Il gatto e la volpe

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Li riconoscete? L’unico indizio è il sigaro, sicuramente cubano. L’anno è il 1968. Se, già a maggio, hanno scassato a sufficienza con i 30 anni del 77, cosa succederà per i 40 anni del 68? L’Annunziata sta già scrivendo il libro che uscirà il 3 gennaio 2008. Vabbè, non c’entra. Un altro indizio: tanto sodali allora, quanto divisi adesso. Quello di destra è più facile. Anche se assomiglia a Lucio Battisti, è proprio lui. Massimo D’Alema, il primo presidente del consiglio italiano proveniente dal partito comunista. La foto l’ho trovata su Wikipedia, c’è un lungo disclaimer che ne liberalizza l’uso. Se è vero, giuro che ci faccio una maglietta. Altrimenti la tolgo anche dal blog.

Io lo so che vi state chiedendo se non ho un modo migliore di passare il sabato sera che non cercando notizie di Massimo D’Alema. La domanda non è pertinente. Mi serviva sapere quando è stato presidente del consiglio. Per la cronaca dal 21 ottobre 1998 al 25 aprile (giorno della Liberazione) 2000. Perché risale al discorso di insediamento una frase che ho trovato cercando notizie sul progetto Socrate. Eccola.

“E’ ormai del tutto evidente – ha detto il Presidente nel discorso pronunciato in Senato – che siamo di fronte a un processo votato a modificare in un futuro prossimo la natura dello sviluppo economico. Sta nascendo una nuova infrastruttura essenziale per la produzione, il lavoro, il commercio, l’educazione, il tempo libero. Vanno modificandosi abitudini e modalità di fruizione di servizi e consumi. Consideriamo questo capitolo prioritario e sarà nostro impegno presentare, in tempi brevi, un Piano d’azione nazionale sulla materia rispondendo positivamente alle sollecitazioni che giungono dalla stessa Commissione europea”.

Credo che si commenti da sè. Dieci anni buttati via. Arricchendo Telecom. Comunque del progetto Socrate c’è qualcosa in giro: per esempio Telecom nel 2000 dice che “le risorse di rete per il Multimediale (ex progetto Socrate) sono state allocate nell’aggregato Altre Attività”. Chissà che significa. La banda massima di allora dovrebbe essere minima adesso. Come D’Alema. Qualche città comunque l’ha utilizzata. Ho chiesto chiarimenti all’assessore D’Alessio. Vediamo come va a finire.

Ah, il secondo della foto è Fabio Mussi.

Cater raduno contro la mafia

Un’asta con dieci oggetti simbolo  della storia alla lotta alla mafia, battitore d’eccezione don  Luigi Ciotti, la vendita di una maglietta con una vignetta di  Vauro con scritto ‘La mafia mi sta strettà e un progetto di  solidarietà, tutto a favore della prima cooperativa di Libera  in Puglia che coltiva terre sottratte alla Sacra Corona Unita.  Queste alcune delle iniziative del Cater raduno 2007,  l’iniziativa della trasmissione di Radio2 Caterpillar che  quest’anno sarà in collaborazione con l’associazione contro le  mafie di don Ciotti.   L’iniziativa è stata presentata a Firenze all’interno di  Terra futura, mostra-convegno di buone pratiche di solidarietà  in corso fino a domenica alla Fortezza da Basso.   Il Cater raduno, giunto quest’anno alla decima edizione, si  svolgerà dall’11 al 17 giugno a Senigallia (Ancona). L’asta  sarà il 15 giugno. In programma ci sono anche i concerti dei  Nomadi e di Piero Pelù. Il ricavato di tutte le iniziative  sarà devoluto a favore della cooperativa pugliese che lotta per  la legalità.

Ordine dei giornalisti Marche – Il programma

Per un Ordine riformato
in difesa dell’autonomia professionale
e della libertà di informare

Premessa

La legge professionale, anche se vecchia e di difficile applicazione, è l’ultimo baluardo a difesa dell’autonomia, messa seriamente a rischio da un’offensiva senza precedenti degli editori con l’avallo della Politica: dilaga il precariato nelle redazioni; i partiti pensano a leggi per limitare il diritto di cronaca; la pubblicità invade gli spazi dell’informazione. L’Ordine va difeso rafforzando la sua credibilità e le sue funzioni. Un Ordine forte e autorevole che difenda la professione e sappia contrastare il disegno degli editori che vogliono trasformare i giornalisti in impiegati al computer o assemblatori di materiali della rete senza regole etiche. La legge istitutiva è il perno dell’autonomia dei giornalisti (l’editore non può impartire al direttore disposizioni in contrasto con la deontologia professionale e il direttore stesso deve garantire l’autonomia del collettivo redazionale)

