Circolo Arci di Recanati sotto sfratto

Ricevo e pubblico.

Il Circolo Arci di Recanati è sotto sfratto: l’Amministrazione Comunale non intende rinnovare il contratto d’affitto della sede, né proporre una sistemazione alternativa. Ciò avrà come conseguenza la cancellazione di questa ormai storica associazione recanatese.
Si tratta di una scelta assolutamente inopportuna e dalle conseguenze preoccupanti per l’intera comunità, perché depenna, con una superficialità sconsiderata, uno spazio sociale che funge da punto di riferimento per numerose persone di ogni età, recanatesi e non.
Si tenga presente che, già da un po’ di tempo, stiamo assistendo al progressivo svuotamento del centro storico di Recanati e che il Circolo Arci, che è uno dei pochi centri di aggregazione, merita rispetto per i suoi tentativi di riparare giorno per giorno a questo problema.
In altre parole, vi chiediamo di difendere un diritto collettivo irrinunciabile: un’opportunità per il coinvolgimento diretto dei cittadini nella valorizzazione e nella difesa del territorio.
Da dodici anni, intraprendiamo, a titolo gratuito, una grande quantità di iniziative culturali di ampio respiro, tra cui concerti, dibattiti e mostre, per la promozione dell’integrazione sociale. Il locale funge anche da sala lettura.
Tutto questo con l’autofinanziamento, l’azione volontaria e senza perseguire scopi di lucro.
Inoltre, chiediamo a tutti di tenere presente come i giovani abbiano diritto ad un’alternativa che consenta loro di non doversi mettere per forza sulla strada per cercare una situazione ricreativa.
Il piccolo-grande scempio che sta per compiersi disattende lo Statuto Comunale stesso, minacciando il valore sociale della realtà locale ed il pluralismo associativo, nonché tutta una rete di relazioni formatesi, in questi anni, all’interno della società civile recanatese ed oltre.
Con la presente, confidiamo nella più ampia e capillare riflessione pubblica.

La guerra

INDICAZIONI STRADALI SPARSE PER TERRA

Era un anno fertile per il grano come mai in passato, era tutto in abbondanza… Quelli che erano malati cronici e che tanto desideravano la morte, consegnarono finalmente con un sorriso l’anima a Dio.

Nel giorni dei grandi temporali il cielo era rosso. La pioggia portava con sè la polvere dei deserti d’oltre mare. I vecchi dissero: ci sarà la guerra!

Nessuno prestò credito alle loro parole. E nessuno fece nulla. Giacché, cosa si poteva fare contro la profezia! Solo cantammo per intere giornate, fino a restare senza voce per poter consumare tutte le vecchie canzoni, perché non ne restasse nessuna che venisse sporcata dal tempo.

1. Quando intravvedono il primo cadavere per la strada le persone voltano la testa, vomitano e perdono i sensi. Senti il tremore per primo nelle ginocchia, poi ti manca l’aria, ti gira la testa. Sono di aiuto in questi casi l’acqua fredda, leggeri schiaffi. Se lo svenuto non rinviene, sdraialo sulla schiena e sollevagli le gambe in aria. Se il cadavere di quel giorno era un suo parente o comunque un vicino, non permettergli di avvicinarsi e di guardarlo. Le ferite causate dalle granate sono in genere causa di un nuovo svenimento. E non si ha tanto tempo a disposizione. E’ raccomandabile piangere, fa bene al cuore. Ma neppure per questo c’è tanto tempo a disposizione.

2. Se la città è in stato d’assedio, occorre mandare i più coraggiosi a tentare di portare i sacchi di plastica opachi per i cadaveri. Se questi non tornano, bisogna avvolgere i morti in lenzuoli bianchi. Non è raccomandabile seppellirli senza. Ciò fa diffondere il panico e la paura della morte diventa facilmente la paura di finire sepolti allo stesso modo

