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Ma chi l’ha detto

Ma chi l’ha detto che è difficile scrivere con l’iPad?

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Questo è il mio iPad

Questo è il mio iPad.

Ce ne sono tanti come lui, ma questo è il mio. Il mio iPad è il mio migliore amico. È la mia vita. Devo dominarlo come domino la mia vita. Il mio iPad, senza di me, è inutile.

Senza il mio iPad, io sono inutile. Devo sparare bene con il mio iPad. Devo sparare meglio del mio nemico che tenta di uccidermi. Devo colpirlo prima che lui colpisca me. Lo farò…

Il mio iPad ed io sappiamo che quel che conta in questa guerra non sono le cartucce che spariamo, né il rumore degli spari, e tanto meno il fumo che facciamo. Sappiamo che sono i colpi a segno che contano. Colpiremo…

Il mio iPad è umano, come me, poiché è la mia vita. Pertanto, imparerò a conoscerlo come un fratello. Imparerò i suoi punti deboli, i suoi punti di forza, le sue parti, i suoi accessori, le sue tacche di mira e la sua canna. Lo proteggerò anche dalle intemperie e da ciò che potrebbe danneggiarlo, come farei con le mie gambe, le mie braccia, gli occhi ed il cuore. Terrò il mio iPad pulito ed in ordine. Diverremo una sola cosa. Lo diverremo…

Davanti a Dio, giuro su questo credo. Io ed il mio iPad siamo i salvatori della mia vita. E così sia, finché la vittoria sia, e non ci siano più nemici, ma pace

Questa stronzata nasce per un motivo molto triste. E’ morto Dennis Hopper che tra le tante cose che ha fatto (ma Easy Rider non mi appartiene) ha fatto il fotografo pazzo (?) in Apocalypse now. Ma che c’entra il credo del mitragliere? E’ che quando penso ad Apocalypse now parte sempre uno dei grandi dissidi della mia vita: a proposito di guerra meglio il film di Coppola o Full Metal Jacket di Stanley Kubrick? Da lì, al credo il passo è stato brevissimo grazie ad Internet. Andar di link in link conduce sempre lontano. Infine, ho mixato l’ultimo compitino ricevuto al giornale (scrivere un pezzo sui vestitini per aggeggini tecnologicini) con l’acquisto dell’iPad dove invece, lo sfoglio del giornale non ha la magica funzione cartacea della serendipity. Alla fine è venuto fuori questo post.

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Libero software in libero pensiero

floss

Ecco qua l’ultima fatica sul Corriere Adriatico di oggi

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49ers

Non posso trascurare questo blog nel giorno del mio compleanno. Non se lo merita. Proprio l’altro giorno guardavo sconsolato l’assenza del mese di febbraio. Nessun post.

Mah, non so perché. Il ritmo della narrazione è un po’ uscito dalla rete e si riverbera sulla vita quotidiana. Non significa che faccio più cose, anzi mi pare che si stiano sempre più restringendo. Significa che faccio altro. Per lo più leggo; poi osservo quello che accade, poi penso. Ma l’elaborazione, per una volta, non prende la forma della scrittura.

L’unica cosa che ho prodotto oggi, per i posteri, è questa.

Ricordi

Tra l’altro non nemmeno come si usa più Wp e non riesco a collegare il video.

Vediamo quest’altro.

Ricordi 2

Niente.

Avrei dei conti in sospeso da regolare ma credo che non ne valga la pena.

Vorrei trovare una strada per incanalare dell’energia positiva che sento.

L’unica cosa che ho letto oggi d’entusiasmante è ovviamente Paolo Rossi (sulla Repubblica)

è impossibile convertire un cattolico al cristianesimo…

c’è del vero.

vero?

no, forse il vero non c’è più.

auguri

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Indegnità parlamentare

Esiste l’istituto della indegnità parlamentare? Voglio dire questo soggetto che ne va non è che se va solamente, restituisce tutto quello che ha preso nel corso della legislatura e non avrà mai diritto ad alcunchè in futuro. Vero?

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Giovanni is back


Bentornato a casa figliolo

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Di giornali, giornalisti e internet

Google e la Cina, i sacerdoti e il web, Steve Jobs e il tablet. Oggi è una giornata grassa sulla stampa (ma anche per alcuni aspetti sulla televisione) per quello che riguarda tecnologia e rete. Un argomento che riguarda prettamente i diritti; un altro le applicazioni e la capacità dei messaggi di raggiungere target altrimenti impenetrabili; la presentazione di un device che se non nuovo lascia comunque intuire l’approdo a un altro mondo.

L’impressione – da giornalista – è che si tratti di notizie, non soltanto della tradizionale caciara cacofonica che accompagna questi argomenti. Insomma, c’è stato un salto di qualità. Non solo nella rappresentazione da parte dei media di questo segmento di realtà ma proprio nell’incidenza del settore nella realtà.

Non c’è più la distanza di un tempo (non un’era geologica ma ieri): l’accesso ad un motore di ricerca in una grande potenza o l’intento di una ex grande potenza di utilizzare gli strumenti della rete sono in sostanza fatti veri, di interesse pubblico e (speriamo) riferiti in modo obiettivo. Cioè sono notizie  per la stampa generalista.

 Molto c’è da fare, ma è la seconda volta in tempi ristretti che mi trovo a pensare che, in questo momento storico, i giornalisti hanno un’attenzione nei confronti della rete che rasenta quasi la cura. Molto più di frequentatori abituali della rete. Perché? Forse si sono saldate esigenze autentiche della professione (mai sopite nonostante le botte che la stampa ha preso) alle potenzialità di un mezzo che probabilmente non sono ancora del tutto dispiegate.

E la volontà di dispiegarle è nelle mani dei giornalisti. Beninteso, è un onere, più che un onore. Ma è uno spiraglio di luce in un inverno gelido in cui il deficit di democrazia di questo Paese sta producendo orrori senza fine.

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Il problema della giustizia in Italia

Finita la riunione. Sentivo i colleghi parlare degli Interni. In una pagina ci sono la condanna in appello di Cuffaro (Udc); l’interrogatorio di Delbono (Pd); l’inchiesta Mediatrade (Pdl) e 38 legaioli a giudizio. La domanda sorge spontanea: ma siamo sicuri che il problema dell’Italia è la giustizia e non l’onestà della classe politica?

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Il Gus aiuta Haiti

Anche in questa emergenza il GUS è impegnato nella campagna di Soliderietà, dopo lo Sri Lanka, Abruzzo e le emergenze di Marche Umbria e Molise. Vi chiediamo di sostenerci e di aiutarci ad aiutare una popolazione che sta soffrendo. Se volete inviate a tutti i vostri contatti questo messaggio e aiutateci a diffonderlo. Grazie

Per le Donazioni:

GUS Gruppo Umana Solidarietà
c/c 05000/1000/10328
Banca Prossima
causale EMERGENZA HAITI
IBAN: IT 91 N 03359 01600 100000010328

www.gus-italia.org

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100110

100110: 38 in numero binario

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