Il parto della mucca

Per una mucca che  deve partorire, e che non è possibile trasportare con altri  mezzi perchè il luogo in cui si trova è impervio, è stato  chiamato un elicottero dei vigili del fuoco da Arezzo. L’animale, poi, dovrebbe essere imbracato e trasportato in  questo modo, scomodo ma certamente risolutivo per le condizioni  in cui si trova la ‘partorientè,in una stalla dove possa  essere seguita da un veterinario. Sta accadendo in queste ore a Cagli, in un luogo che gli  stessi vigili del fuoco definiscono “scomodissimo” e il cui  nome è tutto un programma: Monte delle streghe. La mucca, con altri bovini, pascola in quell’area allo stato  brado; nelle vicinanze abita il proprietario. Ma la zona è praticamente irraggiungibile da mezzi agricoli. Da qui,l’operazione salvezza, che dovrebbe scattare prima che cali la notte.

Stato,giornalismo,intercettazioni

Lo Stato belga è stato  condannato dal tribunale di Bruxelles per intercettazioni  telefoniche ai danni di una giornalista.  Secondo il giudice le intercettazioni “non avevano come scopo  quello di ostacolare una grave minaccia terroristica, ma  unicamente di identificare, a cose avvenute, una fuga di notizia  tra i servizi di polizia”.

L’episodio fa riferimento alle intercettazioni telefoniche  predisposte dalla procura di Anversa nei confronti dell’allora  giornalista del quotidiano belga in lingua fiamminga De Morgen, Anne de Graaf, dopo la pubblicazione di un articolo, l’8 maggio  2004, nel quale la giornalista riferiva di una riunione segreta  tra l’amministrazione giudiziaria e i servizi di polizia.  Gli investigatori erano in possesso di alcuni indizi secondo i  quali un militante talebano aveva l’intenzione di compiere un  attento nel tunnel ferroviario di Anversa, a quei tempi ancora  in costruzione.

Dopo la pubblicazione dell’articolo, la giustizia belga aveva  predisposto le intercettazioni delle conversazioni telefoniche  effettuate tramite il cellulare della giornalista, nell’ambito  di un’inchiesta volta ad accertare un’eventuale violazione del  segreto professionale nel corpo di polizia. Il contenuto delle  intercettazioni aveva poi portato alla predisposizione di una  serie di perquisizioni a casa della giornalista e nella sede del  giornale presso il quale lavorava.

A quel punto la direzione del quotidiano De Morgen e la stessa  giornalista avevano deciso di denunciare lo Stato. Il ministro  per la giustizia del Belgio, Laurette Onkelinx, aveva invece  respinto l’azione del giornale, sostenendo che “non era stato  commesso nessun errore e che le persone coinvolte non avevano  subito danni”.

Lettera al presidente dell’Ordine dei Giornalisti

I giornalisti conquistano la libertà ogni giorno attraverso la competenza, la conoscenza dei fatti. Lo afferma il presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti. Anche i blogger. Aggiungo io. Da giornalista professionista ne sono fermamente convinto. Così come sono convinto che non possa passare per la contrapposizione il rapporto tra media, qualunque essi siano. Proprio per questo, dissento fortemente dalle affermazioni del presidente nazionale sul cicaleccio della piazza riferito ai blog. Un dissenso che nasce dal fatto che questa affermazione non è vera e soprattutto perché viene dal vertice di un ordine – al quale appartengo e di cui difendo tutto sommato la legittimità – che ove queste prese di posizione trovassero  seguito merita senza dubbio di essere abolito.

Credo che debba essere data al presidente la possibilità di spiegarsi. Proprio per questo gli scrivo questa lettera aperta, che invierò per conoscenza all’ordine dei giornalisti delle Marche, chiedendo di approfondire un ragionamento che nella sintesi di una nota di agenzia può aver perso qualcosa per strada. Anche perché, dapprima si parla di blog nei paesi in cui non c’è libertà di stampa; poi di blog tout court. E non è la stessa cosa.