3. La sepoltura si svolge di notte, per motivi di sicurezza. Perciò, prima della sepoltura, bisogna accertarsi per bene dell’identità del defunto. Nel caso di corpi dilaniati, bisogna stabilire con precisione i pezzi che appartengono a ciascun corpo. Se si verificano ugualmente degli errori, è meglio evitare di ammetterlo successivamente. Tanto per i morti è lo stesso. Se vicino alla persona che è stata sepolta, sul posto dell’uccisione, si trovano altre parti di corpo, e si è però già provveduto alla sepoltura, non bisogna gettare i resti nella spazzatura, poiché lì in genere si radunano i cani affamati. La cosa migliore, se si ha tempo e voglia, è di raccogliere in un sacchetto tutto quel che è rimasto e di seppellirlo in superficie vicino alla tomba. Bisogna stare attenti che non se ne accorgano i famigliari, perché loro concepiscono li cadavere come un tutt’uno e tale frammentazione rappresenterebbe per loro una ulteriore dolorosa frustrazione.

4. In guerra nessuno è matto. O almeno ciò non si può asserire nei confronti di nessuno. Molti di quelli che erano matti prima della guerra, in guerra si mettono in mostra molto bene. Come combattenti coraggiosi, convinti delle idee dei loro capi.

5. In guerra nessuno è intelligente. Non devi credere alla verità di nessuno. Le lunghe disquisizioni sull’insensatezza della guerra dei professori di una volta, in un batter d’occhio si trasformano in un selvaggio grido di guerra, appena egli viene a conoscenza del fatto che il suo bambino gli è morto per la strada.

6. Non ricordarti di nulla. Prova a dormire senza sonno. Devi ornarti di amuleti. Abbi fede nel fatto che ti aiuteranno. Abbi fede in qualsiasi segno. Ascolta attentamente il tuo ventre. Agisci secondo le tue sensazioni. Se pensi che non bisogna camminare per quella strada, allora vai per un’altra.

7. Non avere paura di niente. La paura genera nuova paura. Ti blocca. Devi credere fermamente di essere stato prescelto a restare vivo.

8. Non lasciare lavori compiuti a metà. Salda i debiti. Devi essere pulito. Non fare nuove amicizie. Già con quelle vecchie avrai abbastanza preoccupazioni

9. Proteggi i ricordi, le fotografie, le prove scritte del fatto che sei esistito. Se tutto brucia, se perdi tutto, se ti prendono tutto… dovrai dimostrare anche a te stesso che una volta eri. Ammassa tutto nei sacchi di plastica, seppellisci nella terra, mura nelle pareti, nascondi, e solo ai tuoi più cari svela la mappa per raggiungere il tesoro.

1O. Non ti legare alle cose, alla terra, ai muri, alle case, ai gioielli, alle automobili, agli oggetti d’arte, alle biblioteche… Trasforma in denaro tutto ciò che ha ancora un prezzo. E tuttavia, non legarti in alcun modo al denaro. Appena puoi. scambialo con la tua libertà.

11. Adoperati per il bene delle persone. Sempre. Il più delle volte non lo meritano, ma tu fallo ugualmente. Non aspettarti alcuna riconoscenza. Non chiedere per chi fai il bene. Non legarti alle tue azioni.

12. Non dire ciò che pensi. Non essere così stupido a tal punto. Perché appena pensi non appartieni più a loro. Non tacere, perché non possano pensare che pensi a qualcosa. Parla, così, giusto per parlare.

13. Se ti imbatti nel pericolo, non essere coraggioso, anche spinto dalla disperazione. Tenta di sopravvivere. Fai tutto quanto è nelle tue possibilità. Soltanto devi stare attento a non mettere altri in pericolo con i tuoi tentativi. Finché non sei morto sei vivo. Sembra comprensibile. Non togliertelo mai dalla testa. Se devi sacrificarti, fallo per le persone cui vuoi bene, non farlo mai, in nessun modo, per delle idee. Il tuo sacrificio verrà giudicato dagli altri sempre in maniera scorretta, a seconda della loro coscienza e della loro prospettiva. Le idee passeranno, si rovineranno diventeranno comiche. Se resti vivo, vedrai quanto sarà difficile continuare a credere in loro.

