Un giorno, forse, saremo in pace con tutti. Nell’attesa, il quotidiano si presenta come un’enigma di cui non si riesce ad afferrare la soluzione. Se non nella dimensione onirica dell’arte. In questo viaggio di emozioni, ci conduce la matita di Mauro Cicarè. Pittore, illustratore e autore di fumetti che, a sei anni di distanza da “Quasi”, realizzato con la complicità della moglie Simona Palmini, torna con un’opera a fumetti di cui è totalmente autore. A cominciare dall’ispirazione, contigua a quella di pittore, tanto che sono proprio alcune sue tele a far da prologo alle tre scene de “L’enigma del condominio”. Scene dal titolo evanescente ma terribilmente concreto: “Krash”, “Clik” e “Plic”. Ci sono l’urto, lo schianto, il fragore di quelle auto in corsa nella notte, segno surreale di un viaggio a cui non diamo più significato. Ma anche le immagini che spuntano dalle finestre dell’esistenza che filtrano eros e conflitti che impediscono al sogno di esaurire la sua funzione vitale. C’è, infine, il salvifico sciogliersi nell’altro, come una goccia nella pozzanghera, per sentire tutti i sapori. Le tavole finiscono, resta un senso di vuoto che ora andrà riempito. Cicarè mette a disposizione le sue tavole, in rigoroso bianco e nero, frutto di matita, carboncino e fusaggine. Ma frutto soprattutto di una vitalità sorprendente che ci ricorda, sempre e comunque, che la vita è un sogno. E, nel sogno, siamo in pace con tutti.