Alla vigilia della suo congresso regionale, che si terrà sabato al Ridotto delle Muse di Ancona, l’Arci Marche invita la Regione a “rivedere la sua politica culturale, troppo stretta dalle maglie dei partiti e degli assessorati”, riconoscendo all’Arci (27 mila i soci nelle Marche e un milione in Italia), il ruolo di soggetto politico e sociale dell’associazionismo, che gli è attribuito anche nelle leggi.
“Ci si cristallizza sempre, sugli stessi enti e gli stessi successi” ha detto oggi durante una conferenza stampa il presidente dell’Arci Marche Massimiliano Bianchini. “Siamo obbligati a vedere gli stessi film, ad ascoltare gli stessi concerti e a leggere gli stessi libri”, gli ha fatto eco Carlo Pesaresi, presidente di Arci Ancona, mentre Ornella Pucci, presidente di Arci Pesaro, si è domandata “se la spettacolarizzazione degli eventi, finanziati con i soldi pubblici, produca veramente una crescita culturale”.
Al primo posto nella politica culturale della Regione, l’Arci Marche mette l’associazionismo e la partecipazione dei cittadini. La legge sulla promozione sociale – dicono i rappresentanti dell’Arci – approvata dalla Regione nella passata legislatura, non ha funzionato a pieno per mancanza di finanziamenti, i progetti culturali concretamente pensati dalla gente favoriscono la coesione sociale e il radicamento delle iniziative sul territorio. Al contrario, affidare la cultura sempre agli stessi enti, porta all’omologazione delle manifestazioni.
“E’ ora di verificare se i costi degli interventi facciano veramente crescere l’offerta culturale – ha riassunto Pucci – pretendendo che il governo di centro sinistra affronti la questione”. All’ordine del giorno del congresso anche la rappresentanza delle fondazioni culturali, “finanziate dai cittadini e dagli enti locali – ha ricordato Pesaresi – ma gestite da Cda, che non ne sono la reale espressione”, i finanziamenti statali (pari ad un milione di euro l’anno) per le politiche giovanili, e la Convenzione Unesco di Parigi, sulla protezione della diversità delle espressioni culturali.
Al congresso, che festeggia anche i 50 anni della fondazione dell’Arci, partecipano, tra gli altri, il presidente nazionale Paolo Beni, il sottosegretario per i Beni e le Attività culturali Daniele Gattegno Mazzonis, e 60 delegati, in rappresentanza dei sette comitati territoriali delle Marche.