14. Non supplicare per nessun motivo. Non supplicare nessuno. Neanche se c’è di mezzo la vita. E’ una questioni di buon gusto. Pensa solo cosa vuol dire vivere sullo stesso pianeta con una persona che ti ha risparmiato la vita.

15. Non devi metterti a capo di nessuno. Per nessuna ragione. Quando ti volti a cercare aiuto, dietro a te non ci sarà nessuno. Non fare affidamento su nessuno, ma non sottrarti al fatto che quelli che ami fanno affidamento su di te. Questo è salutare anche per te. Devi sapere: perché? Gli obiettivi non devono essere grandi, in nessuno modo di carattere generale. Conoscevo una persona che per tutto il tempo ha desiderato dl bere una birra. E’ vero: non ci è riuscito, ma era splendido vivere desiderandolo.

16. Non devi stupirti di nulla. Di ogni possibile prodigio. Non devi farti deprimere da nessuna cosa. Anche prima erano tutti fatti così, solo che le condizioni erano diverse da quelle di adesso. Questa è la prima occasione per mettersi alla prova. Così tanti sono delusi da se stessi chi in confronto la tua delusione è un nonnulla. Se qualcuno ti tradisce una volta, non lasciargli la possibilità di farlo un’altra volta.

17. Cerca di essere sempre prudente. Se hai bisogno di una buca in cui ripararti, scavatela da solo. Se qualcun altro lo fa per te, la buca potrebbe rivelarsi troppo piccola.

18. Non hai il diritto di adirarti con nessuno. E tuttavia, non devi dimenticare nulla. Quando tutto è finito, decidi di cosa non vuoi più ricordarti. Se tutto è passato. Non dimenticare gli esami che alcuni non hanno superato.

19. E però, non fondarti su questo. Non aspettare l’occasione per poterti rivalere. La vendetta ti deve essere estranea. Una questione che appartiene ad altri. Se sopravvivi, vivi per te e per quelli che sono sopravvissuti insieme a te.

20. E ancora, non credere mai di essere il Signore della Verità. Nessuno lo è. A te è sembrata in questo modo. A un altro è sembrata diversamente. Mantieni per te il pezzetto della tua verità. Servirà soltanto a te. Rinuncia al diritto di scrivere la storia dell’assedio. Non contrapporti ai nomi di quei morti che sono stati scelti come eroi. Non sperare di riuscire a mettere a posto qualcosa, neanche una ingiustizia rimasta in sospeso. In quel momento, quando hai intravisto il primo cadavere sulla strada, la storia dei dopoguerra era già stata scritta. Poi ci metteranno solo i nomi delle persone, delle città delle montagne, i baluardi che si sono gloriosamente difesi e i baluardi che sono gloriosamente caduti. Non c’è posto qui per la tua verità.

Ora che sai tutto questo, prova a proteggere te stesso e forse a salvarti la testa. Se non ti riesce, almeno non ti annoierai.

Nedzad Maksumic poeta bosniaco e regista del Lik Teatar

Traduzione a cura di Igor Pellicciari

(tratto dal cd MATERIALE RESISTENTE, 1995, CONSORZIO PRODUTTORI INDIPENDENTI)

Lo so che è un pippone lunghissimo, è la prima cosa che ho pubblicato su Internet. Oggi m’è tornata in mente. Ha almeno otto anni. Difficile accorgersene.

Corta

Chiamasi corta il giorno di riposo settimanale. Oggi, per esempio, è un giorno di corta. Tralascio il tralasciabile. Spinto da un’irrefrenabile voglia di Ubuntu ho tentato di installarlo sul notebook. E’ durata pochissimo, perché pretendeva di cancellarmi tutte le partizioni esistenti e non di aggiungerne una, come da immagine sul simpatico e utile tutorial. Ho lasciato perdere. Visto, Enrico, che non è così facile cambiare… Tra l’altro, Firefox con Ubuntu, mi formattava il blog a destra, anzichè a sinistra, e metteva comunque il punto a sinistra. Lo so che così non si capisce una fava, ma non so dirlo in altro modo.

