Bloc notes

Sì, lo so che dovrei scrivere qualcosa ma non è facile trovare il tempo e la voglia.

Cominciamo da un ringraziamento al presidente Berlusconi che mi rassicura sulla moralità di mia moglie che da almeno dieci anni è precaria in Rai. A meno che non sia diventata fascista e si sia scordato di dirmelo…

Cena corta, chiacchiera lunga. Sono un ragazzo semplice e di campagna, e quindi mi basta poco per stare bene e divertirmi, ma venerdì sera è stato davvero piacevolissimo trascorrere un paio d’ore con i blogger. Merito di una immediatezza di rapporti – che avevo già sperimentato alla cena di Antonio Tombolini – davvero insolita e accattivante. Bravi tutti.

A proposito di Tombolini, avevo sentore che fosse un genio, ma la proposta agli autori illuminati va persino oltre. Un piede nel mito, un piede nella leggenda. Anto’, quand’è che pensi a un iLiad per giornalisti?

Io invece perdo tempo a settare la posta elettronica con il Nokia e51. La cosa buffa è che il primo tentativo è andato benissimo poi s’è inchiodato che nemmeno… No, lasciamo perdere domani è Natale.

Sono ancora a Macerata e due dei cinque giorni

Il deserto dipinto

“Hai mai sentito parlare del Deserto Dipinto, Jack?”.

“Sì, ne ho sentito parlare”.

“Ci sei mai stato?”.

“No”.

“Beh, quando sei con Rachel, è come essere là.  Lei è il Deserto Dipinto. Splendida da guardare, certo. Ma, amico, una volta che la raggiungi è un posto desolato. Non c’è niente dietro quella bellezza, Jack, e di notte fa freddo nel deserto”.

Il Poeta – Michael Connolly  – ed. Piemme

La saga continua, della serie “Desperate housewives ci fa una sega”

Il 20 dicembre, annuncia una nota  del firmata dal segretario uscente del Sigim Giovanni Giacomini,  si riunirà per la prima volta il vero nuovo direttivo del  Sindacato dei Giornalisti marchigiani, convocato come da Statuto  dal primo degli eletti, Giovanni Giacomini, che provvederà a  insediarlo”.

La riunione, continua la nota, “servirà a cancellare la  folcloristica elezione di Giovanni Rossi che si è  autoproclamato segretario del sindacato dei giornalisti  marchigiani, e servirà ad avviare un confronto serio fra i  nuovi consiglieri per iniziare a svolgere il compito cui li  hanno chiamati i colleghi che li hanno eletti il 29 e 30 ottobre  scorsi”. Il direttivo è convocato “all’indomani dell’udienza  fissata dal giudice civile di Ancona, chiamato a pronunciarsi  sulla regolarità di due liste presentate all’elezione dei due  componenti collaboratori del direttivo e che a giudizio  pressochè unanime sono viziate da gravi irregolarità formali e  sostanziali”.

Secondo Giacomini, “è stato questo il primo degli strappi  di Giovanni Rossi a norme e regolamenti (lui, professionale, ha  presentato due liste di collaboratori in concorrenza l’una con  l’altra e nelle quali i candidati dell’una presentavano come  firmatari la lista avversaria) che sono proseguiti con l’occupazione abusiva della sede sociale (il segretario  Giacomini, custode dei beni del Sigim, non aveva autorizzato la  riunione nella sede sociale), proseguita con il rifiuto di  riconsegnare le chiavi della sede sociale e conclusasi con  l’invio non autorizzato di una serie di costosissimi telegrammi  a spese del sindacato stesso”.

