dire che l’invito al blogging è serio e autentico al punto da mettere la mia (poca) competenza a disposizione. La presa di distanza è rispetto a forme politiche che utilizzano strumenti nuovi e fanno cose vecchie. Scusate se non sono stato chiaro.

Il soldatino nel deserto dei Tartari

Vorrei rivalutare una categoria di persone in queste momento particolarmente invisa. Quella dei segretari di partito. Oggi è arrivato in redazione un accorato appello di uno di questi soggetti. Non importa quale, nè che cosa dicesse. Comunque non diceva niente, se non un ragionamento strampalato sul fatto se le amministrative fossero o non fossero un segnale per il governo. Io sono certo che nessuna persona normale manderebbe mai in giro un documento del genere credendo di essere preso sul serio. In altre parole, ritengo che lui scriva quelle cose sapendo che il fax o la mail saranno immediatamente cestinati senza nemmeno passare dal via. Lo sa perché conosce i meccanismi della comunicazione, conosce le esigenze della cronaca locale, e così via. Eppure, scrive e manda lo stesso il comunicato. E lì è scattata l’ammirazione. Di questo giovane soldatino, nell’avamposto della politica, chiamato con il suo impegno e il suo lavoro a salvare il mondo dal baratro della non comprensione. Giuro, non è una presa in giro, ho pensato davvero a questa figura con grande rispetto e ammirazione. Poi, dopo pochi secondi, sono tornato normale e l’ho regolarmente mandato affanculo.

Ordine dei giornalisti – I risultati

Sono stato eletto al primo turno nel Consiglio dei revisori dei conti dell’Ordine dei giornalisti delle Marche. Qui i risultati completi. Davvero un bel risultato di cui ovviamente ringrazio tutti i colleghi, ben 79, che mi hanno scelto. Come si dice in queste occasioni: non è finita. Eletti per il Consiglio, al primo turno, il presidente uscente Rossetti e il segretario uscente Fabrizi, per gli altri quattro posti s’andrà al ballottaggio. E’ importante continuare a sostenere il  progetto andando a votare anche domenica prossima. I nomi sono i primi quattro nella lista: Damiani, Patrizi, Ciarrocchi, Pallotta.