Impegno su più fronti

Il nuovo Consiglio dovrà impegnarsi su più fronti. In sede nazionale per una riforma radicale della legge che preveda alcuni punti essenziali:
· garantisca il titolo di giornalista e l’accesso all’Albo a coloro che svolgono attività giornalistica esclusiva e a tempo pieno;
· riduca drasticamente il numero dei Consiglieri nazionali mantenendo il rapporto 2 a 1 fra professionisti e pubblicisti (45 consiglieri: 30 professionisti e 15 pubblicisti);
· snellisca le procedure dei procedimenti disciplinari, riducendo i gradi di giudizio;
· preveda un sistema di conciliazione (Giurì) per risolvere rapidamente il contrasto fra il giornalista e la persona danneggiata dall’articolo, in alternativa all’azione penale, civile o disciplinare. Un percorso veloce per ridurre la montagna di vertenze su giornalisti, direttori e aziende;
· assicuri un accesso alla professione certo, trasparente e meritocratico (Scuole di giornalismo biennali a numero chiuso o master autorizzati dall’Ordine), eliminando l’attuale potere assoluto degli editori che possono decidere a loro piacimento chi può fare il giornalista e chi no. Il Consiglio nazionale deve selezionare rigidamente le Scuole attraverso verifiche e controlli sull’attuazione dei programmi e sul rispetto del quadro di indirizzi; limitare nuovi riconoscimenti e chiudere le Scuole che non funzionano.

    Sul piano regionale bisognerà lavorare per consolidare ruolo e credibilità acquisiti in questi anni, proseguendo l’impegno nel settore della formazione, in campo deontologico, nel rapporto con le istituzioni e il mondo della Scuola.
Programma di lavoro

   I firmatari di questo programma si impegnano a lavorare per realizzare le seguenti iniziative:

· creazione di gruppi di lavoro su temi specifici (Radio e Tv sul Web; giornalismo on line; Uffici stampa e free lance; Osservatorio dell’editoria su Internet; Og Marche; rapporti con la Scuola; formazione, ecc.) coinvolgendo i colleghi che nel corso delle assemblee svolte in tutta la regione hanno dato la disponibilità a lavorare per l’Ordine. I gruppi saranno formati valorizzando attitudini, professionalità e competenze.
· Corsi di formazione soprattutto per i giovani (oltre i due fissi programmati annualmente all’Ifg di Urbino ad aprile o ottobre). Si intendono recepire le richieste per corsi a tema, da realizzare anche in sede locale.
· Rafforzamento del rapporto con le Scuole. Saranno organizzati corsi per “formare i formatori”, cioè per i colleghi che intendono impegnarsi nella collaborazione con le Scuole. L’Ordine metterà a disposizione dei vari Istituti un elenco di giornalisti che, dopo un’adeguata formazione, potranno realizzare i progetti richiesti dalla singole Scuole.
· Continuare il progetto per il Centro di documentazione sulla professione (biblioteca specialista su informazione e comunicazione) e per la Raccolta d’arte a tema su “Libertà di stampa” (esposizione permanente nella sede dell’Ordine; stampa di un catalogo; mostre con dibattiti da realizzare in diverse città della regione)
· Difesa della legalità deontologica contro chi pensa di ridurre i giornalisti a veicoli di pubblicità spacciata per notizia. Impegno per il rafforzamento dei valori etici.
· Crescita culturale e professionale dei colleghi attraverso interscambi con giornalisti stranieri: sono già stati allacciati rapporti con la Spagna e l’Unione Europea per visite di giornalisti marchigiani al Parlamento europeo e ad alcune realtà editoriali, economiche e turistiche della Spagna.
· Progetto comunicazione attraverso il Sito internet, il rilancio di Og Marche non solo come rivista di comunicazione interna, ma anche di immagine verso l’esterno (autorità, Associazioni, categorie, Ordini professionali, ecc.). Un gruppo di lavoro si occuperà della realizzazione e dell’autofinanziamento di Og Marche. Pubblicazione di un vademecum con carte e regole della professione da distribuire gratuitamente a tutti i nuovi iscritti.
· Miglioramento e ampliamento dei servizi verso i colleghi (convenzioni; sportello unico dell’informazione, ecc.).
· Osservatorio sul Pubblicismo: un punto di riferimento per i pubblicisti, per conoscere problemi, denunciare abusi e proporre possibili soluzioni.
· Difesa dell’Ifg di Urbino come struttura formativa di eccellenza, come esempio di collaborazione Ordine-Università, come patrimonio dell’intera categoria, come fonte di qualificazione e riqualificazione per chi aspira a entrare nel mondo del giornalismo, per chi c’è già e per chi spera di rientrarci (formazione permanente).

