Buon 2008?
Io tengo duro
Non posso fare
nient’altro
Che Dio mi aiuti
Amen
Gli auguri di buon anno sono tratti dalle parole di Martin Lutero
Buon 2008?
Io tengo duro
Non posso fare
nient’altro
Che Dio mi aiuti
Amen
Gli auguri di buon anno sono tratti dalle parole di Martin Lutero
Sì, lo so che dovrei scrivere qualcosa ma non è facile trovare il tempo e la voglia.
Cominciamo da un ringraziamento al presidente Berlusconi che mi rassicura sulla moralità di mia moglie che da almeno dieci anni è precaria in Rai. A meno che non sia diventata fascista e si sia scordato di dirmelo…
Cena corta, chiacchiera lunga. Sono un ragazzo semplice e di campagna, e quindi mi basta poco per stare bene e divertirmi, ma venerdì sera è stato davvero piacevolissimo trascorrere un paio d’ore con i blogger. Merito di una immediatezza di rapporti – che avevo già sperimentato alla cena di Antonio Tombolini – davvero insolita e accattivante. Bravi tutti.
A proposito di Tombolini, avevo sentore che fosse un genio, ma la proposta agli autori illuminati va persino oltre. Un piede nel mito, un piede nella leggenda. Anto’, quand’è che pensi a un iLiad per giornalisti?
Io invece perdo tempo a settare la posta elettronica con il Nokia e51. La cosa buffa è che il primo tentativo è andato benissimo poi s’è inchiodato che nemmeno… No, lasciamo perdere domani è Natale.
Sono ancora a Macerata e due dei cinque giorni
Secondo la tradizione rabbinica, in superficie trovi le pietre. Ma è dentro le pietre che trovi il fuoco.
“Hai mai sentito parlare del Deserto Dipinto, Jack?”.
“Sì, ne ho sentito parlare”.
“Ci sei mai stato?”.
“No”.
“Beh, quando sei con Rachel, è come essere là. Lei è il Deserto Dipinto. Splendida da guardare, certo. Ma, amico, una volta che la raggiungi è un posto desolato. Non c’è niente dietro quella bellezza, Jack, e di notte fa freddo nel deserto”.
Il Poeta – Michael Connolly – ed. Piemme
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Il 20 dicembre, annuncia una nota del firmata dal segretario uscente del Sigim Giovanni Giacomini, si riunirà per la prima volta il vero nuovo direttivo del Sindacato dei Giornalisti marchigiani, convocato come da Statuto dal primo degli eletti, Giovanni Giacomini, che provvederà a insediarlo”.
La riunione, continua la nota, “servirà a cancellare la folcloristica elezione di Giovanni Rossi che si è autoproclamato segretario del sindacato dei giornalisti marchigiani, e servirà ad avviare un confronto serio fra i nuovi consiglieri per iniziare a svolgere il compito cui li hanno chiamati i colleghi che li hanno eletti il 29 e 30 ottobre scorsi”. Il direttivo è convocato “all’indomani dell’udienza fissata dal giudice civile di Ancona, chiamato a pronunciarsi sulla regolarità di due liste presentate all’elezione dei due componenti collaboratori del direttivo e che a giudizio pressochè unanime sono viziate da gravi irregolarità formali e sostanziali”.
Secondo Giacomini, “è stato questo il primo degli strappi di Giovanni Rossi a norme e regolamenti (lui, professionale, ha presentato due liste di collaboratori in concorrenza l’una con l’altra e nelle quali i candidati dell’una presentavano come firmatari la lista avversaria) che sono proseguiti con l’occupazione abusiva della sede sociale (il segretario Giacomini, custode dei beni del Sigim, non aveva autorizzato la riunione nella sede sociale), proseguita con il rifiuto di riconsegnare le chiavi della sede sociale e conclusasi con l’invio non autorizzato di una serie di costosissimi telegrammi a spese del sindacato stesso”.
