“Ed io, guardando quella piacevole gente, quei visi onesti accesi dal vino, dal sole, dal ballo, quelle donne enormi, quelle esili ragazze, quegli omaccioni dagli occhi fondi e dalle mani crude, penso che questo è il popolo italiano, vivo, leale, allegro, bonario, e che la lotta politica in Italia, per andare d’accordo con il carattere del nostro popolo dovrebbe essere aperta, cordiale, umana, cortese, non quella specie di truce rissa che è diventata: e se proprio ha da essere una politica da arrabbiati, sia almeno una politica Rabbita, come la musica di questa allegra comitiva marchigiana, nata da un estro antico e libero da un umore (e da un amore) lieto e leale”.
La citazione risale al 1954 ed è di Curzio Malaparte. La devo ad Alberto Berardi. In vista del 10 dicembre, giornata della Madonna di Loreto e giornata delle Marche, è il punto di partenza della mia personalissima riflessione sul mutamento genetico di questa razza. I marchigiani, non i politici che, come si vede, 50 anni fa erano perfettamente uguali a quelli di oggi.