Per un Ordine riformato
in difesa dell’autonomia professionale
e della libertà di informare
Premessa
La legge professionale, anche se vecchia e di difficile applicazione, è l’ultimo baluardo a difesa dell’autonomia, messa seriamente a rischio da un’offensiva senza precedenti degli editori con l’avallo della Politica: dilaga il precariato nelle redazioni; i partiti pensano a leggi per limitare il diritto di cronaca; la pubblicità invade gli spazi dell’informazione. L’Ordine va difeso rafforzando la sua credibilità e le sue funzioni. Un Ordine forte e autorevole che difenda la professione e sappia contrastare il disegno degli editori che vogliono trasformare i giornalisti in impiegati al computer o assemblatori di materiali della rete senza regole etiche. La legge istitutiva è il perno dell’autonomia dei giornalisti (l’editore non può impartire al direttore disposizioni in contrasto con la deontologia professionale e il direttore stesso deve garantire l’autonomia del collettivo redazionale)
Impegno su più fronti
Il nuovo Consiglio dovrà impegnarsi su più fronti. In sede nazionale per una riforma radicale della legge che preveda alcuni punti essenziali:
· garantisca il titolo di giornalista e l’accesso all’Albo a coloro che svolgono attività giornalistica esclusiva e a tempo pieno;
· riduca drasticamente il numero dei Consiglieri nazionali mantenendo il rapporto 2 a 1 fra professionisti e pubblicisti (45 consiglieri: 30 professionisti e 15 pubblicisti);
· snellisca le procedure dei procedimenti disciplinari, riducendo i gradi di giudizio;
· preveda un sistema di conciliazione (Giurì) per risolvere rapidamente il contrasto fra il giornalista e la persona danneggiata dall’articolo, in alternativa all’azione penale, civile o disciplinare. Un percorso veloce per ridurre la montagna di vertenze su giornalisti, direttori e aziende;
· assicuri un accesso alla professione certo, trasparente e meritocratico (Scuole di giornalismo biennali a numero chiuso o master autorizzati dall’Ordine), eliminando l’attuale potere assoluto degli editori che possono decidere a loro piacimento chi può fare il giornalista e chi no. Il Consiglio nazionale deve selezionare rigidamente le Scuole attraverso verifiche e controlli sull’attuazione dei programmi e sul rispetto del quadro di indirizzi; limitare nuovi riconoscimenti e chiudere le Scuole che non funzionano.
Sul piano regionale bisognerà lavorare per consolidare ruolo e credibilità acquisiti in questi anni, proseguendo l’impegno nel settore della formazione, in campo deontologico, nel rapporto con le istituzioni e il mondo della Scuola.
Programma di lavoro
I firmatari di questo programma si impegnano a lavorare per realizzare le seguenti iniziative:
· creazione di gruppi di lavoro su temi specifici (Radio e Tv sul Web; giornalismo on line; Uffici stampa e free lance; Osservatorio dell’editoria su Internet; Og Marche; rapporti con la Scuola; formazione, ecc.) coinvolgendo i colleghi che nel corso delle assemblee svolte in tutta la regione hanno dato la disponibilità a lavorare per l’Ordine. I gruppi saranno formati valorizzando attitudini, professionalità e competenze.
· Corsi di formazione soprattutto per i giovani (oltre i due fissi programmati annualmente all’Ifg di Urbino ad aprile o ottobre). Si intendono recepire le richieste per corsi a tema, da realizzare anche in sede locale.
· Rafforzamento del rapporto con le Scuole. Saranno organizzati corsi per “formare i formatori”, cioè per i colleghi che intendono impegnarsi nella collaborazione con le Scuole. L’Ordine metterà a disposizione dei vari Istituti un elenco di giornalisti che, dopo un’adeguata formazione, potranno realizzare i progetti richiesti dalla singole Scuole.
· Continuare il progetto per il Centro di documentazione sulla professione (biblioteca specialista su informazione e comunicazione) e per la Raccolta d’arte a tema su “Libertà di stampa” (esposizione permanente nella sede dell’Ordine; stampa di un catalogo; mostre con dibattiti da realizzare in diverse città della regione)
· Difesa della legalità deontologica contro chi pensa di ridurre i giornalisti a veicoli di pubblicità spacciata per notizia. Impegno per il rafforzamento dei valori etici.
· Crescita culturale e professionale dei colleghi attraverso interscambi con giornalisti stranieri: sono già stati allacciati rapporti con la Spagna e l’Unione Europea per visite di giornalisti marchigiani al Parlamento europeo e ad alcune realtà editoriali, economiche e turistiche della Spagna.
· Progetto comunicazione attraverso il Sito internet, il rilancio di Og Marche non solo come rivista di comunicazione interna, ma anche di immagine verso l’esterno (autorità, Associazioni, categorie, Ordini professionali, ecc.). Un gruppo di lavoro si occuperà della realizzazione e dell’autofinanziamento di Og Marche. Pubblicazione di un vademecum con carte e regole della professione da distribuire gratuitamente a tutti i nuovi iscritti.
· Miglioramento e ampliamento dei servizi verso i colleghi (convenzioni; sportello unico dell’informazione, ecc.).
· Osservatorio sul Pubblicismo: un punto di riferimento per i pubblicisti, per conoscere problemi, denunciare abusi e proporre possibili soluzioni.
· Difesa dell’Ifg di Urbino come struttura formativa di eccellenza, come esempio di collaborazione Ordine-Università, come patrimonio dell’intera categoria, come fonte di qualificazione e riqualificazione per chi aspira a entrare nel mondo del giornalismo, per chi c’è già e per chi spera di rientrarci (formazione permanente).
Il Consiglio uscente, i Consiglieri nazionali e il Collegio dei revisori si presentano al giudizio del colleghi per essere valutati sul lavoro svolto in questi anni e si ricandidano per completare le iniziative già avviate e per programmare quelle nuove attraverso un progetto di coinvolgimento dei colleghi più giovani che hanno dichiarato la loro disponibilità. Gruppi di lavoro e progetti finalizzati nascono anche con l’obiettivo, la speranza e la prospettiva di creare una nuova classe dirigente.
Questo programma è condiviso e sottoscritto anche da un ampio gruppo di colleghi pubblicisti che propongono i loro candidati. Se condividi queste idee e questo programma ti chiediamo di dare la tua preferenza ai colleghi qui sotto indicati:
Per il Consiglio regionale (Professionisti)
Gianni Rossetti (Rai)
Domenico Ciarrocchi (Corriere Adriatico)
Roberto Damiani (il Resto del Carlino)
Stefano Fabrizi (Corriere Adriatico)
Patrizio Patrizi (Il Messaggero)
Daniele Pallotta (Free lance – Uffici stampa)
Revisori dei Conti (Professionisti)
Edoardo Danieli (Corriere Adriatico)
Laura Borgognoni (Free lance – Uffici stampa)
Per il Consiglio nazionale (Professionisti)
Dario De Liberato (il Resto del Carlino – pensionato)
Franco Elisei (Il Messaggero)
Per il Consiglio regionale (Pubblicisti)
Luciano Gambucci (Vice Presidente uscente)
Nicola Di Francesco (Tesoriere uscente)
Luca Romagnoli (free lance)
Revisori dei Conti (Pubblicisti)
Egidio Montemezzo (Revisore dei conti uscente)
Per il Consiglio nazionale (Pubblicisti)
Aleandro Di Silvestre (Consigliere nazionale uscente).