Seconda sciagura tecnica, non me la ricordo. Ah, no, ecco. Vorrei cancellare e ripartire da zero con il blogroll di Wp, così tanto per cambiare. In realtà mi sono accorto che c’è una gran differenza tra i blog che leggo o aggrego e quelli esposti in vetrina. Mi dispiace però buttarli via. Non son però riusciti nè a salvarli nè a renderli invisibili. Se qualcuno mi dice come si fa nei prossimi 10-15 secondi bene, se no cancello tutto. Quasi.

Venerdì prossimo viene Quintarelli ad Ancona. Da non perdere, mi sono già iscritto…

Antigone per l’Ambiente, il giorno dopo

Molte le cose
tremende,ma di tutte
più tremenda è l’uomo.

[...]

Capisce, inventa, ha
sulle arti dominio
oltre l’attesa, e ora
al bene, ora
al male serpeggiando
volge. Se
del paese le leggi
applica, e la giustizia
degli dei, sancita
da giuramento, in alto
sarà nella patria. Sprezzante
il senza patria a chiunque
capiti – brutta
faccenda – s’aggrega.
Al mio focolare costui
non s’avvicini, comuni
con me pensieri non abbia
chi compie queste cose.

L’Antigone di Sofocle (nella traduzione di Luisa Biondetti per Feltrinelli) per il post sull’ambiente. Un giorno dopo, ma o così o niente. Sul deinon iniziale non concordo appieno, la traduzione non rende la ricchezza di senso del termine greco. Che ha sì nella radice il demone ma contiene anche la meraviglia e lo stupore di fronte all’attività dell’uomo. Lo stesso dualismo di adesso: l’uomo che distrugge, l’uomo che crea. Parlare di ambiente, oggi, non può ridursi a dire sì o no a una strada o a una ferrovia, deve essere la ricerca, anche con la tecnica, del meraviglioso che c’è attorno a noi.

Buon compleblog. Anno III, ma ne parliamo (forse) domani.

14 ottobre, ora e sempre resilienza

Intanto auguri alla mia mamma che oggi compie 71 anni. Non sarà contenta della quantificazione ma siccome è, nonostante tutto, ancora molto in forma, sottolineo con questo “sgarbo” la sua vitalità.

Poi, auguri, a me e a mia moglie Patrizia con cui oggi festeggiamo 17 anni di matrimonio. Un matrimonio la cui più bella caratteristica è la resilienza, la forza di ripartire di fronte agli accadimenti del quotidiano. Che non sono stati pochi in questi anni.

E’ ufficiale. Non ho votato alle primarie. Mi dispiace solo per mia sorella che c’ha il franco tiratore in casa ma non me la sono proprio sentita di partecipare a un rito privo di senso di cui colgo solo l’inutilità. Peccato, sicuramente un’occasione persa. Devo a Stefano Quintarelli, secondo me un vero genio, la fotografia più riuscita del momento: “La politica logora chi non la fa”.

Un ringraziamento va anche a Gianni Rossetti, presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, che ha pubblicato sul sito dell’Ordine la lettera sui blogger che avevo scritto a lui e al presidente nazionale che aveva espresso riserve sul valore informativo dei blog. Un piccolo passo avanti.

Intanto ho messo tra i feed anche il sito di Emilio D’Alessio.

Domani è il giorno dei blog sull’ambiente e martedì vorrei cambiare tutto in onore del terzo anno di blogging. Scopro che c’è chi celebra gli anniversari prendendosi un anno sabbatico dalla rete: potrebbe essere un’idea.

Son rimasto senza protettore

Volevo fare un pippone benaugurante sul mio onomastico ma sono rimasto freddato quando ho scoperto che oggi non è più Sant’Edoardo. E ora che debbo fare? Sposto l’onomastico? Troppo complicato spiegarlo alle zie e alla nonna. Tra l’altro oggi s’apre il trittico (divenuto quadrittico) di 13 ottobre mio onomastico; 14 ottobre compleanno di mia mamma e anniversario di matrimonio; 15 ottobre Santa Teresa onomastico di mia sorella; 16 ottobre apertura del blog. E’ un vero peccato interrompere la serie. Posso continuare a festeggiare Sant’Edoardo il 13 ottobre anche la data è stata spostata al 5 gennaio?