| Eccoci qua persino in anticipo. Il posto è l’ideale per Hallowen |
Monthly Archives: ottobre 2008
Il decreto Gelmini è legge
E’ arrivato il sì definitivo del Senato al decreto Gelmini
Liberato il porto
Qualcosa che assomigli a un po’ di silenzio
Il vostro finto progresso, il vostro comandamento: “Ama il consumo come te stesso”
Coraggio ragazzi, continuate a protestare. Diventerete ministri
“Ha iniziato il suo impegno politico a 15 anni fondando il coordinamento studentesco “Gli Antenati”, principale motore della contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione”. Adesso a 31 anni è ministro. Gaber lo cantava probabilmente prima che la signora in questione nascesse. “C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza”. Anche per questo c’è stato il dietrofront sulla polizia nelle università che avrebbe solo reso ancora più forte la protesta. E la strada. E la possibilità di salvezza.
Io li amo i nazisti della Carinzia
L’idea non è mia ma la rubo a Luca R. che s’è ricordato della fine dei Blues Brothers pensando all’outing del fidanzato di Haider. Quando l’auto dei nazisti dell’Illinois precipita dal cavalcavia e il giovane aiutante dice al capo: “T’ho sempre amato”. Ecco, persone così non si possono che amare. Di qualunque sesso siate e siano.
Cerco proprietario Trabant marchigiano
In cambio un’intervista sul Corriere Adriatico
Silenzi, Opa ostili e mezzi di comunicazione
Assente, per motivi famigliari, dall’incontro di Urbino, leggo qua e là del dibattito che s’è aperto su crisi e silenzi della rete. Mi chiedo: dove, se non sulla rete, si può capire bene che cosa significhi cambiare le norme sulla passivity rule in questo momento? Non è che i grandi gruppi editoriali sono tutti a rischio di scalata e quindi sono molto più reticenti del solito? Noi e voi ha sempre meno senso. Ricercare elementari forme di democrazia, anche economica, è un percorso da intraprendere senza salti della quaglia di alcun genere.
Blog action day: da povero a povero
Grazie alla Povertà.
Che ci consente di smascherare la finzione della nostra vita quotidiana. Che ci evidenzia la necessità come combattere la povertà significhi produrre condizioni migliori di vita non solo per gli altri, ma anche per noi.
Noi – da questa parte del mondo – non siamo poveri, anche se la povertà fa sempre più spesso capolino alle nostre latitudini. Eppure, ora, sperimentiamo la paura di non poter continuare a condurre i dispendiosi e dannosi stili di vita che ci siamo costruiti abbandonandoci a quel “finto progresso del comandamento: ama il consumo come te stesso”, come scriveva De Andrè.
Lottare contro la povertà significa, in primo luogo, ridurre ora il nostro consumo a un livello in cui si possa sperimentare un amore verso sé e verso gli altri che, accantonando il superfluo, non toglie niente ma, piuttosto, consente di aggiungere a ciascuno il necessario.
E’ essenzialmente una relazione intima per conoscersi e per riconoscere quanto ancora di umano possediamo. Conoscenza e relazione diventano così gli strumenti per combattere la nostra Povertà. Lotta che ci fa sentire più ricchi. In modo tale da poter aiutare e sostenere chi è Povero veramente. Chi alza ogni mattina senza sapere se mangerà o come morirà. Ma gli strumenti devono essere i medesimi: conoscenza e relazione. Diminuendo il divario tra chi ha e chi non ha potremo costruire percorsi di condivisione da costruire strade di speranza per tutti.
Buon lavoro
