Rispondendo a un commento di FLS in attesa che gli scienziati ci sblocchino il server e possa tornare a lavorare

Il problema non è quanto possa essere libero adesso un giornalista ma quanto possa esserlo un cittadino. Di sicuro siamo di fronte a una forte compressione dei diritti, di tutti i diritti, di cui quello d’espressione è uno solo. Se ti riferisci a pressioni del giornale, mi dispiace deluderti: ma non ce ne sono o meglio si limitano alla normale dialettica che esiste in una professione fatta di individualismo ma in squadra. Questo significa che non posso scrivere tutti gli argomenti che vorrei perché talora non vengono ritenuti “notiziabili”. Il problema – se ne trova traccia in rete – è quello di rompere un’agenda informativa che molto spesso è prodotta dagli stessi media più che dalla realtà. Dico “mi dispiace deluderti” perché così s’evince che non conto una beata fava. Per finire il ragionamento ritengo che ci sia una scarissima consapevolezza della compressione di diritti nella vita quotidiana ed è uno dei sintomi peggiori del declino attuale.

In attesa di passare le partite di basket alla vigilia della visita di Veltroni nelle Marche

Ho vissuto con grande partecipazione l’avvio della campagna elettorale del Partito democratico. Mi sono iscritto a Wikidemocracy e al gruppo online. Senza mai parteciparvi ma per problemi di lessico che forse un giorno spiegherò. Ne ho discusso in casa e in giro. Oggi m’ha ripreso lo sconforto alla lettura dei possibili candidati. E’ chiaro che ogni messaggio di novità perde di credibilità se a portarlo avanti sono sempre le stesse persone. Idee nuove hanno necessariamente bisogno di persone nuove. Nuove di sostanza non di facciata. Non credo che domani possano venire notizie buone specie se è vero che avanza la candidatura di Sara Giannini come segno del nuovo…