- partito bombardone da 8700 euro per saldo viaggio giovanni #
Powered by Twitter Tools.
Powered by Twitter Tools.
Powered by Twitter Tools.
E’ una notizia triste che mi ha molto colpito. Racconta di un anziano detenuto che non vuole uscire dal carcere per quanto il tribunale di sorveglianza ne abbia deciso la scarcerazione. Non so perchè – forse manco di riguardi nei suoi confronti – ma ho provato una sincera ammirazione per Dessì – il nome del detenuto – al punto di pensare di ricordarlo con questo post. Ha ragione lui: molto meglio restare dentro che vedere fuori questo mondo.
Ecco il testo tratto dal notiziario dell’Ansa
Antonio Dessì, 82 anni, probabilmente il più vecchio detenuto d’Italia, non intende lasciare la casa circondariale di Lanusei, in Ogliastra, nonostante abbia la possibilità di usufruire di una sistemazione alternativa. “Una vicenda assurda e paradossale”, commenta la presidente dell’associazione Socialismo diritti e riforme, Maria Grazia Caligaris, che sta seguendo il caso. “L’uomo, attualmente piantonato in cella per le precarie condizioni di salute, è soltanto disposto a tornare nella sua abitazione, benchè sia fatiscente e pericolante”, sottolinea Caligaris. Inutilmente il magistrato, gli operatori sociali del Provveditorato regionale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e un nipote hanno tentato di convincerlo, ma Dessì – che finirà di scontare la pena a marzo del prossimo anno – è irremovibile. “L’incompatibilità con il carcere – sottolinea Caligaris - è evidente ed è riconosciuta, tuttavia la volontà dell’interessato è prevalente al punto da impedire qualsiasi provvedimento da parte del magistrato di sorveglianza. La determinazione del detenuto appare incredibile anche perchè la casa circondariale di Lanusei, dove sono ristretti i detenuti responsabili di reati sessuali, è sovraffollata”. I diversi sopralluoghi effettuati dai tecnici nella catapecchia dove Dessì viveva prima dell’arresto, hanno inoltre confermato che non può essere abitata, andrà invece demolita.
Powered by Twitter Tools.

Il 13 settembre 2009 parte da Macerata la nuova spedizione in Himalaya sulle Orme di Tucci organizzata da Arte Nomade in collaborazione con l’Associazione Perigeo Onlus. Sono 10 anni che Arte Nomade si prodiga per la rivalorizzazione delle opere e della figura di Giuseppe Tucci, lo straordinario orientalista maceratese, considerato in Europa e nel mondo come uno dei massimi esperti di storia e cultura himalayane, ma ancora, troppo dimenticato in patria.
Dopo le numerose mostre realizzate a lui dedicate a Roma al Museo Nazionale d’Arte Orientale, a New Delhi all’Istituto Culturale Italiano, a Macerata e a Pennabilli, visitata anche dal Dalai Lama, questi giorni tra l’altro l’esposizione si trova a Pesaro, Arte Nomade ha voluto raccogliere l’eredità dell’illustre concittadino ed ha già organizzato, nel corso degli anni, ben tre spedizioni in Himalaya seguendo le indicazioni dei diari delle spedizioni Tucci degli anni ’30: nel 2001 nella valle di Spiti nell’India del Nord, nel 2003 nel Tibet Occidentale e nel 2007 nella valle del Karnali in Nepal.
La spedizione di quest’anno si avvale della collaborazione dell’esperta guida himalayana Chandra Bahadur Gurung, giunto questi giorni a Macerata per pianificare l’organizzazione della carovana. Chandra Bahadur Gurung è stato protagonista qualche giorno fa di un incontro tenutosi alla sede del CAI di Macerata dove ha illustrato gli aspetti tecnici della spedizione. Come si diceva la partenza è prevista per il 13 settembre.
Giunti a Kathmandu con altri due voli interni si raggiungerà Simikot, capoluogo della remota regione nord occidentale nepalese dell’Humla, ai confini con il Tibet. A Simikot si organizzerà la spedizione per percorrere a piedi la selvaggia e totalmente priva di strutture turistiche e strade valle del Karnali. Nel villaggio di Chaugunphaya la spedizione sosterà per tre giorni per realizzare nell’unica scuola il progetto “Scambio dei disegni” a cui partecipano scuole italiane, dell’Etiopia e della Groenlandia. E’ un modo per aprire ai bambini finestre sui coetanei di altre parti del mondo grazie all’efficace e immediato metodo del disegno rappresentativo delle peculiari esperienze di vita quotidiana.
La carovana, con l’ausilio di animali da soma, portatori, cuochi e guide raggiungerà in sette giorni di cammino la frontiera con il Tibet, l’unica frontiera dove è possibile accedere solo camminando. In Tibet si snoderà gran parte dell’avventura sulle orme della famosa spedizione di Tucci del 1935. Con l’ausilio di fuoristrada si raggiungeranno i luoghi sacri del lago Manasarovar e del Monte Kailash, dove insieme ai pellegrini indù e buddisti, si ripartirà a piedi, sempre coadiuvati da animali da soma e da portatori, per il mitico kora (anello) della montagna sacra. Saranno quattro giorni di cammino in cui si raggiungerà il valico più alto dell’intero viaggio, il Dromla La a quota 5.700 m. Visita poi alle rovine degli antichi monasteri dell’antico Regno di Guge di Tooling e Tsaparang. Infine ritorno a Kathmandu sempre con i fuoristrada attraversando l’intero plateau meridionale del Tibet. Ritorno previsto in Italia 15 ottobre.
Per ottimizzare costi e spostamenti in aereo e con fuoristrada Arte Nomade apre ad interessati la possibilità di partecipazione alla spedizione ad altre due persone. Gli interessati possono rivolgersi agli organizzatori Maurizio Serafini (338.7601331) o Gianfranco Borgani (329.6288922).
