Aggiornamenti volanti

Sistemate (in gran parte, adesso ho alle calcagne mio figlio che vuole il pc per chattare) le colonne laterali, è quasi tutto a posto. Resta in inglese il riquadrato dei commenti. Ma non mi preoccupo, ormai Wp lo palleggio. Sta a vedere che adesso si pianta come non mai. Comunque, non ringrazierò mai abbastanza tutti coloro che l’hanno inventato e che me lo hanno fatto conoscere.

Ribaltone

Ok, ho cappellato e me ne pento. Faccio come i presidenti della squadra di calcio. Così un template, che nello spirito originario dovrebbe durare almeno un anno, non arriva alla fine del mese. Il problema era lo sfondo blu della sidebar che mi sbatteva – data la mia approssimazione tecnica – su tutto. Ho tolto la pubblicità, ho italianizzato tutto, ma mi mancano solo i feed. Devo l’idea di questo template a effe, che ringrazio (ruberò anche i feed). L’autore invece si chiama Brian Gardner. Molto bravo, tra l’altro fa un bellissimo template, ma a pagamento. Ricominciamo… sull’aria della canzone di Adriano Pappalardo.

Signore e signori, Ubuntu

Questo post non significa nulla. Ma è scritto con Firefox alimentato ad Ubuntu. E non più da Xp. E già, ho fatto il grande passo. Non è stato difficile: avevano ragione Michele e Enrico. Devo ancora capire bene il sistema operativo (la stampante ancora non funziona ma il gateway Adsl è partito subito senza problemi) ma la soddisfazione non è di poco conto. Poi appena installato m’ha richiesto 129 aggiornamenti e ho scoperto che la mia versione non è nemmeno la più recente. Ma non importa. Sono molto contento.

Silvano M., un bravo dipendente delle Poste quando meno te lo aspetti

Molto spesso sui blog si leggono lagnanze e doglianze di vario genere. Questa volta, invece, voglio parlare bene di un dipendente delle Poste, che era in servizio attorno a mezzogiorno alla consegna delle raccomandate nell’ufficio centrale di piazza XXIV Maggio ad Ancona. Competente, rapido, efficiente, disponibile al dialogo, non ottuso: un esempio. Di lui, chissà perché, mi restano solo il nome (Silvano) e il cognome puntato (M.) che aveva sul badge. Guarda te dove va a infilarsi la privacy! Sgancio, comunque, il secondo “bravo” della giornata. Come sono buono: si sente che non lavoro?

Di come lo share divenne un elemento della mia famiglia: e chi lo avrebbe mai detto?

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Due punte da 17 . Non so cosa significhi di preciso, si riferisce allo share, cioè alla percentuale di televisori sintonizzati su un determinato programma televisivo. Il “Settimanale” del Tg3 Marche di sabato da Urbania, condotto da Patrizia, ha avuto questi due picchi e una media piuttosto elevata. Ovviamente non è merito, meglio non è solo merito, suo. Ma non è questo l’argomento del post, anche se la contentezza c’è, ovviamente. Il problema è precedente ed è un messaggio privato alla mia consorte. Visto? Meno squasi, quindi, e sempre e comunque orgoglio e motivazione per il proprio lavoro. Davvero brava.

Lettera al direttore

io sottoscritto xxx la mattina del 26 ottobre , peraltro assai nebbiosa e piovigginosa, mentre camminavo lungo viale Leopardi, sono stato sorprendentemente aggredito dal vigile XXX che, con una virulenza degna di miglior causa, asseriva di aver visto, passando con la macchina, il mio cagnolino defecare sull’aiola.

Faccio presente che il mio graziosissimo maltesino di tre chili produce un tenero tubicino fecale lungo 3 cm e largo 0,5 e che io sono uno dei pochi maceratesi che passeggia sempre munito di sacchetto annodato attorno al guinzaglio, ove si rendesse necessario pulire il marciapiede.

Il suddetto XXX si è ostinatamente rifiutato di prendere atto dell’impalpabilità e dell’inafferrabilità dell’oggetto del reato, destinato, date le condizioni meteorologiche, a decomporsi in breve tempo tra la fanghiglia dell’aiola, non solo, ma alla mia richiesta di chiarimenti intorno al danno che una piccola virgola di cacchetta nascosta tra l’erba bagnata avrebbe procurato alla collettività, ha risposto testualmente al meglio della propria educazione:

“quelli che tagliano l’erba si smerdano e il cane deve cacà a casa sua”, poi mi ha comminato un’ammenda di 50 euro e se n’è andato accusandomi di fronte ai passanti di essere un individuo sozzo e incivile che sporca la città, non mancando di formulare spiritosi dubbi sulla mia virilità…

Ora, considerando che l’aiola di viale Leopardi è larga un metro circa e che nessun tagliatore d’erba ragionevole penserebbe mai di camminarci sopra, mi chiedo se sia compatibile col decoro della città che l’amministrazione affidi incarichi di qualche responsabilità a un personaggio così inadeguato e con tali penose difficoltà nello sviluppare un ragionamento logico…

PS la lettera (con tanto di nomi e cognomi)  è autentica, arrivata or ora in redazione. La città di riferimento è Macerata.

Del giornalismo e del blogging e di altri pensieri sparsi in ordine a un resoconto

Sarà stata la chiacchierata con Luca Conti, che speriamo di concretizzare al più presto, ma il pensiero finale sull’incontro dei giovani industriali corre al rapporto tra giornalismo e blogging e al resoconto della giornata. Che se fossi stato là come giornalista sarebbe stato sicuramente diverso da quello che avrei fatto (farò?) da blogger. Perché là sono al soldo degli inserzionisti e qua no? Non credo proprio. Perché i resoconti soffrono (s’offrono?) del tramite da cui sono trasportati che risponde a regole ben precise? Già più vicino. Quello che mi sento di fare (e farò) sul giornale è il resoconto di un marginalissimo aspetto dell’incontro e della riflessione che ne segue, che non può quindi avere grande rilievo cronachistico, ma che secondo me è il presupposto fondamentale rilevante per ogni discussione sull’argomento. Che in un resoconto di cronaca sarebbe stata una riga e comunque mai un titolo.

In viaggio con Twitter il 2007-10-26

  • Ha finito la prima metà dell’intervista a quinta #
  • e ora aspetta il ministro #
  • Un noto imprenditore dice di essere schiavo e vittima degli informatici #
  • tra l’altro siamo ancora a dire quale può essere l’uso delle tecnologie in azienda #
  • la tecnologia stravolge la strategia #
  • Prova a chiamare bebo ma funziona a metà #
  • Qui Siamo alla telefonia transgenica #

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