S’è svolta ieri sera un’assemblea tra gli stakeholder della cultura anconitana. Una riunione convocata dal nuovo assessore Andrea Nobili per dare avvio a un percorso di ascolto che porterà alla creazione di una consulta permanente. Un incontro molto partecipato a cui purtroppo non ho potuto prendere parte dall’inizio per motivi di lavoro. Per cui quello che segue non può essere un resoconto bensì solo alcune suggestioni che ne ho tratto.
Dell’assessore Nobili mi hanno colpito più i silenzi che le cose che ho sentito. Quello sul Metro può essere condivisibile politicamente ma non è comunque giustificabile. Quello sul disinteresse della Regione per Ancona è un po’ più inspiegabile dal momento che Nobili è stato, fino alla nomina di assessore, presidente di un’associazione beneficiata munificamente dalla Regione molto più di altre associazioni marchigiane.
Ma non è questo il punto. Vorrei invece qui ripetere quello che ho già detto in occasione di un’assemblea del Pd (in campagna elettorale) dedicata all’Università. E cioè un semplice punto: non si può discutere di un argomento qualsiasi (qui la cultura, là l’università) se prima non sappiamo che tipo di città abbiamo in mente. Non solo: sono proprio questi progetti a configurare la città, per cui tanto più coerenti sono con la traiettoria che si sta disegnando tanto più saranno efficaci.
E su come sarà la città, io continuo a non avere idee chiare, perché se si passa dalla vuota declinazione di parole alla realzizazione concreta continuo a vedere contraddizioni palese. E vengo al punto molto molto concreto. Ci si riempie la bocca con la volontà di rivitalizzare il centro storico di Ancona. Ok. Poi, a palazzo degli Anziani ristrutturato si assegna una funzione del tutto contrastante: sede di rappresentanza e luogo di uffici dei partiti comunali. Scusate, che rivitalizzazione è? Significa solo che il palazzo sarà aperto solo fino alle 12, in occasione di qualche matrimonio per poi sprofondare nel buio insieme a pizza Stracca dove, intanto, ci sarà la tradizionale guerra del parcheggio.
Ieri sera è stato anche detto: qualcuno ha visto in che condizione è la biblioteca di Ancona? Allora, perché non trasformare il palazzo degli anziani in una biblioteca che oltre ai tesori della Benincasa possa contenere un moderno luogo di apprendimento di reference library, integrando i testi scritti a quelli in rete; e ancora realizzare all’interno nuovi media, un bar, in un vero luogo di incontro? Attrattiva ed ospitalità, alte professionalità, luogo non più di transito e via dicendo. Così forse si potrebbe ipotizzare un futuro diverso per il centro storico altrimenti dfestinato ad un anonimo sprofondare nella movida, nell’happy hour e ogni tanto in un festival…