Sono problemi questi, dice la nota, “che affronteranno i probiviri dell’associazione e quelli della Fnsi, i quali dovranno anche decidere se l’iniziativa di Rossi si configuri come la costituzione di una seconda associazione di stampa nelle Marche che è vietata dallo statuto federale e che di fatto colloca coloro che dovessero aderire al di fuori della Fnsi. Così come non è escluso che i fatti penalmente rilevanti vengano segnalati alla magistratura”. Il compito dei direttivo, invece, “sarà quello di superare, con gli uomini di grande sensibilità sindacale che ne fanno parte, questa fase di stallo e cominciare da subito a svolgere il mandato ricevuto, cooperando con la Fnsi perchè vengano ottenuti il contratto Fnsi-Fieg, rinnovato quello di Aeranti-Corallo e finalmente stipulato quello per i colleghi degli uffici stampa. Mentre in campo regionale dovrà essere combattuta e limitata la tendenza di svuotare le redazioni e disapplicare i contratti”.
Guerra fra direttivi e segretari in pectore nel Sindacato Giornalisti marchigiani. Oggi si è insediato e ha rinnovato le cariche sociali il direttivo che fa capo alla lista Marche 2010. Con cinque voti ha eletto nuovo segretario del Sigim Giovanni Rossi, vice segretario per i collaboratori Aldo Spadari e amministratore Fabio Quirici. Ma il segretario uscente Giovanni Giacomini, il più votato nelle consultazioni del 27 e 28 ottobre scorso, e la lista Autonomia e Solidarietà non riconoscono quella che definiscono “l’autoconvocazione” di Marche 2010. Giacomini aveva convocato il nuovo direttivo per il 20 dicembre, il giorno successivo a quello in cui il giudice dovrebbe pronunciarsi sul ricorso presentato per la presunta irregolarità di due liste dei collaboratori collegate a Marche 2010. Stasera Giacomini ha confermato che il 20 si riunirà il vero direttivo, che proclamerà il vero segretario. Ma Rossi ricorda che il direttivo era stato convocato da Giacomini per il 10 dicembre, con grave ritardo, e poi rinviato “illegittimamente”. Nel frattempo, a norma di Statuto, Rossi ha annunciato le dimissioni da delegato nazionale Casagit e membro della consulta Casagit delle Marche per incompatibilità, e affidato il verbale del direttivo e le schede di voto sigillate in custodia fiduciaria ad un notaio.
Anche la Chiesa segue “le rigide regole del mercato” quando si tratta di chiudere un giornale e licenziare chi ci lavora, “rottamando” una testata come fosse un’auto vecchia. L’Ordine dei giornalisti delle Marche censura il comportamento della Curia di Fermo che dopo tre anni di attività ha chiuso il settimanale diocesano la Voce delle Marche (edito da una società controllata) “senza minimamente preoccuparsi del futuro di chi vi ha lavorato”.
La Voce delle Marche ha una storia di tutto rispetto, visto che è stata fondata nel 1892. Dopo un lungo periodo di interruzione, l’arcivescovo di Fermo mons. Gennaro Franceschetti, ora scomparso, aveva stabilito di riprendere le pubblicazioni. Era il 4 marzo del 2005, e la direzione del foglio era stata affidata a don Mario Lusek, con Giuliano Traini direttore responsabile.
In questi anni, ricorda l’Ordine dei giornalisti, la Voce ha seguito con attenzione le vicende culturali, sociali ed economiche del territorio, con inchieste e approfondimenti. A fine novembre però la società editrice ha deciso di chiudere i battenti: “cessate le pubblicazioni, chiuso il sito, licenziati tutti i collaboratori, e tutto alla chetichella”. Un atto “d’imperio”, contro il quale l’Odg non può far nulla, se non segnalre “che questo comportamento è ancora più grave perchè viene da un Editore che diceva di ispirarsi a ben altri principi e valori”.
Volevo arrivare a domani e celebrare così la mia prima settimana sabbatica dal blog ma il ritardo dell’arrivo dei pezzi d’agenzia sul basket mi consente di avere il tempo e la voglia di mettermi a scrivere qualcosina.
