Devo, agli amici di Rifondazione comunista, l’articolo che leggete di seguito, che ho scritto stamattina per il giornale, ma che non troverete sull’edizione di domani. Per carità, nessuna censura ma solo sopravvenute esigenze di spazio. Gli amici di Rifondazione, che hanno anche nome e cognome e cioè Ruggero Cinti e Nicola Sciulli, sollecitano inchieste giornalistiche – come quelle di una volta- sullo scellerato patto tra credito, impresa e politica che costa alla regione Marche in termini di ambiente, lavoro, energia, e che crea un modello di sviluppo che produce disparità e disagio. Ok, questa è l’aulica sintesi, loro sono molto più terrorifici. Mi sono limitato a rispondere che se non ho motivo di dubitare che questo disegno egemonico sia un’emergenza non si può dimenticare (e prescindere) che la prima emergenza da affrontare in questa regione è la giustizia e in particolare il problema della procura della repubblica del tribunale di Ancona. Capace di indagare i giornalisti per favoreggiamento perché hanno scritto che una commissione era spiata dalle cimici della procura quando quella commissione era già stata sciolta e incapace di indagare il politicante di turno per favoreggiamento dopo che lo stesso ha rifischiato al principale indagato che la procura lo stava intercettando. Sti cazzi. A latitudini meridionali, tutto questo ha un altro nome. Comunque ecco l’articolo.
ANCONA – C’è ancora spazio per progettare un’Uscita Ovest compatibile con l’ambiente e con l’attuale momento di ristrettezza delle casse pubbliche. Ne è convinto il gruppo consiliare di Rifondazione che, alla vigilia dell’incontro tra i consigli comunali di Ancona e Perugia con il Ministero delle infrastrutture, in programma questa mattina a Roma. Alla vigilia della partenza, i consiglieri Nicola Sciulli e Ruggero Cinti (assente, ma ugualmente firmatario del documento che sarà oggi consegnato al dirigente del Ministero, Paolo Pascucci per un impegno istituzione) hanno presentato le osservazioni al progetto in via di definizione nel project financing che viene definito nella migliore delle ipotesi “fuori della realtà” e, comunque, “dettato da interessi speculativi”.
La delegazione, secondo Rifondazione, “non dovrà caldeggiare unicamente il progetto approvato dal consiglio ma anche dare conto del dibattito che c’è stato e delle alternative che esistono dal momento che lo stesso Di Pietro ha parlato, nel corso dell’incontro ad Ancona, di una spesa largamente al di sopra di ogni aspettativa”. Contro il rischio che la realizzazione della strada d’uscita dal porto s’areni per la mancanza di finanziamenti – e in quel caso il costo della progettazione dovrà comunque essere pagato al vincitore del project: si tratta del 2,5% dei 472 milioni previsti per l’opera – Rifondazione torna a presentare il proprio progetto alternativo: quello della bretella di collegamento alla Statale 16 raddoppiata che, in un primo momento, è ritenuto sufficiente a garantire le necessità del porto. Questa bretella si congiurebbe all’arteria di grande viabilità all’altezza di Pontelungo.
“Non si può parlare solo di Uscita Ovest – ha detto Cinti – la realizzazione di quest’opera va inserita in un piano complessivo che comprende il raddoppio della Statale, che è stato finalmente sbloccato; l’adeguamento della galleria ferroviaria di Cattolica per consentire il passaggio dei treni con a bordo i Tir e la connessione di queste infrastrutture nell’interporto”. Il progetto “alternativo”, secondo Sciulli, inoltre, “inastaura un corretto rapporto tra autonomie locali e Governo centrale, improntato alla coerente selezione degli obiettivi nel quadro di una rigorosa programmazione e del massimo contenimento della spesa pubblica”. I consiglieri di Rifondazione hanno anche ricordato come il progetto approvato non abbia, non solo copertua finanziaria, ma sia anche privo di stralci funzionali, con il rischio quindi di una conclusione dei lavori molto differita rispetto alle urgenze del territorio, e non preveda nel costo complessivo di 472 milioni, il costo degli svincoli.