Dove, sicuramente, il presidente sbaglia, è gerarchizzare così radicalmente le fonti e negarne, a priori, il valore se non sono mediate giornalisticamente. Pensare che per formare un’opinione pubblica servano solo i testi dei giornalisti è,al momento attuale, fuorviante e pericoloso. E questo riguarda tanto i fatti quanto  i commenti. Che la mediazione giornalistica sia diventata inutile, con le nuove tecnologie, è altrettanto sciocco e pericoloso. Estendendo un bel concetto di Massimo Russo, fino a che vigerà un sistema di democrazia rappresentativa nel nostro paese, la professione giornalistica non può essere messa in discussione o cancellata.

Trovo largamente complementari la mia attività di giornalista professionista e di blogger. Nelle loro differenze, nelle loro similitudini. Non mi sento assediato dalle nuove professionalità e forse perché mi occupo di cronaca locale ho ancora un notevole feedback con il lettori del quotidiano per il quale lavoro. Non in misura dei “commenti” che ricevo sul blog ma comunque in numero rassicurante sul fatto che qualcuno ti legge. Ma è nella mia attività quotidiana di LETTORE che trovo fondamentale avere giornali, telegiornali pubblici, telegiornali internazionali, periodici e blog. Sapendo benissimo qual è il peso da dare a ciascuno di essi: che non dipende dal media ma dalla credibilità di chi scrive. Nella carta stampata, questo è un valore difficile da misurare, specie per i lettori più giovani. In un blog, questa credibilità, si crea ANCHE con una relazione diretta con l’autore. E non è davvero poco. Certo, io non so se un autore di un blog è al soldo di Google o di Bill Gates ma non è che autorevoli giornalisti dichiarino al pubblico di essere al soldo di Telecom prima dei loro pipponi. Serve insomma uno sforzo comune per insegnare/imparare a leggere piuttosto che una lotta senza senso per chi abbia la titolarità di informare. Non è certo un tesserino rosso a mettere al riparo dalle bufale: imbroglioni e arrivisti ci sono dappertutto. Riuscire a distinguerli, perché c’è ancora tanto di buono in giro da scoprire e da vivere, è un lavoro da fare tutti insieme.

Ricordare Srebrenica

Commemorate oggi all’Aja le vittime  del massacro di Srebrenica, in Bosnia, dove nel luglio del 1995  oltre ottomila musulmani perirono per mano delle milizie  serbo-bosniache. Per ricordarle, in occasione del dodicesimo anniversario del  strage, alcune centinaia di persone si sono riunite intorno agli  organizzatori che hanno scandito ad alta voce i nomi di oltre  400 vittime i cui resti sono stati identificati. Secondo  l’Agenzia olandese Anp, ad ogni nome pronunciato un pallone bianco veniva liberato in cielo. Presenti alla commemorazione, che si è conclusa con una  preghiera di un imam, l’ex ministro olandese per la cooperazione  e lo sviluppo Jan Pronk e l’ex presidente del Parlamento, Bert  Bakker, che ha diretto la commissione d’inchiesta su Srebrenica. Durante la guerra civile in Bosnia nel 1992-1995, Srebenica era considerata un’area sicura sotto controllo di un’unità  dell’esercito olandese con mandato dell’Onu. I soldati olandesi,  dotati di armi leggere e privi di supporto aereo, furono però costretti ad abbandonare l’enclave alle forze serbo-bosniache, che sequestrarono e massacrarono quasi 8 mila musulmani affidati  alla protezione delle truppe olandesi. Il governo olandese guidato da Wim Kok fu costretto a dimettersi nel 2002, dopo che un rapporto sul massacro aveva ritenuto responsabile la classe politica per avere affidato alle truppe una “missione impossibile”. Per la strage di Srebrenica sono state depositate, il 4  giugno scorso, presso un tribunale distrettuale dell’Aja,  denunce contro le Nazioni Unite e lo stato olandese da parte, tra l’altro, di seimila sopravvissuti riuniti nell’associazione delle madri di Srebrenica.

