L’economia della felicità

In anteprima per i miei quindici lettori, la recensione del bel libro di Luca De Biase, che tra l’altro oggi è ad Ascoli, che uscirà domani sul giornale.

Libro da maneggiare con cura. Perchè, con semplicità e senza tanti giri di parole, prende per mano e introduce al cambiamento. Necessario, sociale, ma  in primo luogo individuale. De Biase, cuore di blogger e testa d’economista, declina infatti la complessità della società dell’informazione osservando la stretta relazione che esiste tra la trasformazione in atto nel mondo dei media, in particolare con la socialità che erompe dal Web 2.0, e le modifiche che sta assumendo la struttura interpretativa dell’economia, con il declino, o per lo meno la messa in discussione, dell’economicismo, che ha guidato (a occhi chiusi?) la fine del secolo scorso.

La prima parte  del libro attraversa i luoghi in cui la rete Internet è passata dalla bolla del 2000, scoppiata per non averne compreso appieno la portata e la capacità, alla socialità della condivisione e della gratuità dell’intelligenza collettiva.

La parte centrale è invece dedicata all’esame, parallelo, della trasformazione di modelli economici che si sono dovuti arrendere all’imperativo della crescita inarrestabile per piegare verso la sostenibilità.

L’intreccio finale porta alle quaranta pagine conclusive – da introdurre nei libri di educazione civica, se esiste ancora – in cui De Biase enuncia quindici idee guida del nuovo paradigma dell’ecologia culturale.

 Rimarchevole la bibliografia che, ovviamente, alla fine di un percorso del genere non può che chiamarsi “Link”. Libro da maneggiare con cura, dunque, per il cambiamento di visione che impone. E da consigliare a tutti.