Il Consiglio uscente, i Consiglieri nazionali e il Collegio dei revisori si presentano al giudizio del colleghi per essere valutati sul lavoro svolto in questi anni e si ricandidano per completare le iniziative già avviate e per programmare quelle nuove attraverso un progetto di coinvolgimento dei colleghi più giovani che hanno dichiarato la loro disponibilità. Gruppi di lavoro e progetti finalizzati nascono anche con l’obiettivo, la speranza e la prospettiva di creare una nuova classe dirigente.

Questo programma è condiviso e sottoscritto anche da un ampio gruppo di colleghi pubblicisti  che propongono i loro candidati. Se condividi queste idee e questo programma ti chiediamo di dare la tua preferenza ai colleghi qui sotto indicati:

 Per il Consiglio regionale (Professionisti)

Gianni Rossetti (Rai)
Domenico Ciarrocchi (Corriere Adriatico)
Roberto Damiani (il Resto del Carlino)
Stefano Fabrizi (Corriere Adriatico)
Patrizio Patrizi (Il Messaggero)
Daniele Pallotta (Free lance – Uffici stampa)
 
Revisori dei Conti (Professionisti)

Edoardo Danieli (Corriere Adriatico)
Laura Borgognoni (Free lance – Uffici stampa)

Per il Consiglio nazionale (Professionisti)

Dario De Liberato (il Resto del Carlino – pensionato)
Franco Elisei (Il Messaggero)

Per il Consiglio regionale (Pubblicisti)

Luciano Gambucci (Vice Presidente uscente)
Nicola Di Francesco (Tesoriere uscente)
Luca Romagnoli (free lance)

Revisori dei Conti (Pubblicisti)

Egidio Montemezzo (Revisore dei conti uscente)

Per il Consiglio nazionale (Pubblicisti)

Aleandro Di Silvestre (Consigliere nazionale uscente).         

Il punto

Quasi 40 ore off line. Non mi succedeva da tempo, anzi da anni se non si considerano i silenzi da assenza. Tuttavia non lo reputo un cattivo segno anche se scendo inesorabilmente nella classifica della blogosfera. Me ne farò una ragione. Il silenzio di questi giorni trae ispirazione da Annie Le Brun. “Chi non ha niente da dire non è capace di farlo in silenzio!“. Illuminante. Viene da una rubrica di D che si chiama “Indizi” e che ricorda “Schiuma” una rubrica di FigoFrigo.

I libri che ho comprato oggi, segno di una volontà di chiusura. “Mi fido di te” di Francesco Abate e Massimo Carlotto; “Scorciatoie per l’inferno” a cura di James Ellroy; “Tuttalpiù muoio” di Edoardo Albinati e Filippo Timi; “Giallo su giallo” di Gianni Mura.

Eppure, domani, spero di vedere il libro senza carta per poterci fare un articolo.

Va un po’ a rilento l’aggiornamento informatico. Il blog da rss non decolla, anzi sta proprio fermo. Ubuntu è masterizzato ma al di là della prova, il ditino si rifiuta di dare l’ultimo ok. Non solo alla soppressione di Xp ma anche alla convivenza. Un po’ pavido lo sono sempre stato.

Il quotidiano – come lavoro -  è molto assorbente, altro che linesetali. E’ (stato) bello trasferirne una giornata su Twitter, le implicazioni sono molteplici. Ma quando leggo – il presidente della Fieg – che per gli editori l’unico problema è pagare i giornalisti la stessa cifra per scrivere un articolo che va sia sulla carta sia on line, penso proprio che non ci siamo. E che parliamo due lingue differente.

