A proposito di Stiglitz, Gore e i demoamericani in Italia

Spesso si chiamano coincidenze ma il dato non può passare inosservato. La settimana scorsa Al Gore, oggi Joseph Stiglitz sono stati in Italia a diffondere il verbo. Che, da due punti di vista diversi ma non escludenti, l’ambiente e l’economia, rinnovano l’interesse dei Democratici americani sulla società dell’informazione le cui autostrade sono state lanciate proprio dall’amministrazione Clinton di cui i due sono stati collaboratori.

A parte Grillo, oggi ad Ancona, per – afferma – “aiutare Stiglitz a realizzare il suo blog per la presentazione di una ricerca sui blog in Internet” (ma postà che un premio Nobel debba venire qui per fare un blog, mah?), che comunque è una partecipazione attiva, colpisce che questi messaggi – non sempre condivisibili, per carità – piombino su una pubblica opinione assolutamente refrattaria.

Voglio dire, ci sarà anche qualche specialista che approfondisce ma ancora una volta emerge una distanza abissale e un ritardo incolmabile tra i temi dell’agenda politica (tutto incluso, università compresa) e la creazione di una società davvero moderna. Dove, per esempio, un tema potrebbe essere la colonizzazione demoamericana dello spazio pubblico di Internet. Ma questo, immagino, non interessi nessuno.

Questo lo avrei voluto scrivere io

Capita sempre più raramente, ma son felice che accada. Questo avrei voluto proprio scriverlo io. AL di là del merito, assai condivisibile, è una visione del mondo davvero abbacinante per le implicazioni e le suggestioni che offre.

Tra l’altro sto cominciando ad apprezzare il sottodominio blog.edoardodanieli.it. Bisogna che mi attrezzi. Ma se lo sposto, come posso salvare tutto il pregresso? Mi sa che il giorno di riposo, lo passerò studiando Wp…

Parole vere

Ricordare ai giornalisti “la  responsabilità della parola” perchè abbiamo bisogno di  parole che si mettano al servizio della verità”: l’esortazione  è venuta da don Luigi Ciotti, ieri sera a Torino, in occasione  della manifestazione promossa da Libera in memoria di Peppino  Impastato e dei giornalisti uccisi dalla mafia. Sul palcoscenico  del Piccolo Regio anche il procuratore Giancarlo Caselli che,  accompagnato da Boosta, il tastierista dei Subsonica, ha indossato i panni insoliti del lettore di brani vari sulla  giustizia, da Pietro Calamandrei ad Aldo Moro.   Preoccupante – ha detto don Ciotti – che l’Italia “sia al  35/o posto per la libertà di stampa. Bisogna riscoprire la  forza delle parole e delle immagini vere. Troppe sono le notizie  comode”. “Io – ha sottolineato – ho un concetto etico del  giornalismo”. Poi ha snocciolato il lungo elenco dei  giornalisti assassinati dalla mafia “per il loro impegno, il  loro coraggio”,tra i quali Cosimo Cristina, Giovanni  Spampinato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Peppino  Impastato,assassinato 30 anni fa, nello stesso giorno in cui fu  trovato il corpo senza vita di Aldo Moro.

La Stampa su iLiad

Sarà presentata a Torino, in  occasione dell’ormai imminente Fiera del Libro, la nuova  versione digitale del quotidiano La Stampa. “Un’ulteriore tappa  nella ormai lunga esperienza di innovazione”, annuncia  l’editrice, che ha preparato la novità in collaborazione con  Simplicissimus Book Farm.

La versione digitale consente la lettura del quotidiano  attraverso iLiad, il lettore ebook di ultima generazione basato  su inchiostro elettronico. “La demo che mostreremo alla Fiera -  spiegano gli ideatori del progetto – sarà in grado di dare  un’idea molto vicina a quello che sarà il prodotto finale: un  vero e proprio giornale con la comodità di poterlo ricevere via  wi-fi ogni mattino, da qualsiasi luogo del mondo, alla semplice  pressione di un tasto”.

Gli abbonati a questa versione potranno così navigare tra le  pagine e gli articoli del giornale cliccando su titoli e  sommari, ma anche sottolineare, annotare ed evidenziare singole  frasi e passaggi, nonchè selezionare e archiviare ritagli  elettronici per il proprio archivio personale.

Sidebar a gogo

Giornata durissima per la sidebar quella di oggi. Ma avendo un po’ di tempo mi sono divertito ad andare a spasso per la rete.

Devo a Francesco Nachira, l’approdo al sito Il secolo della rete, a cui mi sono subito iscritto e da cui ho clonato the green ribbon campaign, che campeggia qui a fianco. Nachira, per chi interessato, è anche l’autore del bel testo che ho ripreso qui, dedicato alla sinistra che vorrei. Un altro bel testo sulla sinistra, o meglio sull’attuale Pd, l’ha scritto oggi Ilvo Diamanti sulla Repubblica: radici forti e rami secchi. Chissà se qualcuno lo avrà letto. Nella mia personale rassegna stampa, ho apprezzato un articolo sulla Stampa dedicato agli italiani che vanno a vivere all’estero. Fa il paio con un post (giuro che non mi ricordo dove l’ho letto) in cui s’afferma – cito a memoria – che gli italiani sono 100 milioni, di cui 40 vivono all’estero. Anzi se qualcuno mi aiuta a ritrovare il post lo ringrazio. Era un trentottenne che vive a Londra dove ha fondato un circolo di Forza Italia per poi venirne fuori abbastanza nauseato.

Myspace è ovviamente un gioco, con dedica a Mimmetto, laddove parlo di ggiovani. Dove sei finito amico mio, non più giovane? ANzi, uora uora lo chiamo…

Ah rieccomi, ma ora devo andare a lavorare