Akismet

C’è qualcuno che riesce a spiegarmi perché Akismet su un blog funziona e sull’altro (piattaforma, server, versione del plugin identiche; apikeys di wp diverse perché non si sa mai) no? A proposito di invasione di spam: perché da una parte mi arrivano messaggi per acquistare cialis e viagra e dall’altra siti porno particolarmente truculenti? Mettetevi d’accordo: o mi tira o non mi tira. Così, per la precisione.

Ricominciamo 2

La prima ripartenza è fallita. Ho potuto anche approfittare della morte di alice gate. Che se da un lato m’ha spiegato (l’ho aperto) perché pirelli/telecom non poteva che andare a rotoli, dall’altro m’ha consentito di stare alla larga dal pc, che evidentemente uso esclusivamente per connettermi alla rete. Poi oggi sono inciampato su un gateway usr9108a e l’ho comprato. A parte il prezzo esorbitante, che gioia arrivare a casa, montarlo, accenderlo e vedere che tutto funziona senza dover fare niente, se non ricordarsi username e pwd di alice. Anche il portatile connesso senza fili e con protezione. Dopo la peronospora dei busoni, quella della rete. Vabbè, abbiamo fatto – in entrambi i casi – tutto noi. Mi sono anche sorpreso a parlare bene di bill gates proprio il giorno in cui avevo deciso di andare a farmi installare un sistema linux (in cambio del vecchio router)… Poi non mi sono nemmeno iscritto perché poi non so se ci vado e mi pare brutto iniziare con una sòla. Tanto ormai ci sono abituato. Insomma, non ci sono scuse per non scrivere. Che dire, palleggio le foto della Grecia da un computer a una pennetta usb ma mai su flickr. Temo gli invidiosi. Ho  letto “le particelle elementari” di Michel Houellebecq (che si riscatta con un finale straordinario) ma mi rifiuto di aggiornare anobii. insomma, estate. La cosa che più mi dà gusto di questo periodo è riuscire a sfanculare chi mi sta sulle palle. Non pensavo che funzionasse così bene.
Un altro inciampo – di cui non ricordo chi devo ringraziare – è una ragazza che mette sul suo blog le foto del suo culo ma non delle tette perché – dice – sono più personali. Son partito da lì per fare una riflessione sul reggipetto e sulla mutanda, e sulla loro ineludibilità personale, ma non so dove mi ha portato. Ah, non è un sito pornografico, se ritrovo l’indirizzo lo linko, anche se gli scritti sono pieni di cazzate e non valgono quanto il culo. Che invece ha una sua armonia ammirabile. Vabbè, il tenore è questo, sono passate le 2 da un po’, è stata una discreta giornata di merda per quanto riguarda il lavoro e fa un caldo della madonna. Forse, potrei andare a dormire…

Ricominciamo?

Ricominciamo? E’ che sono un po’ disintossicato, e faccio una gran fatica. Anche troppi pensieri che mi frullano in testa.

Dovrei parlare della vacanza in Grecia? Lo farò. Anzi, appena ho due secondi metto le foto su Flickr, perché alcune sono proprio carine. E’ che sono tutte uguali: mare blu, sabbia bianca e verde tutto intorno. Ecco, il verde talora cambia: qualche pineta e qualche ulivo. No, così, solo per far venire un po’ di invidia. Al sud, ospitalità molto piacevole; a Lefkada aspetti turistici decisamente prevalenti.

Diversi libri letti, dovrei aggiornare la mia libreria, ma non ho tempo. In realtà è una scusa, non ho voglia.

Vorrei parlare della vicenda di padre Bossi. Concordo con chi parla di eccesso di silenzio e concordo ancor di più con la splendida lettera che il superiore generale del Pime ha scritto sul sito dell’organizzazione. Speriamo che padre Bossi sia liberato presto.

Sto leggendo più blog di quanto desideri scriverne. E’ una fase. Grazie a dio me lo posso permettere. Voglia di commentare, però, pochina. E’ una fase discendente, passerà.