In due domeniche voto due volte.  Il 20 per l’ordine dei giornalisti. La mia sestina Rossetti-Ciarrocchi-Damiani-Fabrizi-Patrizi-Pallotta. Il 27 per la Provincia. Qui non è che non voglia dare indicazioni di voto, è che proprio non lo so. Vorrei portare il mio candidato – Patrizia Casagrande – al ballottaggio. Nel senso che è sicura di vincere al primo turno e mi piacerebbe che un mare di astensioni la portassero al secondo. Non tanto per lei – che reputo un’ottima persona – quanto per la politica attuale della coalizione di centrosinistra a Roma, nella regione, nella provincia e in città. Poi al secondo turno andrei a votare, ma in questo modo non posso dare la preferenza. L’altra difficoltà è che ritengo che il vero primo risparmio dei costi della politica sia abolire la provincia (intesa come ente). Vedrem.

Ora,un bell’episodio di Ncis e poi tanto libro. Quale sarà il primo?

La fibra che ride

Trovo condivisibili (si parva licet…) le considerazioni di Stefano Quintarelli sulla rete di nuova generazione. Trovate tutto cliccando sul banner “Accesso in rame? No grazie”. Un po’ per come accadde con Russo a Pesaro trovo scritte in maniera chiara, sistematica e competente, cose che mi frullavano per la testa. Oltre al valore del ragionamento, trovo particolarmente significativo il voler pensare non solo all’utile immediato ma anche a chi verrà dopo di noi. Tra l’altro anch’io ho figli. Mi pare doveroso ringraziare anche Simone autore del bannerino che campeggia in cima alla pagina e che rilancio volentieri. Come di consueto, assumo anche l’impegno a far circolare l’idea. La prima esperienza con alcuni politici locali è stata disarmante; proviamo questa. Una cosa che m’è venuta in mente: diversi anni fa, forse l’inizio di Telecom, Ancona fu sbucanata a lungo per porre della fibra ottica. Si chiamava, mi pare, progetto Socrate. Dopo un po’ (privatizzazione?)  tutto finì e non se ne seppe più niente. Di sicuro, ho in mente il caso di mia madre. arrivarono fino al terzo piano. Sarà il caso di controllare se c’è rimasto qualcosa e se è possibile recuperarlo.

La sfida con mia moglie

Mia moglie ha tanti pregi. E altrettanti difetti. Il dare e il prendere è comunque in attivo. Oggi l’ho sfidata uscendo da casa per andare a lavorare. Lei invece oggi e domani è di riposo. Le ho chiesto un pranzo estivo dolendomi dei suoi consueti menu. Ah, un po’ di sano e egocentrico maschilismo. Al ritorno la sorpresa.

M’ha preparato uno dei miei piatti preferiti. gli spaghetti alla crudaiola. Molto estivo. Per premio le ho promesso di citare la sua fatica sul blog, con tanto di video.

La famiglia dei giornalisti

Succedono cose meravigliose. Uno non fa tempo a lodare uno scienziato, nella fattispecie il consigliere regionale del Pdci Cesare Procaccini, che è il primo firmatario di una mozione presentata da tutti i gruppi di maggioranza e depositata ieri per essere discussa nel prossimo consiglio, che lui si dà la zappa sui piedi. Nella mozione si parla della vertenza dei giornalisti, impantanata da anni e anni tra editori famelici e sindacalisti miopi e ottusi, e si chiede alla Regione Marche di impegnarsi, per quanto di competenza, a sostenere i giornalisti. La perla è alla fine. La mozione infatti invita la giunta regionale a “rappresentare in tutte le sedi preposte, in base alle proprie competenze, l’esigenza del rinnovo del contratto dei giornalisti, serio sia dal punto di vista economico che della sicurezza e libertà professionale per il diritto generale ad una informazione libera come previsto dall’art. 31 della Costituzione. Articolo 31? Non sarà per caso articolo 21 della Costituzione. Ma la cosa più divertente è che l’errore coinvolge l’articolo dedicato alla famiglia. La vertenza dei giornalisti e il family day, insieme. Ci mancava solo questa.

Twitter

Ieri ho twitterato a lungo. E’ stato divertente anche se la liquidità dello strumento, rispetto al macigno del fare quotidiano, m’ha un po’ scombussolato. Oggi non c’ho messo piede, conosco bene la mia rapida capacità di addiction. Tra l’altro m’è successo di tutto e siccome sono scaramantico vorrei evitare il bis. Anche perché la mattina è cominciata subito con un altro incidente mortale.