Monthly Archives: gennaio 2010
Di giornali, giornalisti e internet
Google e la Cina, i sacerdoti e il web, Steve Jobs e il tablet. Oggi è una giornata grassa sulla stampa (ma anche per alcuni aspetti sulla televisione) per quello che riguarda tecnologia e rete. Un argomento che riguarda prettamente i diritti; un altro le applicazioni e la capacità dei messaggi di raggiungere target altrimenti impenetrabili; la presentazione di un device che se non nuovo lascia comunque intuire l’approdo a un altro mondo.
L’impressione – da giornalista – è che si tratti di notizie, non soltanto della tradizionale caciara cacofonica che accompagna questi argomenti. Insomma, c’è stato un salto di qualità. Non solo nella rappresentazione da parte dei media di questo segmento di realtà ma proprio nell’incidenza del settore nella realtà.
Non c’è più la distanza di un tempo (non un’era geologica ma ieri): l’accesso ad un motore di ricerca in una grande potenza o l’intento di una ex grande potenza di utilizzare gli strumenti della rete sono in sostanza fatti veri, di interesse pubblico e (speriamo) riferiti in modo obiettivo. Cioè sono notizie per la stampa generalista.
Molto c’è da fare, ma è la seconda volta in tempi ristretti che mi trovo a pensare che, in questo momento storico, i giornalisti hanno un’attenzione nei confronti della rete che rasenta quasi la cura. Molto più di frequentatori abituali della rete. Perché? Forse si sono saldate esigenze autentiche della professione (mai sopite nonostante le botte che la stampa ha preso) alle potenzialità di un mezzo che probabilmente non sono ancora del tutto dispiegate.
E la volontà di dispiegarle è nelle mani dei giornalisti. Beninteso, è un onere, più che un onore. Ma è uno spiraglio di luce in un inverno gelido in cui il deficit di democrazia di questo Paese sta producendo orrori senza fine.
Il problema della giustizia in Italia
Finita la riunione. Sentivo i colleghi parlare degli Interni. In una pagina ci sono la condanna in appello di Cuffaro (Udc); l’interrogatorio di Delbono (Pd); l’inchiesta Mediatrade (Pdl) e 38 legaioli a giudizio. La domanda sorge spontanea: ma siamo sicuri che il problema dell’Italia è la giustizia e non l’onestà della classe politica?
Il Gus aiuta Haiti
Anche in questa emergenza il GUS è impegnato nella campagna di Soliderietà, dopo lo Sri Lanka, Abruzzo e le emergenze di Marche Umbria e Molise. Vi chiediamo di sostenerci e di aiutarci ad aiutare una popolazione che sta soffrendo. Se volete inviate a tutti i vostri contatti questo messaggio e aiutateci a diffonderlo. Grazie
Per le Donazioni:
GUS Gruppo Umana Solidarietà
c/c 05000/1000/10328
Banca Prossima
causale EMERGENZA HAITI
IBAN: IT 91 N 03359 01600 100000010328
100110
100110: 38 in numero binario
A proposito di lavoro
Un uomo dall’aria depressa è seduto al ristorante.
“Cosa c’è che non va?” gli chiede il cameriere.
“Il mio lavoro. Io sono quello che spala la merda degli elefanti al circo. Tonnellate di merda ogni giorno, non lo sopporto”.
“Ma perché non se ne va?”.
“Bravo e lasciare così il mondo dello spettacolo?”.
Goldie Ivener (dalle Formiche anno 2000)