Sono problemi questi, dice la nota, “che affronteranno i  probiviri dell’associazione e quelli della Fnsi, i quali  dovranno anche decidere se l’iniziativa di Rossi si configuri  come la costituzione di una seconda associazione di stampa nelle  Marche che è vietata dallo statuto federale e che di fatto  colloca coloro che dovessero aderire al di fuori della Fnsi.  Così come non è escluso che i fatti penalmente rilevanti  vengano segnalati alla magistratura”.   Il compito dei direttivo, invece, “sarà quello di superare,  con gli uomini di grande sensibilità sindacale che ne fanno  parte, questa fase di stallo e cominciare da subito a svolgere  il mandato ricevuto, cooperando con la Fnsi perchè vengano  ottenuti il contratto Fnsi-Fieg, rinnovato quello di  Aeranti-Corallo e finalmente stipulato quello per i colleghi  degli uffici stampa. Mentre in campo regionale dovrà essere  combattuta e limitata la tendenza di svuotare le redazioni e  disapplicare i contratti”.

Sigim, la guerra dei segretari

Guerra fra direttivi e segretari in pectore nel Sindacato Giornalisti marchigiani. Oggi si è insediato e ha rinnovato le cariche sociali il direttivo che fa capo alla lista Marche 2010. Con cinque voti ha eletto nuovo segretario del Sigim Giovanni Rossi, vice  segretario per i collaboratori Aldo Spadari e amministratore  Fabio Quirici. Ma il segretario uscente Giovanni Giacomini, il più votato nelle consultazioni del 27 e 28 ottobre  scorso, e la lista Autonomia e Solidarietà non riconoscono  quella che definiscono “l’autoconvocazione” di Marche 2010. Giacomini aveva convocato il nuovo direttivo per il 20  dicembre, il giorno successivo a quello in cui il giudice  dovrebbe pronunciarsi sul ricorso presentato per la presunta  irregolarità di due liste dei collaboratori collegate a Marche  2010. Stasera Giacomini ha confermato che il 20 si riunirà il vero direttivo, che proclamerà il vero segretario. Ma Rossi  ricorda che il direttivo era stato convocato da Giacomini per il  10 dicembre, con grave ritardo, e poi rinviato  “illegittimamente”. Nel frattempo, a norma di Statuto, Rossi ha annunciato le  dimissioni da delegato nazionale Casagit e membro della consulta  Casagit delle Marche per incompatibilità, e affidato il verbale  del direttivo e le schede di voto sigillate in custodia  fiduciaria ad un notaio.

La Voce in silenzio

Anche la Chiesa segue “le rigide  regole del mercato” quando si tratta di chiudere un giornale e  licenziare chi ci lavora, “rottamando” una testata come fosse  un’auto vecchia. L’Ordine dei giornalisti delle Marche censura  il comportamento della Curia di Fermo che dopo tre anni di  attività ha chiuso il settimanale diocesano la Voce delle  Marche (edito da una società controllata) “senza minimamente  preoccuparsi del futuro di chi vi ha lavorato”.

La Voce delle Marche ha una storia di tutto rispetto, visto  che è stata fondata nel 1892. Dopo un lungo periodo di  interruzione, l’arcivescovo di Fermo mons. Gennaro  Franceschetti, ora scomparso, aveva stabilito di riprendere le  pubblicazioni. Era il 4 marzo del 2005, e la direzione del  foglio era stata affidata a don Mario Lusek, con Giuliano Traini  direttore responsabile.

In questi anni, ricorda l’Ordine dei giornalisti, la Voce  ha seguito con attenzione le vicende culturali, sociali ed  economiche del territorio, con inchieste e approfondimenti. A fine novembre però la società editrice ha deciso di  chiudere i battenti: “cessate le pubblicazioni, chiuso il sito, licenziati tutti i collaboratori, e tutto alla chetichella”. Un atto “d’imperio”, contro il quale l’Odg non può far nulla, se non segnalre “che questo comportamento è ancora più grave  perchè viene da un Editore che diceva di ispirarsi a ben altri  principi e valori”.

Una settimana dopo

Volevo arrivare a domani e celebrare così la mia prima settimana sabbatica dal blog ma il ritardo dell’arrivo dei pezzi d’agenzia sul basket mi consente di avere il tempo e la voglia di mettermi a scrivere qualcosina.