No, per carità, nessuna problema particolare, è che sto riflettendo e vivendo un po’ più del solito e così sono pochi i momenti in cui mi fermo a scrivere. Sì, l’esperienza maceratese si prolunga, non senza qualche disagio famigliare, e dovrebbe finire alla fine del mese. Se ho fatto bene i conti mi mancano ancora dieci giorni da pendolare, o da inviato che dir si voglia. Vorrei che, una volta assodato che torno a casa, qualcuno si scusasse per il terribile mese iniziale, ma so benissimo che non accadrà. Penso ad alcuni colleghi, se non s’è capito.
Così m’è rimasto in canna il commento sull’innovationbeer. Io mi sono divertito, molto. M’è piaciuta la compagnia, ho capito gran parte (non tutte evidentemente) le cose che sono state dette, soprattutto ho respirato un clima piacevole. Per evidenti motivi di protagonismo, e suvvia un po’ di supponente superbia ci vorrà, m’ha colpito che qualche giorno dopo, il Censis, nel commentare l’annuale ricerca sul nostro paese, abbia detto che l’innovazione sia largamente individuale, a dispetto di una socialità che rifugge, per un motivo o per l’altro, ogni forma di innovazione. Ho detto una cosa simile lunedì sera, senza conoscere il rapporto del Censis, e mi pare che qualcuno (Marco) fosse d’accordo e qualcun altro (Paolo) meno. Tra l’altro, c’era un riferimento a esperienze che stanno partendo, come quella del gruppo floss marche, ultrameritevoli ma che rischiano di scontrarsi con una realtà che è sicuramente capace di grandi dichiarazioni di principio salvo poi affrontare il concreto senza alcuna volontà innovativa.
Oggi, svegliatomi all’improvviso, ho anche rilanciato la cena corta dei blogger marchigiani. Appuntamento il 21, sul wiki si ricevono le iscrizioni.
E’ invece mestamente naufragato il wiki sulla giornata delle Marche che si celebra domani ma è stato un eccesso di presunzione che, comunque, rifarei. Probabilmente non era lo strumento giusto.
L’altra cosa, in vista del Natale, sto registrando domini da regalare ad amici e parenti. Chissà che non funzioni come terapia virale e l’innovazione individuale possa allargarsi. A parlar d’innovazione, mi scappa di parlare di Ubuntu di cui, nonostante i problemi, comincio a vedere veramente la grandezza.
C’è un gran parlare di sesso in giro. Panorama esce con le confessioni degli italiani; Repubblica e L’Espresso con il dvd di “Pelle”, anticipato da Radio Deejay con una lunga intervista all’autore; su D anche Zucconi presenta le chat line americane; infine sull’inserto domenicale del Sole la mostra di Natale è ovviamente vietata ai minori di 18 anni. In quest’orgia, appare persino tenero il report sui divorzi, sempre sul Sole, anticipato anche dal Corriere Adriatico dove il titolo è profetico. Eh già, bisogna attendere per il divorzio, molto bisogno attendere. Da segnalare, però, l’intervista sempre su D a Sergio Benvenuto (ho provato a linkarla ma non ci riesco, per gli interessati il numero è il 576, la pagina a partire da 145), davvero molto interessante. Una frase m’ha incuriosito (oltre alla ricostruzione della persona, in particolare donna, infelice perchè lo desidera che conferma una mia intuizione) ed è quella riferita ai gameti e al loro numero. “Per ragioni biologiche è più facile sedurre il maschio che la femmina: perché il maschio ha miliardi di gameti, mentre la femmina ha ben pochi gameti nella sua vita fertile”. Chissà perché ma me lo aspettavo. Altra bella lettura, Fofi sull’inserto del Sole della domenica, specie là dove dice che non abbiamo alcuna possibilità di incidere sulla costruzione del futuro. Sarà il mio tema dell’innovationbeer di questa sera.