No, per carità, nessuna problema particolare, è che sto riflettendo e vivendo un po’ più del solito e così sono pochi i momenti in cui mi fermo a scrivere. Sì, l’esperienza maceratese si prolunga, non senza qualche disagio famigliare, e dovrebbe finire alla fine del mese. Se ho fatto bene i conti mi mancano ancora dieci giorni da pendolare, o da inviato che dir si voglia. Vorrei che, una volta assodato che torno a casa, qualcuno si scusasse per il terribile mese iniziale, ma so benissimo che non accadrà. Penso ad alcuni colleghi, se non s’è capito.

Così m’è rimasto in canna il commento sull’innovationbeer. Io mi sono divertito, molto. M’è piaciuta la compagnia, ho capito gran parte (non tutte evidentemente) le cose che sono state dette, soprattutto ho respirato un clima piacevole. Per evidenti motivi di protagonismo, e suvvia un po’ di supponente superbia ci vorrà, m’ha colpito che qualche giorno dopo, il Censis, nel commentare l’annuale ricerca sul nostro paese, abbia detto che l’innovazione sia largamente individuale, a dispetto di una socialità che rifugge, per un motivo o per l’altro, ogni forma di innovazione. Ho detto una cosa simile  lunedì sera, senza conoscere il rapporto del Censis, e mi pare che qualcuno (Marco) fosse d’accordo e qualcun altro (Paolo) meno. Tra l’altro, c’era un riferimento a esperienze che stanno partendo, come quella del gruppo floss marche, ultrameritevoli ma che rischiano di scontrarsi con una realtà che è sicuramente capace di grandi dichiarazioni di principio salvo poi affrontare il concreto senza alcuna volontà innovativa.

Oggi, svegliatomi all’improvviso, ho anche rilanciato la cena corta dei blogger marchigiani. Appuntamento il 21, sul wiki si ricevono le iscrizioni.

E’ invece mestamente naufragato il wiki sulla giornata delle Marche che si celebra domani ma è stato un eccesso di presunzione che, comunque, rifarei. Probabilmente non era lo strumento giusto.

L’altra cosa, in vista del Natale, sto registrando domini da regalare ad amici e parenti. Chissà che non funzioni come terapia virale e l’innovazione individuale possa allargarsi. A parlar d’innovazione, mi scappa di parlare di Ubuntu di cui, nonostante i problemi, comincio a vedere veramente la grandezza.

Sesso e futuro

C’è un gran parlare di sesso in giro. Panorama esce con le confessioni degli italiani; Repubblica e L’Espresso con il dvd di “Pelle”, anticipato da Radio Deejay con una lunga intervista all’autore; su D anche Zucconi presenta le chat line americane; infine sull’inserto domenicale del Sole la mostra di Natale è ovviamente vietata ai minori di 18 anni. In quest’orgia, appare persino tenero il report sui divorzi, sempre sul Sole, anticipato anche dal Corriere Adriatico dove il titolo è profetico. Eh già, bisogna attendere per il divorzio, molto bisogno attendere. Da segnalare, però, l’intervista sempre su D a Sergio Benvenuto (ho provato a linkarla ma non ci riesco, per gli interessati il numero è il 576, la pagina a partire da 145), davvero molto interessante. Una frase m’ha incuriosito (oltre alla ricostruzione della persona, in particolare donna, infelice perchè lo desidera che conferma una mia intuizione) ed è quella riferita ai gameti e al loro numero. “Per ragioni biologiche è più facile sedurre il maschio che la femmina: perché il maschio ha miliardi di gameti, mentre la femmina ha ben pochi gameti nella sua vita fertile”. Chissà perché ma me lo aspettavo. Altra bella lettura, Fofi sull’inserto del Sole della domenica, specie là dove dice che non abbiamo alcuna possibilità di incidere sulla costruzione del futuro. Sarà il mio tema dell’innovationbeer di questa sera.